La storia del Calcio Napoli: dal primo scudetto all’era Maradona

La storia del Calcio Napoli: dal primo scudetto all'era Maradona
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Il Calcio Napoli è una delle squadre più amate d’Italia, ma la sua storia è anche la storia di una città intera. Fondata nel 1926, la società azzurra ha attraversato quasi un secolo di calcio italiano: due scudetti firmati Diego Armando Maradona, un fallimento, una rinascita e poi altri due tricolori conquistati in epoche completamente diverse.

Questa guida ripercorre tutte le tappe del club partenopeo: dalla fusione che diede vita all’Associazione Calcio Napoli ai quattro scudetti (1987, 1990, 2023, 2025), passando per il primo trofeo del 1962, la Coppa UEFA del 1989 e la stagione del centenario 2026-2027.

La fondazione del club: il 1926 e i primi anni in Serie A

La data ufficiale è il 25 agosto 1926, tradizionalmente anticipata al 1º agosto, quando il Foot-Ball Club Internazionale-Naples, nato nell’ottobre del 1922, cambiò denominazione in Associazione Calcio Napoli. Alle spalle c’era la fusione tra due società cittadine: il Naples Foot-Ball Club, fondato nel 1905, e l’Unione Sportiva Internazionale Napoli, fondata nel 1911.

L’operazione fu voluta dall’industriale Giorgio Ascarelli, che italianizzò il nome per evitare problemi con il regime fascista dell’epoca: la parola Internazionale ricordava l’Internazionale comunista, mentre Naples era un termine straniero poco gradito. Nello stemma sociale comparve il Corsiero del Sole, il cavallo sfrenato che da secoli simboleggia la città.

Il debutto arrivò nella Divisione Nazionale 1926-1927, il primo campionato unificato tra Nord e Sud. Nel 1929-1930 il Napoli partecipò al primo torneo di Serie A a girone unico e ottenne la prima vittoria in massima serie contro il Milan. Sotto la guida dell’inglese William Garbutt arrivarono due terzi posti consecutivi, nel 1932-1933 e nel 1933-1934, con Attila Sallustro primo grande idolo dei tifosi partenopei.

I trofei prima di Maradona: dalla Coppa Italia 1962 all’era Ferlaino

Nel 1936 entrò in società l’armatore Achille Lauro, ma gli anni non furono fortunati: nel 1941-1942 arrivò la retrocessione. Dopo la guerra il club si riorganizzò e riconquistò la massima serie, senza però andare oltre il quarto posto nelle stagioni 1952-1953 e 1957-1958. Nel 1959 venne inaugurato il nuovo stadio a Fuorigrotta, all’epoca battezzato stadio del Sole.

La svolta arrivò nel 1962: il Napoli vinse la sua prima Coppa Italia superando in finale la SPAL, impresa riuscita nella storia del torneo solo a un’altra squadra di Serie B, il Vado. Il 25 giugno 1964 la società assunse la denominazione attuale, Società Sportiva Calcio Napoli. Il 18 gennaio 1969 iniziò la presidenza di Corrado Ferlaino, la più lunga e vincente della storia azzurra.

Nel 1976 arrivò la seconda Coppa Italia, conquistata in finale contro il Verona. Poi, dopo un campionato 1980-1981 chiuso a ridosso della vetta, il club capì che per fare il salto definitivo serviva un fuoriclasse assoluto.

1984, l’arrivo di Maradona a Napoli

Il 30 giugno 1984 il presidente Ferlaino definì l’acquisto più importante della storia del club: Diego Armando Maradona, reduce dall’esperienza al Barcellona, arrivò a Napoli per 15 miliardi di lire, cifra record per l’epoca. Il fantasista argentino era considerato il calciatore più forte del mondo e venne presentato al San Paolo davanti a uno stadio gremito.

Sotto la guida di Ottavio Bianchi e con giocatori come Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Claudio Garella e Alessandro Renica, il Napoli costruì la squadra che avrebbe cambiato per sempre la geografia del calcio italiano.

