Targhe estere, obbligo di assicurazione RCA italiana
Immagine realizzata con IA
Le auto con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel Paese, con tariffe e imposte italiane. La novità è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale le associazioni di settore potranno presentare proposte entro il 13 settembre. L’obiettivo dichiarato è contrastare il fenomeno delle cosiddette targhe estere usate per eludere costi e tasse. Ecco cosa cambia.
Cosa prevede la nuova norma
Secondo quanto riportato dalle principali testate nazionali, tra cui Corriere della Sera e Quattroruote, i veicoli immatricolati all’estero ma di fatto utilizzati stabilmente in Italia dovranno stipulare una polizza RCA italiana, passando quindi sotto le tariffe e le imposte del nostro Paese.
L’obiettivo dichiarato dai ministeri dell’Interno e dei Trasporti è porre fine alla cosiddetta esterovestizione: veicoli di fatto italiani immatricolati all’estero, le note “targhe polacche” ma in passato anche bulgare e tedesche, usati per risparmiare su assicurazione, imposte e tasse e per approfittare delle difficoltà delle polizie locali nel notificare le multe oltre confine.
Il fenomeno in numeri
Secondo alcune stime, il fenomeno riguarderebbe decine di migliaia di veicoli che circolano stabilmente in Italia. La concentrazione maggiore si registra nella provincia di Napoli, dove il costo delle polizze RCA è tra i più alti d’Italia e dove alcuni siti specializzati pubblicizzano risparmi “oltre il 70% dei costi”.
La questione delle targhe straniere a Napoli era già stata affrontata da napolike.it nelle scorse settimane: per capire come funziona il meccanismo delle targhe polacche a Napoli, rimandiamo all’approfondimento pubblicato a inizio agosto.
La tempistica della stretta
Il percorso è iniziato lo scorso 25 maggio, con l’obbligo di pagamento dell’IPT al momento dell’iscrizione al REVE, il Registro dei veicoli esteri. A distanza di pochi mesi, il testo-base del nuovo Codice della strada estende l’obbligo anche alla copertura assicurativa.
Sul piano dei controlli, il 13 agosto il ministero dell’Interno ha inviato una circolare a prefetture, questure, Carabinieri e Guardia di Finanza: la Direzione centrale per la polizia criminale ha condiviso i collegamenti telematici ai portali governativi polacchi, così le forze dell’ordine possono verificare in tempo reale se un veicolo con targa polacca è assicurato, immatricolato e conforme ai dati della motorizzazione.
Le diverse posizioni
La misura è presentata dai promotori come uno strumento per contrastare l’elusione fiscale e garantire che chi circola in Italia rispetti le regole del mercato assicurativo italiano, come riportano anche Il Sole 24 Ore e alVolante.
Dall’altro lato, alcune associazioni di consumatori e osservatori critici sottolineano che la soluzione interviene sul sintomo senza affrontare la causa: le tariffe RCA territoriali, sensibilmente più alte in alcune province come Napoli rispetto al resto d’Italia, indipendentemente dallo storico di guida del singolo automobilista. In questo senso, secondo i critici, il rischio è che chi aveva scelto la targa estera per sfuggire a premi ritenuti insostenibili si trovi a dover scegliere tra pagare tariffe elevate, rinunciare all’auto o circolare senza assicurazione. Alcuni osservatori definiscono questa disparità territoriale una forma di discriminazione, altri parlano di “razzismo assicurativo”.
Quando scattano i nuovi obblighi
Il testo-base del nuovo Codice della strada è in fase di consultazione: le associazioni di settore potranno presentare proposte entro il 13 settembre 2026. L’obbligo assicurativo per i veicoli con targa estera iscritti al REVE dovrebbe diventare operativo nei mesi successivi, una volta completato l’iter normativo.
Chi ha un veicolo con targa estera farebbe bene a seguire l’evoluzione della norma e a valutare la propria posizione, anche alla luce delle scadenze fiscali del 2026.
Chi è obbligato alla RCA italiana?
Secondo il testo-base del nuovo Codice della strada, i veicoli con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurati con una compagnia italiana o autorizzata a operare nel Paese.
Cosa succede a chi ha già una targa estera?
Dovrà adeguarsi ai nuovi obblighi, che comprendono il pagamento dell’IPT all’iscrizione al REVE (già in vigore dal 25 maggio) e, a breve, la stipula di una polizza RCA italiana.
Quando entra in vigore la norma?
Il testo-base è in consultazione fino al 13 settembre 2026; l’obbligo assicurativo diventerà operativo nei mesi successivi, al termine dell’iter.
Quali controlli sono previsti?
Dal 13 agosto le forze dell’ordine possono verificare in tempo reale, tramite i portali governativi polacchi, se un veicolo con targa polacca risulta assicurato e immatricolato correttamente.
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