Vieta il bucato alle finestre e cita Napoli, polemica in Francia
Immagine realizzata con IA
Ha fatto discutere in Francia l’ordinanza di Thizy-les-Bourgs, piccolo comune del Rodano, che vieta di stendere il bucato su balconi e finestre quando è visibile dalla strada. A scatenare la polemica è stato il messaggio del sindaco Rémi Berthoux, che per spiegare il divieto ha citato Napoli come esempio negativo.
Cosa prevede l’ordinanza del sindaco francese
L’8 settembre il sindaco Rémi Berthoux ha firmato un’ordinanza che vieta di stendere «biancheria e qualsiasi altro oggetto» su balconi, finestre e facciate quando sono visibili dalle vie pubbliche. Gli stendini restano ammessi se non superano l’altezza della ringhiera. Il provvedimento regola anche vasi e altri oggetti che sporgono oltre il parapetto.
Nelle premesse, il Comune sostiene che bucato e oggetti sulle facciate comprometterebbero «pulizia e immagine degli immobili», richiamando la tutela del cadre de vie, cioè la qualità dell’ambiente urbano.
Il messaggio social che ha citato Napoli
Il 17 settembre la comunicazione diventa molto meno burocratica. Sulla pagina Facebook del Comune compare il messaggio «Non, nous ne sommes pas à Naples!», «No, non siamo a Napoli!». L’amministrazione invita i cittadini a contribuire all’«abbellimento» della cittadina e, ironicamente, a tenere «i calzini al riparo dagli sguardi».
È il paragone con Napoli a far esplodere la discussione. «Ma la frecciata gratuita a Napoli era necessaria? Che disprezzo!», scrive un’utente francese. Un’altra invita il Comune a «lasciare stare Napoli», giudicando «ridicolo» il confronto. C’è anche chi osserva che vietare il bucato visibile crea problemi a chi vive in appartamenti piccoli e non ha altri spazi per far asciugare i vestiti.
Chi è il sindaco Berthoux
Eletto nel marzo 2026 con il 46,36% dei voti, Berthoux guida la lista “Ensemble, Réveillons Thizy-les-Bourgs!”, classificata dal ministero dell’Interno francese come Union extrême droite. Secondo Le Progrès, ha militato per oltre dieci anni nel Rassemblement National ed è stato assistente parlamentare del deputato RN Jonathan Géry.
La risposta dell’assessore Carlo Puca
A replicare, per il Comune di Napoli, è l’assessore all’Immagine della Città Carlo Puca. «Caro sindaco Berthoux, ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio», esordisce.
«Capiamo la volontà di decoro urbano, ci mancherebbe. Ogni amministratore ha il diritto di regolare il proprio territorio. Ma per giustificare un divieto non serviva usare Napoli come termine di paragone negativo, come sinonimo di ciò che non si deve essere». Per Puca è «una battuta facile, che banalizza una città complessa» riducendola a «controesempio». E conclude: «Napoli non è un’etichetta da brandire per marcare le distanze. È una metropoli di oltre due millenni di storia, di arte, musica, cucina, filosofia, e sì, anche di lenzuola stese al sole». Una città che continua a raccontarsi anche attraverso i suoi quartieri e i suoi vicoli.
Domande frequenti sulla polemica del bucato
Dove è accaduto
A Thizy-les-Bourgs, comune di poco meno di seimila abitanti nel dipartimento del Rodano, in Francia.
Cosa vieta l’ordinanza
Di stendere biancheria e altri oggetti su balconi e finestre quando sono visibili dalla strada; gli stendini restano ammessi sotto l’altezza della ringhiera.
Perché è stato citato Napoli
Il sindaco ha usato lo slogan «No, non siamo a Napoli!» per spiegare l’ordinanza, suscitando critiche in Francia e la replica dell’assessore napoletano Carlo Puca.
Ci sono stati casi simili a Napoli
Nel 2022 il sindaco Gaetano Manfredi fu coinvolto in una polemica su una possibile ordinanza anti-sgocciolamento, poi mai firmata.
Scopri di più da Napolike.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.