Chi è Paolo Sarullo, ospite a Sanremo 2026 il 26 febbraio
Il Festival di Sanremo 2026 non è solo musica e spettacolo. Nella terza serata, in programma giovedì 26 febbraio, spazio anche a una testimonianza che ha segnato profondamente l’opinione pubblica: quella di Paolo Sarullo, giovane di Albenga la cui vicenda è diventata simbolo di una riflessione più ampia su violenza e bullismo.
Perché Paolo Sarullo è ospite a Sanremo
A presentare il suo coinvolgimento è stato Carlo Conti, che ha spiegato come Paolo desiderasse essere fisicamente presente all’Ariston per raccontare in prima persona la propria esperienza. Le sue condizioni non gli consentono di partecipare dal vivo, ma sarà comunque protagonista con un messaggio speciale rivolto al pubblico del Festival. La sua presenza rientra nella scelta di alternare intrattenimento e temi di forte impatto sociale.
L’aggressione che ha cambiato la sua vita
La storia di Paolo Sarullo risale al 19 maggio 2024. All’epoca aveva 23 anni e stava rientrando a casa con un amico dopo una serata in discoteca, nel savonese. All’esterno del locale viene aggredito da un gruppo di giovani con l’intento di sottrargli il monopattino. Durante l’assalto riceve un pugno, cade a terra e batte violentemente la testa.
Trasportato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, viene sottoposto a due interventi chirurgici molto lunghi. Sopravvive, ma resta in coma per tre mesi. Al risveglio, le conseguenze neurologiche sono gravissime: l’uso di braccia e gambe risulta fortemente compromesso.
Le indagini e la sentenza
Dopo l’aggressione, i responsabili tentano la fuga ma vengono identificati e arrestati. A un anno dai fatti, la Corte d’Appello conferma la condanna penale per l’autore materiale del pugno e dispone un risarcimento provvisorio di 1 milione e 270 mila euro per Paolo e 200 mila euro per la madre.
La vicenda giudiziaria ha rappresentato un passaggio importante, ma non ha cancellato le conseguenze fisiche e psicologiche dell’aggressione.
Il percorso di riabilitazione
Oggi Paolo ha 25 anni e affronta un percorso quotidiano fatto di logopedia e fisioterapia, con l’obiettivo di recuperare autonomia e qualità di vita. La sua storia è stata raccontata da diverse trasmissioni televisive nazionali e ora arriva anche sul palco del Festival, in una delle serate più seguite dell’anno.
La presenza di Paolo Sarullo a Sanremo 2026 assume così un valore simbolico: portare in prima serata un messaggio contro la violenza e ricordare quanto un singolo gesto possa cambiare per sempre la vita di una persona.