Quantum computing a Napoli: hub europeo da 128 qubit con Classiq e TEA TEK
Napoli si candida a diventare uno dei poli strategici europei per il calcolo quantistico. Lo fa grazie a una partnership da diversi milioni di euro tra Classiq, azienda leader nel software per quantum computing, e TEA TEK Group, realtà emergente nel panorama italiano delle tecnologie quantistiche. L’intesa, annunciata il 24 giugno 2026, prevede la realizzazione di un hub dedicato alla ricerca, allo sviluppo e all’erogazione di servizi quantistici su scala continentale. La struttura sorgerà nell’area ex Whirlpool di via Argine, già al centro del progetto di riconversione industriale avviato da TEA TEK Group, e si collegherà direttamente all’ecosistema accademico della Federico II, dando continuità al lavoro del Quantum Computing Napoli Lab.
128 qubit per un hub che guarda all’Europa
Il cuore tecnico dell’infrastruttura sarà un sistema hardware a 128 qubit, la stessa architettura già utilizzata dal QCN Lab dell’Università di Napoli Federico II diretto dal professor Tafuri. La differenza sostanziale è nella portata: l’hub non sarà un laboratorio accademico, ma una piattaforma aperta a imprese, istituzioni pubbliche e centri di ricerca che potranno accedere a un ambiente di calcolo quantistico completo, senza dover sostenere i costi di un’infrastruttura proprietaria. L’integrazione con la piattaforma software di Classiq garantirà un flusso di lavoro unificato, dalla progettazione dell’algoritmo fino all’esecuzione sul sistema fisico. Il tutto orchestrato da Napoli, in una configurazione pensata per competere con i centri quantistici più avanzati del continente.
Quantum as a Service: il modello commerciale
Il piano industriale prevede il lancio dei servizi entro la fine del 2026. TEA TEK Group opererà la piattaforma Classiq potenziata con moduli di intelligenza artificiale, strumenti di user management e allocazione dinamica delle risorse, trasformandola in un fornitore completo di Quantum as a Service. In pratica, aziende farmaceutiche, istituti finanziari, organizzazioni della difesa e centri di ricerca potranno acquistare potenza di calcolo quantistico senza dover sviluppare internamente competenze hardware specifiche. A dare ulteriore spessore al modello, Classiq redistribuirà ore di calcolo direttamente a operatori industriali, dimostrando che una filiera commerciale del quantum computing è già concretamente avviata.
Dall’ex Whirlpool al cuore dell’innovazione europea
La scelta dell’area ex Whirlpool come sede dell’hub non è casuale. TEA TEK Group, guidato dall’amministratore delegato Felice Granisso, ha già investito nella riconversione dello stabilimento di via Argine, dove circa 300 lavoratori sono stati ricollocati in un progetto di trasformazione industriale. L’hub quantistico rappresenta il passo successivo: unire la dimensione sociale del recupero occupazionale con una visione tecnologica di altissimo profilo. Per la città è un’occasione concreta per agganciare una delle traiettorie più promettenti dell’innovazione globale e per ribadire un ruolo che va oltre il turismo e la cultura, puntando sulla ricerca avanzata come leva di sviluppo economico.
Gli obiettivi della partnership
Nir Minerbi, cofondatore e amministratore delegato di Classiq (società fondata nel 2020 e già sostenuta da CDP Venture Capital e dall’European Innovation Council), ha definito l’accordo “una tappa importante per trasformare il quantum computing in una capacità concreta e accessibile a livello nazionale e regionale”. Dello stesso avviso Granisso, secondo cui “Napoli ha il talento, le infrastrutture e l’ambizione per collocarsi al centro del futuro quantistico europeo”. L’hub non nasce come infrastruttura locale, ma come piattaforma di scala europea, candidata a essere tra i centri quantistici più strategici del continente. La combinazione di hardware, software, ricerca applicata, formazione e servizi commerciali in un unico luogo è un modello che pochissime realtà in Europa sono oggi in grado di offrire.
La partnership si inserisce nel più ampio quadro degli investimenti europei per la costruzione di una filiera tecnologica quantistica sovrana, con ricadute che potrebbero interessare settori come la crittografia, la scoperta di nuovi farmaci, l’ottimizzazione logistica e la modellistica finanziaria. Il Q-Day, il giorno in cui i computer quantistici saranno in grado di rompere gli attuali sistemi crittografici, viene spesso citato come una minaccia. Ma per chi investe oggi, è soprattutto l’inizio di una nuova era industriale.
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