Noi, il remake italiano di This Is Us torna su Rai 2
Noi è il remake italiano di This Is Us, la serie americana creata da Dan Fogelman e diventata un riferimento per il racconto familiare in tv. La fiction Rai riprende la struttura emotiva dell’originale, fatta di salti temporali, legami familiari, segreti e ferite che attraversano più generazioni, ma la porta dentro una cornice italiana, con la famiglia Peirò al posto dei Pearson.
La serie, disponibile su RaiPlay e tornata in onda su Rai 2 da venerdì 12 giugno 2026, vede protagonisti Lino Guanciale e Aurora Ruffino nei ruoli di Pietro e Rebecca, genitori di Claudio, Caterina e Daniele. Il cuore del racconto resta lo stesso, perché parla di famiglia, identità e memoria, ma cambia il modo in cui quei temi vengono tradotti per il pubblico italiano.
Il legame con This Is Us è il vero punto di partenza
Noi nasce come adattamento italiano di This Is Us, quindi non è una serie “ispirata vagamente” al family drama americano, ma un remake ufficiale che riprende la struttura portante dell’originale. Il racconto ruota intorno a una famiglia osservata in diverse fasi della vita, con un continuo dialogo tra passato e presente, mentre i personaggi vengono mostrati da bambini, da adulti e attraverso le conseguenze delle scelte compiute dai genitori.
La differenza sta nel cambio di contesto, perché la famiglia Pearson diventa la famiglia Peirò, e il racconto viene riletto dentro una sensibilità più vicina alla fiction italiana. Invece di limitarsi a copiare la serie americana scena per scena, l’adattamento prova a rendere familiari luoghi, dinamiche e codici emotivi, mantenendo però la stessa struttura narrativa basata sui piani temporali, sulle rivelazioni progressive e sul modo in cui un evento familiare può continuare a influenzare vite molto diverse tra loro.
I Pearson diventano i Peirò
Nel remake italiano, il nucleo familiare di This Is Us viene trasformato nella famiglia Peirò, composta da Pietro e Rebecca e dai loro figli Claudio, Caterina e Daniele. Il punto di partenza della storia resta un parto segnato da una perdita e da una scelta destinata a cambiare tutta la famiglia, perché dopo la morte di uno dei tre gemelli, Pietro e Rebecca decidono di adottare un bambino abbandonato, dando vita a un legame che attraverserà decenni.
Il parallelismo con This Is Us è evidente, ma è proprio qui che il remake deve giocarsi la sua credibilità, perché una storia tanto legata alle emozioni familiari non può funzionare solo per equivalenze. Noi prova a rendere italiani i rapporti, i silenzi, le fragilità e le aspettative dei personaggi, affidandosi a un cast riconoscibile per il pubblico Rai. Lino Guanciale interpreta Pietro, Aurora Ruffino interpreta Rebecca, mentre Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Kone danno volto ai tre figli adulti.
Cosa cambia nel passaggio dalla serie americana alla fiction Rai
Noi mantiene l’impianto emotivo di This Is Us, ma cambia il suo respiro televisivo, perché passa da un family drama americano costruito su sei stagioni a una fiction italiana composta da una sola stagione di 12 episodi. Tale differenza pesa molto, perché la serie originale ha avuto il tempo di sviluppare personaggi, traumi, relazioni e linee temporali con una profondità molto più ampia, mentre il remake italiano concentra il racconto in un arco più breve.
La conseguenza è abbastanza evidente, perché chi conosce This Is Us tende a fare paragoni immediati, spesso anche severi, mentre chi arriva a Noi senza avere visto la serie americana può seguirla come una saga familiare autonoma. Il punto corretto non è chiedersi se il remake sia “uguale” all’originale, perché sarebbe una domanda un po’ sterile, ma capire se riesca a tradurre il meccanismo emotivo in un linguaggio credibile per la tv italiana. E lì la sfida è più complessa, perché copiare la commozione è facilissimo, renderla naturale è molto più difficile.
Perché la storia funziona anche per chi non ha visto This Is Us
Noi può essere seguita anche senza conoscere This Is Us, perché la trama presenta fin dall’inizio la famiglia Peirò, le sue origini e le ferite che guideranno lo sviluppo dei personaggi. Il racconto parte da Pietro e Rebecca, giovani genitori alle prese con un parto difficile, e si allarga poi alle vite adulte dei tre figli, ognuno impegnato a fare i conti con il proprio posto nel mondo, con il peso delle aspettative familiari e con ciò che non è mai stato davvero risolto.
