Sanremo 2026, perché i cantanti indossano braccialetti azzurri?
Durante le serate di Sanremo 2026 molti telespettatori hanno notato un dettaglio ricorrente: diversi artisti sono saliti sul palco con un braccialetto azzurro al polso. In un Festival sempre più attento ai segnali visivi e ai riferimenti pop, in molti hanno pensato a una strategia legata al FantaSanremo. In realtà la scelta ha un significato diverso e più profondo, legato a un’iniziativa solidale che coinvolge direttamente gli artisti.
Perché gli artisti indossano il braccialetto azzurro?
Il braccialetto non nasce come trovata scenica né come semplice accessorio coordinato agli abiti di scena. Si tratta di un gesto di solidarietà concreta. L’iniziativa è stata lanciata per sostenere i piccoli pazienti in cura presso l’Ospedale Pediatrico Oncologico Santobono Pausilipon di Napoli. Ogni artista ha aderito personalmente, scegliendo di indossare il braccialetto come segno pubblico di vicinanza.
Tra i nomi che hanno raccolto l’appello figurano Samurai Jay, Sal Da Vinci, LDA & Aka 7even, Bambole di Pezza, J-Ax, Eddie Brock, Dargen D’Amico e anche Gaia dal Suzuki Stage. Un elenco trasversale per generi e generazioni, unito da un messaggio comune: portare l’attenzione su chi affronta ogni giorno un percorso di cura.
Il braccialetto azzurro è collegato al progetto “Risonanze”, ideato da Valentina Lavazza in collaborazione con la Fondazione Santobono Pausilipon. L’iniziativa unisce arte, musica e impegno civile, con l’obiettivo di trasformare la visibilità del Festival in uno spazio di sensibilizzazione.
C’entra davvero il FantaSanremo?
Il collegamento con il FantaSanremo non è del tutto casuale. Il braccialetto azzurro è stato infatti inserito anche come bonus nel gioco, alimentando l’idea che potesse trattarsi di una mossa strategica. In realtà l’origine resta benefica: il gioco ha semplicemente intercettato un simbolo già carico di significato.
Sanremo continua così a dimostrare come un dettaglio apparentemente minimo possa diventare un veicolo di attenzione collettiva. Dietro un accessorio condiviso non c’è solo estetica, ma un messaggio preciso di vicinanza e sostegno.