La Solfatara di Pozzuoli: come visitarla

La Solfatara di Pozzuoli: come visitarla
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La Solfatara di Pozzuoli è uno dei vulcani più celebri d’Italia, simbolo dei Campi Flegrei e meta storica del turismo napoletano. Da anni, però, il cratere è chiuso al pubblico.

Ecco cosa è successo, qual è lo stato attuale e dove vedere i fenomeni vulcanici flegrei nel frattempo.

Cos’è la Solfatara di Pozzuoli

La Solfatara è un vulcano quiescente a forma di cratere, situato in via Solfatara 161, a due passi dal centro di Pozzuoli. Fa parte della caldera dei Campi Flegrei ed è l’esempio che dà il nome a tutte le solfatare del mondo: crateri con emissioni di gas sulfurei e vapore acqueo.

Il cratere si è formato circa 4.000 anni fa, dopo l’eruzione dell’Agnano. Oggi presenta un fondo piatto di circa 770 metri di diametro, con le pareti che raggiungono i 30 metri di altezza.

Le attrazioni principali erano la Bocca Grande, la fumarola più spettacolare, la Bocca Nuova, i fanghi bollenti e le maccalube, piccoli coni di fango in attività.

L’ultima eruzione risale al 1198, quando una violenta esplosione freatica sconvolse il cratere.

Il nome deriva dal latino sulpha terra, terra di zolfo. Già i Romani usavano l’area per le sue proprietà termali e curative: nelle vicinanze sorgevano le Stufe di San Germano e altri ambienti termali frequentati da patrizi e imperatori.

Nel Grand Tour del Settecento e dell’Ottocento la Solfatara era una tappa obbligata per viaggiatori, scienziati e scrittori. Il turismo vulcanologico e termale è continuato fino ai giorni nostri, con decine di migliaia di visitatori ogni anno prima della chiusura.

La Solfatara è anche un sito di interesse scientifico: l’Osservatorio Vesuviano e l’INGV monitorano costantemente il cratere, le sue temperature e le emissioni di gas. Questi dati sono fondamentali per la sorveglianza dell’intera caldera flegrea.

Perché la Solfatara è chiusa: la tragedia del 2017

L’11 settembre 2017 un dramma ha segnato per sempre la storia del vulcano. Una famiglia veneziana, i coniugi Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella con il figlio Lorenzo, morì all’interno del cratere.

Il terreno cedette sotto i loro piedi e i tre persero la vita per l’inalazione dei gas vulcanici. La notizia scosse tutta Italia e aprì un dibattito sulla sicurezza dei siti vulcanici privati.

Dopo la tragedia il sito fu sequestrato dalla magistratura e chiuso al pubblico. Il gestore dell’epoca, Giorgio Angarano, è stato condannato: nell’aprile 2026 la Cassazione ha reso definitiva la pena di 5 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo.

La vicenda giudiziaria si è chiusa, ma il cratere è rimasto inaccessibile per quasi un decennio. Il percorso verso la riapertura è stato lungo e complicato.

Il progetto di riapertura

Il 20 febbraio 2025 l’area è stata dissequestrata ed è tornata ai proprietari, come ha ricordato lo stesso Ente Parco Campi Flegrei. Da allora è in corso un progetto per riaprire la Solfatara in sicurezza.

A guidarlo è il presidente dell’Ente Parco, l’architetto Francesco Maisto, che ha lavorato a lungo per arrivare al dissequestro e ora progetta il futuro del sito. Le interviste più recenti parlano di una Solfatara “pronta a riaprire nonostante i terremoti”.

Al momento, a settembre 2026, non esiste ancora una data ufficiale di riapertura. Il progetto prevede nuovi percorsi protetti, sistemi di monitoraggio dei gas e controlli degli accessi: un iter complesso, che deve tenere conto anche dell’attività sismica in corso.

Nel frattempo, il 13 luglio 2026, un violento incendio ha colpito la collina della Solfatara. Il rogo ha bruciato la vegetazione del versante e distrutto la storica Croce di San Gennaro sul bordo del cratere.

L’incendio ha complicato ulteriormente i lavori di ripristino dell’area.

