Pineta Grande Hospital, pronto soccorso a rischio chiusura

Pineta Grande Hospital, pronto soccorso a rischio chiusura
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Il pronto soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, sul litorale domizio, non è ancora chiuso. La chiusura del servizio di emergenza e delle attività della struttura è però stata annunciata e prospettata a partire dal 1° gennaio 2027: una vicenda che in queste settimane è diventata un caso politico, sindacale e sociale, con appelli che arrivano dalla Chiesa locale, dai sindacati e dalle istituzioni.

La struttura si trova in provincia di Caserta, ma è un punto di riferimento per un’area molto più ampia, che comprende anche il nord dell’area metropolitana di Napoli. Per questo il dibattito sul suo futuro riguarda centinaia di migliaia di persone.

Cos’è il Pineta Grande Hospital

Il Pineta Grande Hospital è una struttura sanitaria privata accreditata di Castel Volturno, lungo la fascia costiera del litorale domizio. Il suo pronto soccorso registra fino a 50mila accessi all’anno, un volume che ne fa uno dei presidi di emergenza più frequentati dell’area a nord di Napoli.

Oltre al servizio di emergenza-urgenza, la struttura ospita attività di ricovero e reparti specialistici, ed è un datore di lavoro importante per il territorio: centinaia di persone lavorano tra reparti, ambulatori e servizi.

Perché si parla di chiusura

All’origine della vicenda ci sono le difficoltà economiche della struttura e il confronto con la Regione Campania sul finanziamento delle attività di emergenza-urgenza. Il nodo è il budget riconosciuto per le funzioni che la struttura svolge per il servizio sanitario regionale.

Secondo la consigliera regionale Angela Parente (Forza Italia), la Regione sarebbe stata informata da mesi delle difficoltà economiche del presidio. «La notizia della chiusura annunciata del Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital a partire dal 1° gennaio 2027 è di una gravità inaudita», ha dichiarato, chiedendo spiegazioni al presidente della Regione Campania, Roberto Fico: «Il presidente Roberto Fico deve dare immediatamente spiegazioni ai cittadini».

Le reazioni: la Chiesa, i sindacati, la politica

L’appello più netto è arrivato da monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta: «Esprimo profonda e forte preoccupazione per il rischio di chiusura del Pronto Soccorso e delle attività del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, prospettato a partire dal 1° gennaio 2027».

Il presule ha parlato anche del futuro dei lavoratori: «Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, competenze, responsabilità e progetti di vita: non è accettabile che il futuro di tanti padri e madri di famiglia e la continuità di un servizio essenziale restino esposti all’incertezza». E ha aggiunto: «La salute non è un privilegio e la cura non può diventare un’incertezza».

Sul fronte sindacale la FP CGIL ha annunciato mobilitazione contro la chiusura del pronto soccorso e in difesa dei posti di lavoro: il timore è che la sospensione delle attività si traduca in licenziamenti, oltre che in un vuoto di assistenza per il territorio. Il fronte della vertenza, secondo il sindacato, è duplice: la continuità dell’assistenza e la salvaguardia occupazionale.

Anche la politica locale e regionale è scesa in campo: da più parti si chiede alla Regione Campania un intervento immediato per scongiurare la sospensione del servizio e un tavolo stabile sul finanziamento della struttura. Il sindaco di Castel Volturno ha lanciato un appello per non lasciare il litorale domizio senza un presidio di emergenza.

Il precedente del 2025

Non è la prima volta che il Pineta Grande Hospital finisce al centro di una vertenza sulla chiusura. Nell’estate 2025 la struttura aveva annunciato lo stop del pronto soccorso e delle attività di ricovero dal 18 luglio al 14 settembre: dopo la mobilitazione del territorio, la chiusura fu sventata con un accordo preliminare con la Regione Campania, firmato il 7 luglio 2025, che prevedeva un incremento del finanziamento destinato alle funzioni di emergenza-urgenza.

Un rischio simile si era già profilato nel luglio 2023, quando la struttura aveva annunciato la possibile chiusura per il livello considerato troppo basso delle tariffe e del budget.

Cosa succede adesso

Al momento nessuna chiusura è stata disposta: la data indicata, 1° gennaio 2027, è la prospettiva annunciata se non si arriva a un nuovo accordo sul finanziamento. Nelle prossime settimane il confronto si sposterà sul tavolo tra la proprietà della struttura e la Regione Campania.

In mezzo ci sono due questioni difficili da separare: il diritto alla salute di chi vive lungo il litorale domizio e la continuità occupazionale di chi lavora nel presidio. È su questo doppio binario che si muovono gli appelli delle ultime ore.

Domande frequenti

Il Pineta Grande Hospital è chiuso?

No. La struttura è attiva: la chiusura del pronto soccorso e delle attività è stata annunciata come prospettiva, ma non è stata attuata.

Da quando sarebbe prevista la chiusura?

La data indicata è il 1° gennaio 2027, se non si arriva a un’intesa sul finanziamento delle attività di emergenza-urgenza.

Chi decide sul futuro del presidio?

Il confronto è tra la proprietà della struttura e la Regione Campania, con il coinvolgimento delle istituzioni locali e dei sindacati.

Quante persone coinvolgerebbe una chiusura?

Il pronto soccorso registra fino a 50mila accessi all’anno e serve un’area vasta che comprende il litorale domizio e il nord dell’area napoletana.

Fonti: CasertaNews, AgenSIR, la Repubblica Napoli, CasertaNews.


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