TIP, quanto costava Maradona nel 1984

I 15 miliardi di lire pagati al Barcellona fecero di Maradona il calciatore più pagato di sempre. Fu un trasferimento simbolo: per la prima volta una società del Sud Italia strappava al mercato internazionale il giocatore più desiderato, battendo la concorrenza dei grandi club del Nord.

Il primo scudetto, il 10 maggio 1987

La stagione 1986-1987 entrò nella storia: il Napoli conquistò il suo primo scudetto. La matematica certezza arrivò il 10 maggio 1987, al San Paolo, con l’1-1 contro la Fiorentina; in quella stessa partita un giovanissimo Roberto Baggio segnò il suo primo gol in Serie A.

Quell’anno arrivò anche la terza Coppa Italia, per un double storico. Maradona, già campione del mondo con l’Argentina nel 1986, divenne un’icona assoluta per la città: nelle strade di Napoli la festa durò settimane.

1989 e 1990: la Coppa UEFA e il secondo scudetto

Con gli innesti dei brasiliani Careca e Alemão il Napoli si consolidò ai vertici: due secondi posti consecutivi, nel 1987-1988 e nel 1988-1989, e il 17 maggio 1989 il primo trofeo internazionale della sua storia, la Coppa UEFA, vinta nella doppia finale contro lo Stoccarda (2-1 a Napoli e 3-3 in Germania, per un totale di 5-4).

L’anno successivo, con Alberto Bigon in panchina e un giovane Gianfranco Zola in rosa, arrivò il secondo scudetto: decisivo il successo per 1-0 sulla Lazio all’ultima giornata, il 29 aprile 1990, con due punti di vantaggio sul Milan. Il 1º settembre 1990 il Napoli travolse la Juventus per 5-1 al San Paolo nella finale di Supercoppa italiana, il primo trofeo della nuova stagione. Nel 1991, dopo la squalifica per doping, Maradona lasciò Napoli: si chiuse il ciclo più glorioso della storia azzurra.

In maglia azzurra Maradona ha collezionato 259 presenze e 115 reti, numeri che ancora oggi campeggiano nella storia del club.

TIP, il ciuccio e il Corsiero del Sole

Il simbolo storico del Napoli è il Corsiero del Sole, il cavallo sfrenato della tradizione napoletana scelto da Ascarelli nel 1926. Nell’immaginario popolare è stato però progressivamente sostituito dal ciuccio, l’asino che in napoletano dà il nome alla mascotte azzurra e che i tifosi hanno adottato con ironia e affetto.

Il declino, il fallimento del 2004 e la rinascita

Gli anni Novanta segnarono un lento declino. Il Napoli chiuse al quarto posto nel 1991-1992 con Claudio Ranieri e al sesto nel 1993-1994 con Marcello Lippi, poi la crisi finanziaria costrinse il club a privarsi dei suoi uomini migliori. Nel 1996-1997 arrivò la finale di Coppa Italia, persa contro il Vicenza, e nel 1997-1998 la retrocessione in Serie B dopo 33 anni consecutivi in massima serie. Il ritorno in Serie A durò una sola stagione, nel 1999-2000.

Nell’estate del 2004 arrivò il fallimento, con la perdita del titolo sportivo. Poche settimane dopo il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis rilevò il titolo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, con il nome di Napoli Soccer, alla Serie C1. La risalita fu rapida: promozione in Serie B nel 2005-2006 con Edoardo Reja, immediato ritorno in Serie A nel 2006-2007 e recupero della denominazione storica.

TIP, lo stadio: dal Sole al Maradona

L’impianto di Fuorigrotta, progettato dall’architetto Carlo Cocchia, fu inaugurato il 6 dicembre 1959 come stadio del Sole e nel 1963 ribattezzato stadio San Paolo. Ristrutturato per il Mondiale del 1990, oggi ospita oltre 54.000 spettatori. Nel dicembre 2020, dopo la scomparsa del campione, il Comune di Napoli lo ha intitolato a Diego Armando Maradona. Nei Quartieri Spagnoli il murale dedicato al campione è diventato una meta di pellegrinaggio.

