Citizen Vigilante: il film che fa discutere tra censura e Musk
Un film d’azione a basso budget, vietato nei cinema tedeschi per i suoi contenuti xenofobi, è diventato improvvisamente un caso internazionale grazie alla promozione di Elon Musk. Si tratta di Citizen Vigilante, diretto dal regista tedesco Uwe Boll e interpretato da Armie Hammer, che ha scatenato un acceso dibattito tra libertà di espressione e limiti della rappresentazione cinematografica. La pellicola, girata in Croazia, racconta la storia di Michael Sanders, un ex ufficiale dell’esercito statunitense che si trasforma in un giustiziere solitario, organizzando ronde contro la piccola criminalità e opponendosi alla costruzione di un centro di accoglienza per migranti. I crimini in cui Sanders si intromette vengono commessi quasi sempre da persone migranti, ritratte come gli antagonisti della storia.
Il caso del divieto in Germania
A maggio 2026 Citizen Vigilante non aveva ottenuto il permesso per la distribuzione nelle sale da parte della FSK, l’autorità tedesca che regola le uscite cinematografiche. La motivazione ufficiale è che il film promuove la giustizia privata e offre una rappresentazione distorta e diffamatoria delle persone migranti. La FSK lo ha classificato nella categoria “KK”, che indica i film non sottoposti a classificazione d’età e quindi esclusi dalla normale distribuzione nei circuiti cinematografici e commerciali in Germania. Una sorta di bando di fatto, che ha impedito al film di essere proiettato nelle sale, pubblicizzato o venduto nella maggior parte dei negozi tedeschi. Boll ha criticato duramente la decisione, definendola politicamente motivata e accusando l’FSK di aver violato la libertà d’espressione sancita dalla costituzione tedesca. In un lungo articolo pubblicato sulla rivista conservatrice Tichys Einblick, il regista ha descritto Citizen Vigilante come l’unico film che affronterebbe in modo critico il tema dei crimini commessi da immigrati, scatenando ulteriori polemiche.
Il ruolo di Elon Musk e la mobilitazione dell’estrema destra
Da quel momento Citizen Vigilante è diventato un argomento di discussione frequente su X, il social network di proprietà di Elon Musk. L’imprenditore, diventato recentemente il primo “trilionario” della storia grazie al valore delle azioni SpaceX, ha preso molto a cuore la causa del film, polemizzando contro la censura in Germania. Giovedì scorso Musk ha pubblicato su X un link temporaneo che rendeva il film accessibile a tutti gli utenti per 48 ore, condividendo anche uno screenshot che ne evidenziava l’alto gradimento del pubblico al 95 per cento sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes. L’algoritmo di X ha iniziato a promuovere massicciamente i post a difesa del film, incentivando una mobilitazione online dei gruppi legati all’alt right, l’estrema destra statunitense. I sostenitori hanno attribuito al film il massimo del punteggio su tutti i siti di recensioni disponibili e lo hanno acquistato in massa su Amazon Prime, dove questa settimana è diventato il titolo più visto negli Stati Uniti.
Il film, il regista e le polemiche su Armie Hammer
Uwe Boll, 61 anni, è noto per aver curato trasposizioni cinematografiche di famosi videogiochi come The House of the Dead e Alone in the Dark. Viene spesso massacrato dalla critica per l’ostentata violenza dei suoi film, considerata gratuita e di cattivo gusto. Nel 2009 gli furono assegnati due Razzie Awards, l’equivalente degli Oscar per i film brutti, per la peggiore regia e la peggiore carriera. Il protagonista Armie Hammer, noto per i suoi ruoli in The Social Network di David Fincher, J. Edgar di Clint Eastwood e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, aveva visto la sua reputazione gravemente compromessa dal 2021, quando una sua ex fidanzata e altre donne lo avevano accusato di molestie. Da quel momento aveva faticato a trovare ruoli importanti a Hollywood, e la scelta di partecipare a Citizen Vigilante ha sollevato perplessità tra gli addetti ai lavori. Secondo il critico di Variety Todd Gilchrist, Hammer potrebbe aver definitivamente compromesso la sua carriera con questo film, definito “un’opera violenta, incoerente e moralmente corrotta”.
Le reazioni della critica e l’impatto in Italia
Le recensioni delle riviste di settore sono state poche e molto critiche. Slate ha parlato del film come di un’opera inquietante e molto furba, scritta e diretta al solo scopo di intercettare lo spirito del tempo degli estremisti di destra che frequentano X. Il critico Tyler Thier lo ha definito “una roboante e feticistica celebrazione dei crimini d’odio” di cui andrebbe fiero Anders Breivik, il colpevole della strage di Utøya del 2011. Nonostante le critiche, il film ha trovato terreno fertile anche in Italia. Welcome to Favelas, una pagina Instagram nata per documentare episodi di degrado urbano e vicina alla destra italiana, ha annunciato che organizzerà una proiezione gratuita del film a Roma e si farà carico delle spese per doppiarlo in italiano. La pagina aveva già dichiarato in passato di essere in contatto con rappresentanti di Musk. Un caso che intreccia cinema, politica, censura e social media in un dibattito che sembra destinato a proseguire.
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