Belve Crime ultima puntata su Rai 2, gli ospiti del 26 maggio 2026

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Belve Crime torna stasera, martedì 26 maggio 2026, alle 21:20 su Rai 2 con l’ultimo appuntamento della stagione. Alla conduzione c’è Francesca Fagnani, che prosegue il percorso dello spin-off di Belve dedicato alla cronaca nera, con interviste a persone legate a reati, vicende giudiziarie e casi che hanno attraversato il racconto pubblico.

Nella puntata finale siederanno sullo sgabello Daniele Ughetto Piampaschet, Soter Mulè, Rosa Amato e Mirko Ricci. Le loro storie saranno introdotte da Elisa True Crime, youtuber e podcaster che accompagnerà il pubblico dentro il contesto di ciascuna vicenda prima dell’intervista.

L’ultima puntata di Belve Crime va in onda stasera

L’ultimo appuntamento stagionale di Belve Crime va in onda martedì 26 maggio alle 21:20 su Rai 2. La puntata chiude il ciclo del programma condotto da Francesca Fagnani, nato come estensione del linguaggio di Belve ma spostato su un terreno più difficile: quello della cronaca nera, dei processi, delle colpe accertate, delle testimonianze e delle accuse.

Il programma mantiene l’impostazione riconoscibile dell’intervista frontale, con lo sgabello al centro della scena e un confronto diretto tra conduttrice e ospite. Cambia però la materia narrativa, perché qui non si parla di carriera, fama o personaggi pubblici in senso classico, ma di vite segnate da crimini, condanne, rapporti familiari con ambienti criminali o vicende giudiziarie molto esposte.

Il cuore della puntata è proprio questo: Belve Crime chiude la stagione portando in studio quattro storie diverse, unite dal rapporto con il reato, la responsabilità, il giudizio pubblico e le conseguenze personali.

La formula richiede equilibrio, perché il rischio del true crime televisivo è sempre quello di scivolare nel morboso. Il format di Fagnani prova invece a restare sul confronto, mettendo l’ospite davanti alla propria storia e alle domande più scomode.

Daniele Ughetto Piampaschet, l’intervista dal carcere di Torino

Tra gli ospiti dell’ultima puntata c’è Daniele Ughetto Piampaschet, intervistato dal carcere di Torino, dove sta scontando una condanna a 25 anni per l’omicidio di Antonia Egbuna. La sua presenza porta dentro Belve Crime una vicenda di cronaca segnata da una condanna pesante e da un reato che il programma affronta attraverso il racconto diretto del protagonista.

In casi come questo, l’intervista non può limitarsi alla ricostruzione dei fatti. Il punto più delicato è capire che cosa significhi parlare da una posizione di condanna definitiva, quali parole vengano scelte, quali responsabilità vengano riconosciute e come venga raccontato il tempo della pena.

Il nome di Ughetto Piampaschet entra nella puntata come quello di un uomo che ha già incontrato il giudizio della giustizia. La sua intervista dal carcere rende evidente la parte più dura del format: non l’analisi astratta del male, ma il confronto con chi sta pagando una condanna per omicidio.

Per il pubblico, sarà uno dei passaggi più complessi della serata, perché davanti alla telecamera non c’è solo una storia criminale, ma una persona chiamata a rispondere di un fatto che ha distrutto una vita e segnato altre esistenze.

Soter Mulè e il caso della morte di Paola Caputo

Francesca Fagnani intervisterà anche Soter Mulè, condannato per omicidio colposo in relazione alla morte di Paola Caputo, avvenuta durante un gioco erotico. La vicenda porta nel programma un caso diverso da quello dell’omicidio volontario, ma non meno complesso dal punto di vista umano, giudiziario e mediatico.

La parola chiave, qui, è responsabilità. Una condanna per omicidio colposo indica una morte non volontaria, ma comunque collegata a una condotta ritenuta penalmente rilevante. In televisione, raccontare una storia del genere richiede attenzione, perché il confine tra dettaglio di cronaca e spettacolarizzazione può diventare molto sottile.

La presenza di Soter Mulè apre quindi uno spazio su consenso, rischio, pratiche estreme e conseguenze irreversibili di un comportamento. Non serve aggiungere elementi non presenti nelle anticipazioni: basta il dato già noto per capire che sarà una delle interviste più difficili della puntata.

Il confronto con Fagnani potrà ruotare attorno alla distanza tra intenzione e risultato, tra racconto personale e condanna, tra ciò che l’ospite ritiene di aver vissuto e ciò che la giustizia ha stabilito. È il tipo di terreno in cui Belve Crime cerca la sua identità più netta.

Rosa Amato, figlia di un boss e testimone di giustizia

Nella puntata finale ci sarà anche Rosa Amato, figlia di un boss della camorra e testimone di giustizia. La sua storia si distingue dalle altre perché non è centrata su una condanna personale, ma su un legame familiare con il mondo criminale e su una scelta di rottura con quel contesto.

