From e Stephen King: perché il re dell’horror ama questa serie Paramount+
Un elogio che pesa come un mattone
Quando il re dell’horror parla, il mondo ascolta. E quando Stephen King twitta su una serie TV, i fan fanno bene a prenotare il popcorn. Questo è esattamente quello che è successo con From, la serie horror di Paramount+ che ha ricevuto la benedizione pubblica di King su X (ex Twitter).
Non è un endorsement che si ottiene facilmente. King ha passato decenni a scrivere i più grandi incubi della letteratura moderna. Se lui dice che una serie funziona, significa che ha riconosciuto qualcosa di familiare. E in From, quel DNA kinghiano è ovunque.
“Se siete amanti di Lost e dell’horror psicologico, questa serie fa per voi,” ha scritto King. Parole che hanno fatto il giro del web e spinto migliaia di spettatori a dare una possibilità alla creatura di John Griffin.
La città come prigione: Under the Dome incontra From
La premessa di From è semplice e terrorizzante: una città da cui non si può uscire. Chiunque provi a lasciarla finisce sempre al punto di partenza. Le strade si ripetono, i confini sono invisibili ma invalicabili. È esattamente la stessa premessa di Under the Dome di Stephen King, dove una cupola trasparente imprigiona un’intera città. In From, la cupola non c’è, ma l’effetto è identico: l’isolamento forzato, la comunità che si sfalda, la paura che diventa quotidiana.
Le creature: i vampiri di Salem’s Lot
Le creature notturne di From hanno molto in comune con i vampiri di Salem’s Lot. Non corrono, non si arrampicano. Sembrano persone normali. Bussano alla porta. Parlano con tono amichevole. Ti chiamano per nome. E quando apri, ti uccidono. In Salem’s Lot, il vampiro Barlow non entrava in casa senza essere invitato. In From, le creature non entrano nelle case protette dai talismani, ma cercano in tutti i modi di farti aprire quella porta. L’orrore non è nel mostro: l’orrore è nell’invito.
Bambini e visioni: It e The Shining
I bambini che vedono cose che gli adulti non vedono sono un tema kinghiano per eccellenza. In From, Ethan e Victor vedono il Bambino in Bianco esattamente come Danny Torrance in The Shining vede i gemelli o il cane-uomo. Come nel capolavoro di King, i bambini sono i ricettori privilegiati del soprannaturale perché non hanno ancora imparato a ignorarlo. L’amicizia tra Victor ed Ethan ricorda il rapporto tra i ragazzi di It — bambini soli che si uniscono per affrontare un male che gli adulti non possono nemmeno vedere.
Personaggi tormentati e l’eredità di King
Sara Myers, la giovane donna che sente voci e viene manipolata per compiere atti atroci, è un personaggio che King potrebbe aver scritto. Il suo conflitto interiore, la sua lotta per distinguere tra realtà e allucinazione, la sua colpa — tutto è profondamente kinghiano. E Boyd Stevens, l’eroe riluttante, ha l’umanità imperfetta che King ama nei suoi protagonisti: non è invincibile, è solo testardo. Proprio come i personaggi di The Stand o 11/22/63, Boyd continua a lottare perché l’alternativa è arrendersi a un male più grande di lui.
FAQ
Cosa ha detto Stephen King su From?
King ha elogiato pubblicamente la serie su X (ex Twitter), scrivendo: “Se siete amanti di Lost e dell’horror psicologico, questa serie fa per voi”.
From è basato su un libro di Stephen King?
No, From è una creazione originale di John Griffin e non è basata su nessuna opera di King. Le somiglianze sono tematiche e stilistiche.
Quali opere di King ricordano From?
The Mist, Under the Dome, Salem’s Lot, The Shining e It sono le più citate dai fan per atmosfera e tematiche.
Stephen King ha partecipato alla produzione di From?
No, King non è coinvolto nella produzione. Il suo endorsement è stato spontaneo e personale.