Mondiali 2026: le possibili sorprese, le outsider e le squadre rivelazione da non sottovalutare

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Cosa significa essere una sorpresa ai Mondiali?

In ogni edizione della Coppa del Mondo c’è almeno una squadra che arriva senza grandi aspettative e invece stupisce tutti, arrivando più lontano del previsto. Il nuovo formato a 48 squadre amplifica questa possibilità: più nazionali partecipanti significa più varietà, più stili diversi e più chance per le cosiddette “underdog”. Ecco le squadre che potrebbero farsi largo tra le big e regalare il colpo a sorpresa dei Mondiali 2026.

Giappone: la favorita tra le outsider

Il Giappone è probabilmente la nazionale più pronta tra quelle che non figurano tra le grandi favorite. Negli ultimi due anni ha battuto sia il Brasile che l’Inghilterra in amichevoli, un risultato che pochi pronosticavano. La squadra di Hajime Moriyasu ha ormai molti giocatori stabilmente in Europa (Mitoma, Kubo, Kamada, Tomiyasu, Itakura) e ha sviluppato un calcio veloce, disciplinato e tecnicamente di alto livello. Moriyasu ha persino parlato pubblicamente di una possibile vittoria del torneo, un’affermazione che ha fatto sorridere molti ma che dice molto sulla fiducia del gruppo. Il Giappone non è mai andato oltre gli ottavi di finale, ma questa potrebbe essere l’edizione giusta per sfondare.

Ecuador: la solidità sudamericana

L’Ecuador arriva ai Mondiali con numeri impressionanti. Nelle qualificazioni sudamericane, il girone più duro del mondo, è arrivato secondo dietro l’Argentina subendo solo 5 gol in 18 partite. Una difesa da record. La squadra non perde una partita da quasi due anni e ha costruito un gruppo coeso e difficile da battere. Il centrocampo, guidato da Moises Caicedo (Chelsea), e l’attacco con giovani talenti come Kendry Páez la rendono una squadra scomoda per chiunque. L’Ecuador non ha mai superato gli ottavi (lo fece nel 2006), ma con questa difesa può arrivare lontano.

Costa d’Avorio: l’orgoglio africano

La Costa d’Avorio è la nazionale africana più in forma del momento. Pochi giorni prima del torneo ha battuto la Francia 2-1, un risultato che ha messo in allerta tutte le big. L’attacco ivoriano è giovane e frizzante, con giocatori come Seko Fofana, Franck Kessié e Sébastien Haller che giocano ai massimi livelli europei. La Costa d’Avorio ha già vinto la Coppa d’Africa nel 2023 e arriva al Mondiale con l’esperienza di chi ha imparato a gestire la pressione. L’Africa aspetta una nazionale che arrivi almeno in semifinale (il Marocco ci è andato vicino nel 2022 con un quarto posto): la Costa d’Avorio potrebbe essere quella squadra.

Turchia: Montella e la generazione d’oro

La Turchia allenata dall’italiano Vincenzo Montella è una delle nazionali più interessanti del torneo. Montella ha costruito un gioco offensivo e coraggioso, sfruttando una generazione di giovani talenti come Arda Güler (Real Madrid), Kenan Yildiz (Juventus) e Orkun Kökçü (Benfica). La Turchia vanta un terzo posto storico nel 2002, ma da allora non ha mai superato la fase a gironi. Con Montella, il mix di esperienza e gioventù potrebbe riportarla lontano.

Altre possibili sorprese

Non vanno sottovalutate neanche Marocco (quarto posto nel 2022, ma ha perso parte della sua identità difensiva), Stati Uniti (padroni di casa con una MLS in crescita e giocatori come Pulisic e McKennie), Canada (al secondo Mondiale della sua storia, da padrone di casa può fare meglio del previsto) e Danimarca (squadra solida, sempre ostica nelle fasi finali).

FAQ — Domande frequenti

Qual è la più grande sorpresa nella storia dei Mondiali?

Probabilmente il Marocco 2022 (quarto posto), la Corea del Sud 2002 (quarto posto, anche se in casa) e la Croazia 2018 (finalista). Prima ancora, il Camerun 1990 (prima squadra africana ai quarti).

Una squadra debuttante può vincere il Mondiale?

Nella storia, solo l’Uruguay nel 1930 e l’Italia nel 1934 hanno vinto il Mondiale all’esordio. Ai tempi moderni è praticamente impossibile: servono decenni di esperienza e tradizione.

Il formato a 48 squadre aiuta le sorprese?

Sì, per due motivi: ci saranno più squadre tecnicamente inferiori che possono incontrare big in giornata no, e il passaggio come migliori terze permette a squadre meno forti di arrivare ai sedicesimi anche con una sola vittoria.

Articolo aggiornato al 10 giugno 2026.


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