La situazione è quindi in evoluzione: chi programma un viaggio ai Campi Flegrei deve sapere che, oggi, la Solfatara non è visitabile e che le visite non sono prenotabili. Meglio orientarsi sulle alternative, che non mancano.

Come visitare la Solfatara oggi: le alternative

Se la Solfatara resta chiusa, i Campi Flegrei offrono comunque esperienze vulcaniche, archeologiche e termali straordinarie. Ecco le migliori alternative, con pro e contro.

Mappa dei Campi Flegrei: Solfatara, Cratere degli Astroni, Rione Terra, Terme di Agnano, Anfiteatro Flavio e Cuma

1. Cratere degli Astroni, l’Oasi WWF

Il Cratere degli Astroni è una riserva naturale gestita dal WWF dentro un antico cratere vulcanico, a pochi minuti da Pozzuoli. È la vera alternativa “da vulcano”: si scende nella bocca di un cono spento, tra laghi, boschi e fauna selvatica.

All’interno si trovano tre laghetti, il Lago Grande, il Lago Piccolo e il Lago di Cava, circondati da vegetazione rigogliosa. Il sentiero principale è un anello di circa 2 ore, adatto anche ai bambini.

Pro: esperienza naturalistica unica, guide esperte, adatta alle famiglie, prezzi contenuti, pochi minuti da Napoli.

Contro: solo visita guidata con prenotazione obbligatoria, visite annullate in caso di pioggia, vento o sciame sismico, niente fenomeni termali visibili come alla Solfatara.

I costi 2026: intero 10 euro (12 con visita guidata), coppia 15 euro, famiglia 20 euro, ridotto 4 euro, bambini fino a 4 anni gratis. Le recensioni dei visitatori su Google e TripAdvisor sono molto positive, con punteggi alti per la guida e la tranquillità dei sentieri.

2. Rione Terra

Il Rione Terra è il cuore antico di Pozzuoli, un promontorio abitato fin dall’epoca greca e romana. Sotto il borgo medievale si snoda un percorso archeologico tra templi, domus e strade romane, con vista sul porto e sul golfo.

È il luogo simbolo del bradisismo: qui si vede bene come il terreno si sia sollevato e abbassato nei secoli, con gli scavi che raccontano la vita della città antica.

Pro: storia millenaria, percorso al coperto e all’aperto, vicinissimo al porto, adatto a tutte le età.

Contro: richiede camminate e scale, non è un’esperienza vulcanica in senso stretto.

Le recensioni lodano la qualità della visita guidata e la suggestione dei sotterranei. Il biglietto è spesso abbinato a quello dell’Anfiteatro Flavio e del Macellum, il cosiddetto Tempio di Serapide, oggi chiuso per lavori di consolidamento.

3. Terme di Agnano

L’area termale di Agnano è la discendente diretta delle antiche terme flegree. Il complesso delle Terme di Agnano è oggi aperto con piscine termali alimentate da acque minerali, percorsi benessere e la suggestiva SPA delle Stufe di San Germano.

Le Stufe sono ricavate nelle grotte naturali riscaldate dal vapore vulcanico, la stessa energia che animava la Solfatara. Un’esperienza che unisce benessere, storia e geologia.

Pro: benessere e relax, acque curative, atmosfera unica tra le grotte, tradizione termale che richiama il passato della Solfatara.

Contro: servizio a pagamento con costi variabili, prenotazione consigliata nei weekend, non è una visita “geologica” classica.

Le recensioni apprezzano soprattutto le Stufe di San Germano e le piscine all’aperto. Le altre strutture del territorio sono raccolte nella nostra guida alle terme dei Campi Flegrei.

Per chi cerca un assaggio di benessere in città, a Napoli c’è anche LiteLife Wellness&Spa, centro benessere con trattamenti e percorsi relax.

4. Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

L’Anfiteatro Flavio è il terzo anfiteatro romano più grande d’Italia, dopo il Colosseo e quello di Capua. Le sue gallerie sotterranee, perfettamente conservate, sono visitabili con visite guidate anche grazie al Gruppo Archeologico Campi Flegrei.

