Sciame sismico ai Campi Flegrei: dati, bradisismo e allerta
Immagine realizzata con IA
La scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che alle 19:46 del 31 luglio ha colpito i Campi Flegrei è stata seguita da uno sciame sismico di assestamento: nelle ore successive l’INGV ha registrato una decina di repliche di bassa magnitudo. Restano invariati i livelli di allerta dell’area, con gli esperti che inquadrano l’evento nel lento sollevamento del suolo legato al bradisismo. Ecco i dati e le valutazioni tecniche.
La scossa di magnitudo 4.7 e i dati ufficiali
L’evento principale è stato registrato il 31 luglio 2026 alle 19:46:43, ora italiana, con una magnitudo Md 4.7 e un ipocentro stimato a circa 3 chilometri di profondità. Secondo i dati diffusi dall’INGV, l’epicentro è stato localizzato nella zona dei Campi Flegrei, a circa 5 chilometri dal municipio di Pozzuoli, con coordinate 40.8315 di latitudine e 14.1402 di longitudine. La localizzazione è stata effettuata dalla Sala operativa dell’Osservatorio Vesuviano, che ha rivisto manualmente i parametri prima di pubblicarli intorno alle 20:18: l’Istituto precisa che i valori potrebbero essere ulteriormente aggiornati con le analisi successive. Si tratta della scossa di maggiore intensità da quando è ripreso il bradisismo nell’area, superiore ai precedenti eventi del 12 marzo e del 30 giugno 2025, entrambi di magnitudo 4.6. Il sisma rientra, secondo gli esperti, nella dinamica bradisismica in atto, legata all’innalzamento graduale del suolo, e non rappresenta di per sé un cambiamento dello stato del vulcano.
Lo sciame di assestamento nelle ore successive
Nei minuti successivi alla scossa principale, fino a poco dopo le 21:00, l’INGV ha rilevato uno sciame di scosse di assestamento di bassa magnitudo: dai dati strumentali disponibili risultano una decina di repliche, tutte localizzate nell’area flegrea a profondità ridotte, con la più intensa che ha raggiunto una magnitudo di circa 2.6. Dalle verifiche sui sistemi dell’Istituto non emergono, al momento, altre scosse di magnitudo significativa oltre quella principale, e non risultano ancora bollettini ufficiali dettagliati sulle eventuali repliche delle 72 ore successive: le magnitudo circolate nelle prime ore su alcune ricostruzioni, con valori superiori a quelli strumentali, vanno considerate non confermate finché non saranno pubblicati i dati definitivi. Lo sciame è monitorato costantemente dall’Osservatorio Vesuviano, che aggiorna la lista degli eventi in tempo reale sul portale dell’INGV. L’andamento delle repliche, come ricordano i sismologi, è tipico delle sequenze bradisismiche flegree, dove alla scossa principale seguono normalmente eventi di entità decrescente.
Bradisismo e valutazioni tecniche
Gli esperti dell’INGV e della Protezione Civile inquadrano la scossa nel trend di lento sollevamento del suolo flegreo. Come ha evidenziato il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, «non registriamo nessuna novità rispetto allo stato del vulcano. La deformazione del suolo continua a un ritmo di circa 1 centimetro al mese». Le scosse simili recenti, come quella di magnitudo 3.6 del 25 giugno, sono rientrate in questo quadro senza segnali di imminente eruzione. Nell’ultima settimana l’area aveva già registrato uno sciame di 9 terremoti di magnitudo inferiore o uguale a 3.0, legati secondo i vulcanologi alla presenza di gas magmatici a 3-4 chilometri di profondità: fenomeni che, spiegano gli studiosi, non hanno causato danni e rientrano nel sollevamento graduale del suolo. La magnitudo elevata dell’evento odierno resta comunque un segnale da approfondire, ma gli studi attuali indicano come più probabile una serie di repliche di entità decrescente piuttosto che uno scoppio eruttivo, almeno nel breve termine. Per capire meglio il fenomeno, è utile rileggere cosa significa uno sciame sismico ai Campi Flegrei e come si distingue da una vera e propria crisi eruttiva.
Livello di allerta e indicazioni per la popolazione
Alla luce dell’evento, la Commissione Grandi Rischi e il Dipartimento della Protezione Civile hanno ribadito lo schema d’allerta vigente: i Campi Flegrei restano in fase 2, di attenzione, con allerta gialla. Questo significa che non sono richieste evacuazioni preventive, ma viene intensificato il monitoraggio e il coordinamento interistituzionale, con esercitazioni, piani di emergenza e attività di informazione alla popolazione. Gli esperti invitano comunque alla prudenza: sebbene al momento non ci siano dati nuovi che suggeriscano uno scenario eruttivo imminente, la situazione va seguita da vicino nei prossimi giorni. Per il pubblico il consiglio è di mantenere la calma, seguire le indicazioni delle autorità e affidarsi alle fonti ufficiali, a partire da INGV, Dipartimento della Protezione Civile e Comuni, evitando di diffondere voci non verificate sui social. Per chi vuole approfondire l’evento sismico, l’articolo con i dati ufficiali della scossa raccoglie coordinate, orario e magnitudo, mentre il bilancio dei danni segue l’evoluzione della situazione nell’area flegrea.
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