La struttura su più piani temporali è il vero motore della serie, perché permette allo spettatore di capire gradualmente perché certi comportamenti del presente abbiano radici molto più lontane. Tale meccanismo, già centrale in This Is Us, funziona perché evita una narrazione lineare troppo comoda e mostra la famiglia come un archivio emotivo pieno di frasi non dette, scelte fatte in buona fede e conseguenze arrivate anni dopo. In pratica, Noi non chiede di conoscere l’originale, ma di accettare una storia che si costruisce per strati.
Il cast italiano al posto dei volti americani
Il remake italiano affida il peso del racconto a Lino Guanciale e Aurora Ruffino, chiamati a interpretare due ruoli molto delicati, perché Pietro e Rebecca devono reggere sia la dimensione romantica della coppia sia quella più complessa della genitorialità. Accanto a loro ci sono Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Kone, interpreti dei figli adulti Claudio, Caterina e Daniele, tre personaggi costruiti su fragilità diverse e su un rapporto costante con l’eredità emotiva dei genitori.
Nel cast figurano anche Angela Ciaburri, Leonardo Lidi, Flavio Furno, Timothy Martin e Massimo Wertmüller, mentre la regia è firmata da Luca Ribuoli. La presenza di attori noti al pubblico della fiction italiana aiuta il remake a non restare schiacciato dal confronto con i volti americani, anche se il paragone con Milo Ventimiglia, Mandy Moore e il cast originale resta inevitabile per chi ha amato This Is Us. Ed è proprio lì che il pubblico si divide, tra chi cerca fedeltà e chi preferisce guardare l’adattamento come prodotto a sé.
La famiglia Peirò tra passato, presente e ferite irrisolte
Il cuore di Noi è la famiglia Peirò, raccontata lungo più decenni attraverso un continuo incrocio tra passato e presente. La storia non procede soltanto per eventi, ma per conseguenze, perché ciò che accade ai genitori influenza i figli molto tempo dopo, anche quando i personaggi adulti credono di essere ormai lontani dalle radici familiari. È il meccanismo più riconoscibile ereditato da This Is Us, e anche quello che rende la serie più emotiva.
Pietro e Rebecca non sono soltanto “i genitori” della storia, ma il punto da cui partono molte delle domande dei figli, dal bisogno di sentirsi scelti alla difficoltà di costruire un’identità autonoma. Claudio, Caterina e Daniele portano ciascuno una ferita diversa, e il racconto li segue mentre provano a dare un senso alla propria vita adulta. In tale struttura, il remake italiano resta fedele alla grande intuizione dell’originale, cioè mostrare che una famiglia non è fatta solo di amore, ma anche di memoria, mancanze, equivoci e tentativi imperfetti di proteggersi.
Il confronto con This Is Us non si può evitare
Il paragone con This Is Us è inevitabile, perché l’originale americano ha avuto un impatto enorme sul pubblico internazionale e ha costruito un modello di racconto familiare molto riconoscibile. Chi arriva a Noi dopo avere visto la serie statunitense tende a cercare subito corrispondenze tra personaggi, scene, sviluppi emotivi e scelte di adattamento, mentre chi guarda la fiction Rai senza quel bagaglio può viverla in modo più libero, senza il peso della comparazione continua.
Il problema dei remake, però, sta proprio nel fatto che non possono vincere se vengono giudicati solo come copie. Se sono troppo fedeli vengono accusati di non aggiungere nulla, se cambiano troppo vengono accusati di tradire l’originale, e in mezzo resta uno spazio complicato in cui l’adattamento deve trovare una propria voce. Noi si colloca in quello spazio, cercando di portare in Italia la struttura di This Is Us senza perdere la riconoscibilità del racconto Rai, operazione interessante anche quando non riesce a evitare ogni rigidità.
Perché Noi è rimasta una sola stagione
Noi è rimasta composta da una sola stagione, nonostante l’originale americano abbia avuto un percorso molto più lungo. La fiction italiana è andata in onda per la prima volta su Rai 1 nel 2022, con 12 episodi, ma non ha avuto una seconda stagione, dopo ascolti inferiori alle aspettative della rete. Tale dato va considerato quando si parla del remake, perché il pubblico che la recupera oggi deve sapere che non esiste un seguito italiano già disponibile.
Il fatto che la serie non sia proseguita non cancella però il suo valore come adattamento, perché Noi resta un caso interessante dentro la fiction italiana, soprattutto per il tentativo di portare nel linguaggio Rai un modello narrativo americano molto identificabile. Chi la guarda oggi su Rai 2 o su RaiPlay può quindi affrontarla come una stagione unica, sapendo che il percorso dei Peirò non ha avuto lo stesso sviluppo lungo dei Pearson, ma conserva comunque il nucleo emotivo di una storia familiare costruita tra passato, presente e identità da ricomporre.
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