La figura del testimone di giustizia porta dentro il programma un tema diverso: non solo il crimine commesso o subito, ma il prezzo di chi decide di parlare, collaborare o prendere le distanze da un sistema che ha fatto parte della propria vita. Essere figlia di un boss significa nascere dentro un’eredità pesante, dove il cognome, le relazioni e la paura possono diventare destino prima ancora di ogni decisione individuale.

Il passaggio più interessante sarà capire come Rosa Amato racconterà il confine tra appartenenza e scelta personale. La sua intervista può mostrare il lato meno spettacolare e più concreto della rottura con la camorra: isolamento, conseguenze familiari, protezione e necessità di ricostruire un’identità fuori da un ambiente criminale.

In una puntata dominata da storie di reati e condanne, la sua presenza aggiunge una prospettiva diversa, legata alla testimonianza e al coraggio di uscire da un sistema.

Mirko Ricci, dalla boxe alla condanna per sequestro

Il quarto ospite annunciato è Mirko Ricci, campione di boxe condannato per aver sequestrato un bambino a scopo di estorsione. Anche in questo caso il programma porta davanti al pubblico una vicenda in cui l’immagine pubblica e la storia giudiziaria entrano in contrasto in modo netto.

La sua intervista potrà muoversi sul terreno della caduta, perché il passaggio da atleta e campione a persona condannata per un reato così grave apre domande inevitabili sulla responsabilità, sulle scelte, sul rapporto tra disciplina sportiva e vita fuori dal ring. La boxe, spesso raccontata come percorso di riscatto e controllo, qui incontra una vicenda criminale che ne ribalta l’immaginario.

Il dato da ricordare è preciso: Mirko Ricci è stato condannato per il sequestro di un bambino a scopo di estorsione, e sarà uno degli ospiti dell’ultima puntata di Belve Crime.

Il confronto con Francesca Fagnani potrà essere uno dei più tesi della serata, perché mette insieme notorietà sportiva, reato, condanna e tentativo di racconto personale. Anche qui, però, il centro non dovrebbe essere la curiosità morbosa, ma il modo in cui l’ospite affronta la propria storia davanti alle domande.

Elisa True Crime introduce le storie degli ospiti

A introdurre le storie dei quattro ospiti sarà Elisa True Crime, youtuber e podcaster diventata nota online per il racconto di casi di cronaca nera. Il suo compito sarà presentare il protagonista e la vicenda prima dell’intervista, offrendo al pubblico una cornice narrativa utile per entrare nel caso.

La sua presenza conferma l’incontro tra due linguaggi: quello televisivo di Belve Crime, costruito sull’intervista diretta, e quello del true crime digitale, basato su contesto, ricostruzione e racconto. Per una puntata con quattro storie diverse, avere un’introduzione chiara può aiutare lo spettatore a orientarsi senza perdersi nei dettagli giudiziari.

Il ruolo di Elisa True Crime non è sostituire la domanda di Fagnani, ma prepararla. La sua introduzione serve a dare al pubblico le coordinate minime della storia, così che l’intervista possa concentrarsi sul confronto con l’ospite e non solo sulla ricostruzione dei fatti.

È una scelta coerente con la natura del programma, che non è un documentario classico e non è nemmeno un talk generico. Belve Crime vive proprio nell’incrocio tra narrazione, responsabilità e intervista.

Dove vedere Belve Crime stasera

L’ultima puntata di Belve Crime va in onda stasera, martedì 26 maggio 2026, alle 21:20 su Rai 2. L’appuntamento chiude la stagione dello spin-off condotto da Francesca Fagnani, con quattro interviste dedicate a persone legate, in modi diversi, a storie di cronaca nera.

Per chi segue il programma, la serata ha un valore conclusivo. Dopo le puntate precedenti, l’ultimo episodio porta sullo sgabello profili molto diversi tra loro: un condannato per omicidio, un condannato per omicidio colposo, una testimone di giustizia figlia di un boss e un ex campione di boxe condannato per sequestro a scopo di estorsione.

Il riepilogo degli ospiti è questo:

  • Daniele Ughetto Piampaschet, condannato a 25 anni per l’omicidio di Antonia Egbuna
  • Soter Mulè, condannato per omicidio colposo di Paola Caputo
  • Rosa Amato, figlia di un boss della camorra e testimone di giustizia
  • Mirko Ricci, campione di boxe condannato per sequestro di un bambino a scopo di estorsione

L’ultima puntata di Belve Crime si presenta quindi come una chiusura forte, con storie diverse ma accomunate dal confronto con il crimine, la pena, la testimonianza e il peso del racconto pubblico.

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