Pro: monumento eccezionale, sottosuolo affascinante, biglietto integrato con Rione Terra.

Contro: orari ridotti fuori stagione, visite guidate a orari fissi.

Le recensioni lo definiscono una sorpresa assoluta, spesso meno affollato del Colosseo ma di pari impatto. Vale da solo una gita a Pozzuoli.

5. Cuma e gli altri siti flegrei

Chi vuole completare il viaggio nei Campi Flegrei non può perdere Cuma, con l’Antro della Sibilla e l’acropoli, e il Parco Sommerso di Baia, con le sue ville romane sommerse.

Completano il quadro le spiagge di Lucrino e Miliscola, tutte tappe raggiungibili in giornata da Napoli e Pozzuoli.

Bradisismo e sicurezza: cosa sapere

I Campi Flegrei sono caratterizzati dal bradisismo, il lento sollevamento e abbassamento del suolo legato alla pressione dei fluidi nel sottosuolo. Dal 2005 il fenomeno è in una fase di risalita.

Gli sciami sismici sono frequenti, con scosse anche di magnitudo superiore a 4.

Nel 2026 l’attività è continuata: a maggio un nuovo sciame notturno, a giugno 377 terremoti registrati dall’Osservatorio Vesuviano, a luglio e agosto scosse avvertite chiaramente dalla popolazione. Il livello di allerta è giallo.

Il monitoraggio è costante da parte di INGV e Protezione Civile. Per il visitatore significa una cosa sola: controllare lo stato dell’area prima di partire, seguire le indicazioni delle autorità e non avventurarsi in zone interdette.

Le visite guidate ai siti ufficiali vengono sospese in caso di sciame sismico, come previsto anche dall’Oasi degli Astroni. Meglio quindi pianificare con flessibilità e verificare sempre gli avvisi del giorno.

Consigli pratici per visitare Pozzuoli

Pozzuoli si raggiunge facilmente da Napoli con la Cumana, la metro Linea 2 e le linee bus EAV, oppure in auto. Il porto collega l’isola di Ischia e le spiagge flegree sono a due passi.

Per il pranzo, la tradizione locale passa dal pesce: il nostro articolo su dove mangiare il pesce a Pozzuoli raccoglie i ristoranti migliori tra mercato ittico e lungomare.

Ottima anche la sosta sulle spiagge dei Campi Flegrei a Lucrino, Miliscola o Torregaveta.

Per chi ama i formaggi, da non perdere la mozzarella di bufala di Paestum, il fiore all’occhiello della Campania.

Un itinerario consigliato: mattina al Cratere degli Astroni o a Cuma, pomeriggio al Rione Terra e all’Anfiteatro Flavio, sera in riva al mare.

Tutte le tappe sono descritte nella nostra guida su cosa vedere nei Campi Flegrei.

FAQ

La Solfatara di Pozzuoli è aperta?

No, la Solfatara è chiusa al pubblico dall’11 settembre 2017, dopo la tragedia in cui perse la vita una famiglia di turisti. Al settembre 2026 non è ancora visitabile e non sono aperte prenotazioni.

Quando riapre la Solfatara?

Non c’è una data ufficiale. Dopo il dissequestro del febbraio 2025, l’Ente Parco Campi Flegrei sta lavorando a un progetto di riapertura in sicurezza, ma i tempi restano incerti anche per l’attività sismica e l’incendio del luglio 2026.

Cosa si poteva vedere nella Solfatara?

Il cratere offriva la Bocca Grande, la Bocca Nuova, fanghi bollenti, maccalube e un panorama lunare tra fumarole e vapori di zolfo. Era anche un luogo di interesse termale fin dall’epoca romana.

Si può vedere la Solfatara dall’esterno?

Il cratere non è accessibile e l’area è monitorata. Il punto più vicino per osservare la collina è la zona di via Solfatara, ma non ci sono belvedere organizzati: meglio puntare sulle alternative visitabili.

Quali sono le alternative alla Solfatara?

Il Cratere degli Astroni dell’Oasi WWF, il Rione Terra, le Terme di Agnano, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli e il Parco Archeologico di Cuma, tutti aperti e raggiungibili in giornata.


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