Chi è Elon Musk e cos’è il DOGE, il dipartimento che sta smantellando lo Stato americano

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Elon Reeve Musk è l’uomo più ricco del mondo, il fondatore di Tesla, SpaceX e PayPal, il proprietario di X (ex Twitter) e, per un periodo, il volto del DOGE — Department of Government Efficiency, l’organismo voluto da Donald Trump per smantellare la burocrazia federale americana. A giugno 2026, il suo patrimonio netto è stimato in 982 miliardi di dollari.

Dalle origini in Sudafrica al primo miliardo

Musk nasce a Pretoria, Sudafrica, il 28 giugno 1971. A 17 anni si trasferisce in Canada e poi negli Stati Uniti, dove studia economia e fisica all’Università della Pennsylvania. Il primo grande colpo arriva con PayPal, venduta a eBay nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari. Con quei soldi fonda SpaceX e investe in Tesla, diventandone amministratore delegato.

Da lì inizia un’ascesa inarrestabile. SpaceX rivoluziona l’industria aerospaziale con razzi riutilizzabili. Tesla domina il mercato delle auto elettriche. Poi arrivano Neuralink (interfacce cervello-computer), The Boring Company (scavi e tunnel) e l’acquisizione di Twitter per 44 miliardi di dollari, ribattezzato X.

Nel 2025 diventa ufficialmente la persona più ricca del pianeta, superando ogni record di accumulazione patrimoniale.

L’ingresso nella amministrazione Trump e la nascita del DOGE

Il 20 gennaio 2025, giorno del suo insediamento, Donald Trump firma un ordine esecutivo che trasforma lo U.S. Digital Service in U.S. DOGE Service, creando un’organizzazione temporanea con mandato di 18 mesi per efficientare la spesa pubblica. Alla guida, come Special Government Employee, viene chiamato Elon Musk.

L’obiettivo dichiarato è ridurre gli sprechi federali, modernizzare i sistemi IT della pubblica amministrazione, tagliare contratti e sovvenzioni, e ridurre la forza lavoro pubblica. Ogni agenzia federale deve creare un proprio DOGE team composto da ingegneri, avvocati, esperti HR e project manager.

Musk diventa il volto pubblico dell’operazione. Con il suo stile diretto e senza filtri, annuncia tagli su tagli. Secondo il DOGE Savings Clock, a giugno 2026 il dipartimento avrebbe tagliato oltre 214 miliardi di dollari di spesa pubblica, l’equivalente di 1.329 dollari per contribuente.

Cosa ha fatto il DOGE: tagli, licenziamenti e polemiche

In meno di un anno, il DOGE ha rivendicato oltre 29.000 tagli al governo federale: contratti miliardari cancellati, migliaia di sovvenzioni revocate, intere agenzie ridimensionate. Tra gli episodi più controversi, la chiusura dell’USAID, l’agenzia per lo sviluppo internazionale, e i licenziamenti di massa in diversi dipartimenti.

I sostenitori del DOGE lo descrivono come una riforma epocale, una cura dimagrante necessaria per uno Stato federale che spende molto più di quanto incassa. I critici lo accusano di aver agito in modo arbitrario e opaco, tagliando programmi essenziali senza un controllo parlamentare adeguato.

Un’altra ombra è il conflitto di interessi: le aziende di Musk — Tesla, SpaceX, X — hanno contratti con il governo federale per centinaia di milioni di dollari. Un imprenditore che taglia la spesa pubblica mentre le sue aziende beneficiano di fondi federali: la contraddizione è evidente.

L’uscita di scena e l’eredità

Nel maggio 2025, Musk completa il suo periodo come Special Government Employee e lascia il ruolo formale nel DOGE, tornando a dedicarsi alle sue aziende. Ma la macchina ormai è in moto. Anche dopo la sua uscita, l’influenza del DOGE continua a farsi sentire su tutte le agenzie federali.

A giugno 2026, il dipartimento è ancora operativo, anche se con una struttura evoluta e una leadership diversa. Diversi stati americani hanno avviato programmi “mini-DOGE” a livello locale, ispirati al modello federale. Il dibattito pubblico sull’efficacia reale dell’operazione è ancora aperto: i numeri sui risparmi sono contestati, ma l’impatto sul funzionamento della macchina statale americana è stato profondo e probabilmente irreversibile.

Musk, nel frattempo, è tornato a fare l’imprenditore a tempo pieno. Ma l’esperimento DOGE — un miliardario che prova a smantellare lo Stato dall’interno — rimarrà uno dei capitoli più controversi della presidenza Trump.


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