Il terzo e il quarto scudetto: il Napoli contemporaneo

Con la gestione di Rafa Benítez arrivarono la quinta Coppa Italia (2014) e la seconda Supercoppa italiana. Poi, con Maurizio Sarri, il Napoli si fermò due volte dietro la Juventus, compreso il secondo posto del 2017-2018 con 91 punti, record per una squadra arrivata seconda. Nel 2020, con Gennaro Gattuso in panchina, arrivò la sesta Coppa Italia, vinta ai rigori contro la Juventus.

La svolta arrivò nel 2021 con Luciano Spalletti: nella stagione 2022-2023 il Napoli conquistò il terzo scudetto, a 33 anni di distanza dal secondo. La certezza matematica arrivò il 4 maggio 2023 con il pareggio per 1-1 sul campo dell’Udinese, con cinque giornate d’anticipo e 16 punti di vantaggio sulla seconda. Protagonisti il capocannoniere Victor Osimhen, con 26 reti, e Khvicha Kvaratskhelia, eletto miglior giocatore della Serie A.

Dopo una stagione difficile, chiusa al decimo posto nel 2023-2024, nell’estate del 2024 arrivò Antonio Conte: il 23 maggio 2025, con il successo per 2-0 sul Cagliari allo stadio Maradona, il Napoli conquistò il quarto scudetto, al termine di un testa a testa con l’Inter durato fino all’ultima giornata. Scott McTominay è stato eletto miglior giocatore della Serie A 2024-2025.

Il 22 dicembre 2025 gli azzurri hanno alzato la loro terza Supercoppa italiana, battendo 2-0 il Bologna nella finale di Riad dopo aver superato il Milan in semifinale. Dalla stagione 2026-2027, quella del centenario, la panchina è affidata a Massimiliano Allegri.

Il palmarès del Napoli in sintesi

  • 4 scudetti: 1986-1987, 1989-1990, 2022-2023, 2024-2025
  • 6 Coppe Italia: 1962, 1976, 1987, 2012, 2014, 2020
  • 3 Supercoppe italiane: 1990, 2014, 2025
  • 1 Coppa UEFA: 1989

A questi trofei si aggiungono la Coppa delle Alpi e la Coppa di Lega Italo-Inglese. Il colore sociale è l’azzurro, scelto fin dalle origini e diventato nel tempo il soprannome stesso della squadra e dei suoi tifosi.

Domande frequenti sul Calcio Napoli

Quando è stato fondato il Napoli

Il 25 agosto 1926, data tradizionalmente anticipata al 1º agosto. Nacque dalla trasformazione del Foot-Ball Club Internazionale-Naples, società fondata nel 1922 dalla fusione tra Naples Foot-Ball Club e Unione Sportiva Internazionale Napoli.

Quanti scudetti ha vinto il Napoli e in quali anni

Il Napoli ha vinto quattro scudetti: nel 1986-1987 e nel 1989-1990 con Maradona in campo, poi nel 2022-2023 con Spalletti e nel 2024-2025 con Conte.

Quando è arrivato Maradona al Napoli e quanto è costato

L’acquisto fu definito il 30 giugno 1984: Maradona arrivò dal Barcellona per 15 miliardi di lire, cifra record per l’epoca.

Quando il Napoli ha vinto il primo scudetto

Il 10 maggio 1987, al San Paolo, con l’1-1 contro la Fiorentina. Quella stagione si chiuse con il double scudetto-Coppa Italia.

Perché lo stadio si chiama Diego Armando Maradona

Perché nel dicembre 2020, dopo la scomparsa del campione, il Comune di Napoli ha intitolato l’impianto di Fuorigrotta alla sua memoria. Prima si chiamava stadio San Paolo, denominazione assunta nel 1963, e ancora prima stadio del Sole.

Chi allena il Napoli nella stagione 2026-2027

Massimiliano Allegri, alla guida della squadra nella stagione del centenario del club.


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