Sant’Agata dei Goti: il borgo del vino e del Sannio
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Sant’Agata de’ Goti è uno dei borghi più affascinanti della Campania: arroccato su uno sperone di tufo che affonda nel vallone del Martorano, in provincia di Benevento, è conosciuto come la “Perla del Sannio”. Passeggiare per il suo centro storico, premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, significa camminare tra chiese antiche, palazzi nobiliari, botteghe artigiane e cantine storiche dedicate alla Falanghina, il vino bianco simbolo di queste colline. Ecco cosa vedere e cosa fare nel borgo del vino e del Sannio.
Un po’ di storia: da Saticula a Sant’Agata de’ Goti
Le origini di Sant’Agata de’ Goti affondano nell’antica Saticula, città dei Sanniti conquistata poi dai Romani. Con l’arrivo dei Longobardi il borgo divenne un importante caposaldo difensivo e nel IV secolo fu dedicato a Sant’Agata. Il nome “de’ Goti” arrivò in epoca normanna: nel 1117 la famiglia Drengot, divenuta potente nel territorio, trasformò il proprio cognome in De Goth, dando origine al toponimo attuale. Nei secoli successivi la cittadina visse sotto Normanni, Svevi e Angioini, conservando un patrimonio storico e artistico di straordinaria ricchezza.
Cosa vedere a Sant’Agata de’ Goti
Il centro storico, a forma di semicerchio, si sviluppa intorno a via Roma, un rettilineo di circa un chilometro che collega l’ingresso del borgo alla Cattedrale, tra portici, botteghe e chiese.
Il Castello longobardo
Appena attraversato il ponte Vittorio Emanuele, che regala la vista più celebre del borgo sospeso sul dirupo, si incontra il Castello, di origine longobarda e più volte rimaneggiato nei secoli. Abitato da numerose famiglie nobiliari, oggi è in gran parte suddiviso in dimore private, ma conserva ambienti di pregio con residui di pitture, tra cui opere attribuite a Tommaso Giaquinto.
La Cattedrale dell’Assunta
In piazza Sant’Alfonso sorge la Cattedrale dell’Assunta, edificata su un antico tempio romano e più volte ristrutturata. All’interno colpiscono il lungo porticato a dodici colonne, le cappelle laterali con altari in marmo e le curiose raffigurazioni di animali mostruosi e volti umani scolpiti nei capitelli.
La Chiesa dell’Annunziata
All’ingresso del borgo, la Chiesa dell’Annunziata custodisce un pregevole portale marmoreo cinquecentesco e, sulla controfacciata, un affresco del Giudizio Universale del Quattrocento, oltre a vetrate policrome di gusto barocco.
La Chiesa di San Menna
Vicino al castello, la piccola Chiesa di San Menna è la più antica del borgo: di origine altomedievale e riedificata in stile romanico intorno al 1100, conserva un pavimento a mosaico considerato tra i più antichi dell’intera Campania.
Santa Maria di Costantinopoli e la Ruota degli Esposti
Lungo via Roma si trova la monumentale Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, in stile barocco, accanto al Monastero delle Redentoriste, suore di clausura. Nell’atrio del monastero si può vedere la Ruota degli Esposti, l’antico meccanismo con cui le madri in difficoltà lasciavano i propri bambini alle cure delle monache senza essere riconosciute.
La Chiesa di San Francesco
Parte di un complesso conventuale del 1282, la Chiesa di San Francesco fu ricostruita nel Settecento in forme barocche. Al suo interno meritano una sosta il monumento funebre di Ludovico d’Artus, conte di Sant’Agata, il soffitto a cassettoni dorati con affreschi di Giaquinto e il pavimento maiolicato.
Via Roma, la Finestra Catalana e le botteghe
Il cuore del borgo è via Roma, con i suoi portici voluti da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo della diocesi, sotto i quali si aprono botteghe artigiane e antichi locali. Tra i vicoli si scopre la Finestra Catalana, una torre decapitata con una finestra in stile catalano-aragonese, legata alla leggenda di un’artista catalana giunta nel borgo per amore. Da non perdere le botteghe di arte presepiale, come quella del maestro Mariano Tubelli in via Roma 32.
Il vino: la Falanghina del Sannio e la sottozona Sant’Agata de’ Goti
Sant’Agata de’ Goti è il cuore enologico del Sannio: qui si produce la Falanghina del Sannio DOC nella pregiata sottozona Sant’Agata de’ Goti, un disciplinare che valorizza i vigneti delle colline tufacee che circondano il borgo. Protagonisti della rinascita del vitigno sono i Mustilli, storici viticoltori del territorio che per primi, nel 1979, imbottigliarono la Falanghina in purezza. La loro cantina, legata alla dimora storica di Palazzo Rainone-Mustilli, organizza tour guidati e degustazioni tra le botti, un’esperienza imperdibile per chi vuole scoprire i vini del Sannio.
Cosa mangiare a Sant’Agata de’ Goti
La cucina del borgo racconta la tradizione contadina del Sannio: da assaggiare la pasta fresca fatta a mano, i caciocavalli e i salumi locali, il tartufo nero che cresce nei boschi dei dintorni e le mele annurche, il frutto simbolo della Campania interna. Il tutto accompagnato, naturalmente, da un calice di Falanghina o di Aglianico del Taburno.
Eventi e feste nel borgo
A giugno, in occasione del Corpus Domini, le strade del centro storico si trasformano con l’Infiorata, tappeti di petali e composizioni floreali realizzati dai volontari. In estate il borgo ospita il Barrio Fest, kermesse con street food e musica dal vivo, mentre durante l’anno si susseguono sagre dedicate ai prodotti tipici, tra cui quelle del caciocavallo impiccato e della brace.
Come arrivare a Sant’Agata de’ Goti
Il borgo si trova al confine tra Sannio e provincia di Caserta, facilmente raggiungibile in auto: da Napoli si arriva in circa un’ora, da Benevento in circa mezz’ora. Chi viaggia in treno può scendere alla stazione di Frasso Telesino-Dugenta o di Caserta e proseguire con bus o auto.
Domande frequenti
Perché Sant’Agata de’ Goti si chiama così?
Il nome deriva da Sant’Agata, a cui il borgo fu dedicato, e dalla famiglia normanna Drengot-De Goth, che nel 1117 diede il proprio cognome alla città.
Quanto dista Sant’Agata de’ Goti da Napoli?
Dista circa un’ora d’auto da Napoli, al confine tra la provincia di Benevento e quella di Caserta.
Quale vino si produce a Sant’Agata de’ Goti?
La Falanghina del Sannio DOC nella sottozona Sant’Agata de’ Goti, storica produzione della famiglia Mustilli, che imbottigliò la Falanghina in purezza già nel 1979.
Quando si tiene l’Infiorata a Sant’Agata de’ Goti?
L’Infiorata si svolge a giugno, in occasione della festa del Corpus Domini, quando le strade del borgo si coprono di tappeti floreali.
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