Targhe polacche, le polizze sospette crollano da 300 a 20

Targhe polacche, le polizze sospette crollano da 300 a 20
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Il sistema delle targhe polacche usate per risparmiare sull’assicurazione comincia a scricchiolare. Dopo le novità sui controlli e sulle norme in Polonia e in Italia, il primo effetto è il crollo delle polizze sospette registrate in Polonia: si è passati da 300 a 20 a settimana.

A diffondere i dati è il PBUK, l’Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici, in un’intervista alla Gazeta Ubezpieczeniowa. Il quadro però apre anche uno scenario nuovo: il mercato dei falsi noleggi si sta spostando verso altri Paesi, a cominciare dalla Repubblica Ceca.

Polizze sospette in calo, cosa dicono i dati

Mariusz Wichtowski spiega che è stato istituito un gruppo di lavoro e che le compagnie assicurative ora individuano con più efficacia i casi a rischio, quelli riconducibili alla cosiddetta “pratica italiana” o “truffa Neapolski”. A inizio anno venivano segnalate circa 300 polizze a settimana, mentre di recente il numero è sceso fino a 20.

Il calo è il risultato di controlli più stringenti e degli interventi normativi: verifiche su revisioni e assicurazioni, il rischio di dover risarcire somme altissime dopo un incidente e la possibilità concreta di doversi riacquistare il proprio veicolo, assicurandolo poi a tariffe italiane.

Il mercato si sposta verso la Repubblica Ceca

Le agenzie che prima pubblicizzavano l’immatricolazione in Polonia oggi propongono targhe della Repubblica Ceca, sfruttando le stesse procedure. C’è anche chi offre un pacchetto completo che comprende l’apertura di una sro ceca, l’equivalente di una srl italiana, a cui intestare il veicolo per non ricorrere a società sconosciute.

Quante auto con targa polacca circolano in Italia

Secondo le stime del PBUK in Italia circolano tra 60mila e 68mila automobili immatricolate in Polonia, circa la metà delle quali sarebbe priva di assicurazione. Con l’inasprimento dei controlli, questa percentuale potrebbe addirittura aumentare.

Come funziona il meccanismo

Il sistema è noto: il cittadino italiano vende formalmente il proprio veicolo a una società polacca, che lo immatricola in Polonia e poi lo cede all’ormai ex proprietario con la formula del noleggio. Così non si pagano più bollo e assicurazione, che a Napoli e provincia supera facilmente i 2mila euro, ma solo un canone annuale intorno ai 400 euro.

Tutto apparentemente lecito, ma le inchieste hanno dimostrato diverse irregolarità: il veicolo non viene mai portato in Polonia, immatricolazione e revisione avvengono solo sulla carta e, spesso anche all’insaputa del conducente, l’assicurazione viene stipulata solo per il primo anno oppure vengono forniti documenti falsi.

Cosa fare in pratica

Chi ha un veicolo con targa estera e vuole rientrare nella legalità deve verificare la propria posizione assicurativa, valutare la reimmatricolazione in Italia e controllare che l’RCA sia effettivamente valida e non scaduta. Le verifiche delle autorità italiane sono aumentate, come dimostrano i controlli mirati annunciati a Napoli con accesso al sistema Reve.

Sul tema abbiamo seguito passo per passo le novità degli ultimi mesi: dalla truffa delle multe che potrebbe finire presto alla guida su disdetta della RCA estera e reimmatricolazione in Italia.

Domande frequenti sulle targhe polacche

Quante polizze sospette sono state registrate in Polonia

Si è passati da circa 300 a settimana a inizio anno fino a 20 nelle ultime settimane, secondo i dati del PBUK.

Dove si sta spostando il mercato

Verso la Repubblica Ceca, con le stesse procedure di immatricolazione e noleggio e, in alcuni casi, l’apertura di una sro a cui intestare il veicolo.

Quante auto con targa polacca ci sono in Italia

Tra le 60mila e le 68mila secondo le stime del PBUK, con circa la metà potenzialmente senza assicurazione.

Quanto si risparmia con una targa polacca

Si evita il bollo e l’RCA, che a Napoli supera spesso i 2mila euro, pagando un canone annuale di circa 400 euro. Ma i rischi sono alti: si può restare senza copertura e dover risarcire danni ingenti.


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