Razzo SpaceX alla deriva si schianterà sulla Luna: impatto mercoledì 5 agosto, ecco come vederlo
Immagine realizzata con IA
Un razzo SpaceX ormai fuori controllo è in rotta di collisione con la Luna. Lo stadio superiore del vettore, lanciato oltre un anno fa per mettere in orbita una coppia di lander lunari, colpirà la superficie del satellite mercoledì 5 agosto 2026 in modo del tutto involontario, scavando un cratere e sollevando una nube di polvere e frammenti. L’azienda di Elon Musk, che nei mesi scorsi ha concluso con successo il test della nuova Starship, torna così al centro dell’attenzione anche per questo inatteso evento.
Come e dove vederlo: l’impatto vicino al cratere Einstein
Secondo le previsioni di Bill Gray, esperto di tracciamento spaziale, il razzo colpirà la Luna a una velocità di circa 8.700 km/h, sette volte la velocità del suono, nei pressi del cratere Einstein, sul lembo occidentale illuminato del satellite. Per chi vuole seguire l’evento, il momento migliore cade nelle prime ore del mattino secondo il fuso orario statunitense: le zone orientali di Stati Uniti e Canada, insieme a gran parte del Sud America, avranno la visuale più favorevole. Dall’Europa l’osservazione diretta sarà invece penalizzata dagli orari e dalla posizione.
Come vederlo da Napoli (e dall’Italia)
L’impatto è previsto per le 06:35 UTC di mercoledì 5 agosto, ovvero le 08:35 in Italia. Al momento della caduta la Luna si troverà vicina all’ultimo quarto, con un’illuminazione del 56 per cento, alta circa 48 gradi verso sud-ovest. Il problema, per chi osserva da Napoli e dal resto d’Italia, è il cielo: il Sole sarà già a circa 25 gradi sull’orizzonte e la luce diurna abbasserà drasticamente il rapporto segnale-rumore dell’impatto.
Il flash, che dovrebbe durare meno di un secondo, sarà difficilissimo da vedere a occhio nudo o con un semplice binocolo. Per tentare la registrazione servono telescopi con diametro di almeno 10 centimetri dotati di telecamere Cmos ad alta frequenza di acquisizione (20 frame al secondo), meglio se nel vicino infrarosso con un filtro Ir-pass, che riduce il bagliore del cielo diurno. Gli osservatori più avvantaggiati saranno quelli del continente americano, dove il Sole sarà ancora sotto l’orizzonte.
Chi vorrà cimentarsi può partecipare alla campagna osservativa internazionale: le immagini dell’evento possono essere condivise sul Lunar Impact Flash Portal (lif.mi.imati.cnr.it), progetto coordinato dal Cnr che raccoglie osservazioni di flash d’impatto lunari dagli astrofili di tutto il mondo. A monitorare la zona ci penseranno anche le sonde in orbita lunare, la Lro della Nasa e la sudcoreana Danuri, che fotograferanno il cratere prima e dopo lo schianto.
Un impatto pari a tre tonnellate di tritolo
Non era nelle intenzioni di SpaceX centrare la Luna. Gli esperti sottolineano però che lo schianto si sarebbe potuto evitare correggendo la traiettoria dello stadio superiore e immettendolo in un’orbita attorno al Sole. Sarà il secondo razzo “morto” di cui si abbia notizia a finire accidentalmente sulla Luna: nel 2022 un segmento di un vettore cinese aveva scavato una coppia di crateri sul lato nascosto.
Questa volta la collisione avverrà sul lato visibile del satellite e libererà un’energia equivalente a circa tre tonnellate di tritolo. Il lampo dell’impatto, della durata inferiore al secondo, sarà probabilmente troppo debole per essere visto dalla Terra. Il flusso di materiale espulso, invece, potrebbe estendersi per diversi chilometri nello spazio e restare visibile ai telescopi per decine di minuti. “Sulla Luna la gravità è bassa e non c’è vento a disperdere la polvere”, ha spiegato Benjamin Fernando, del Los Alamos National Laboratory, che incoraggia le osservazioni sia dei professionisti sia degli appassionati.
Perché gli scienziati sono interessati
Secondo Fernando l’impatto dovrebbe produrre un cratere largo quasi 27 metri e profondo circa 5, troppo piccolo per essere osservato dalla Terra ma visibile alle sonde. Il Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa e la sonda sudcoreana Danuri raccoglieranno immagini della zona prima e dopo lo schianto. L’interesse degli studiosi nasce dalla volontà di capire quanto gli impatti di detriti possano rappresentare un pericolo per i futuri astronauti.
Lo spazio affollato: il problema dei detriti orbitali
L’episodio, di per sé considerato poco allarmante dagli scienziati, riporta l’attenzione su una minaccia in crescita: il numero sempre maggiore di oggetti che affollano le orbite terrestri. Stadi di razzi esausti, satelliti dismessi e frammenti di ogni dimensione convivono in uno spazio sempre più congestionato, dove il rischio di collisioni accidentali aumenta con l’intensificarsi dei lanci. Il caso del razzo SpaceX diretto verso la Luna è un promemoria visibile di un problema che riguarda soprattutto ciò che orbita, invisibile, molto più vicino a noi.
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