Piazza del Plebiscito: la piazza simbolo di Napoli
Immagine realizzata con IA
Piazza del Plebiscito è il salotto di Napoli: la piazza simbolo della città, con i suoi circa 25.000 metri quadrati di superficie, è una delle più grandi d’Italia e da sempre scenario di concerti, manifestazioni e cerimonie. Affacciata sul Palazzo Reale e chiusa dal colonnato della basilica di San Francesco di Paola, si trova al termine di via Toledo, nel cuore del centro storico, nel quartiere San Ferdinando.
La storia: dal Largo di Palazzo al Foro Gioacchino
La storia della piazza inizia nel 1543, quando il viceré Pedro Álvarez de Toledo fece realizzare una spianata davanti al nuovo palazzo vicereale. Fu però con la costruzione del Palazzo Reale, progettato da Domenico Fontana all’inizio del Seicento, che lo slargo divenne il «Largo di Palazzo», centro della vita politica e mondana della città.
Durante il decennio francese, Gioacchino Murat immaginò una grande piazza monumentale, il cosiddetto Foro Gioacchino, progettato da Leopoldo Laperuta: con la soppressione dei conventi del 1809 la superficie triplicò, passando da 9.000 a oltre 23.000 metri quadrati. Di quel progetto restano i due palazzi gemelli che chiudono la piazza ai lati.
La basilica di San Francesco di Paola e le statue equestri
Con il ritorno dei Borbone, Ferdinando I volle dedicare il centro dell’emiciclo a san Francesco di Paola, come voto per la riconquistata corona. Il progetto, affidato all’architetto Pietro Bianchi, portò alla costruzione della basilica di San Francesco di Paola, ispirata al Pantheon di Roma, solennemente inaugurata nel 1846.
Davanti alla basilica, al centro dei due semicerchi del colonnato, si ergono le statue equestri di Carlo di Borbone e di Ferdinando I: la prima fu realizzata da Antonio Canova, la seconda, iniziata dallo stesso Canova, fu completata da Antonio Calì.
I palazzi gemelli: Prefettura e Palazzo Salerno
Ai lati della piazza si fronteggiano due edifici simmetrici: il Palazzo della Prefettura, verso l’entroterra, e il Palazzo Salerno, verso il mare. Costruiti in epoca murattiana come sedi dei ministeri, incorniciano lo spazio rettangolare che dal Palazzo Reale conduce al colonnato della basilica.
Perché si chiama piazza del Plebiscito
Il nome attuale ricorda il plebiscito del 21 ottobre 1860, che sancì l’annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Regno d’Italia. Prima si chiamava Largo di Palazzo e, in epoca borbonica, Foro Ferdinandeo o piazza di San Francesco.
La piazza oggi: dal parcheggio alla pedonalizzazione
Per decenni la piazza fu deturpata: dal 1963 divenne addirittura un parcheggio pubblico. Nel 1994, in occasione del vertice del G7, l’amministrazione guidata da Antonio Bassolino la pedonalizzò completamente, restituendole i basoli tradizionali. Da allora piazza del Plebiscito è tornata ad essere lo scenario dei grandi eventi cittadini: comizi, concerti e cerimonie, dal funerale di Pino Daniele ai grandi concerti di fine anno.
Come arrivare a piazza del Plebiscito
La piazza è facilmente raggiungibile: la stazione Municipio della linea 1 della metropolitana dista pochi minuti a piedi, così come la stazione Toledo. In alternativa si può scendere alla Funicolare Centrale (stazione Chiaia) o alle fermate degli autobus di via Toledo e via Monteoliveto.
FAQ
Quanto è grande piazza del Plebiscito?
La piazza misura circa 25.000 metri quadrati ed è una delle più grandi d’Italia.
Cosa vedere in piazza del Plebiscito?
Il Palazzo Reale, la basilica di San Francesco di Paola con il suo colonnato, le statue equestri dei Borbone e i palazzi gemelli della Prefettura e di Palazzo Salerno.
Quando è stata pedonalizzata?
Nel 1994, in occasione del vertice del G7, con l’amministrazione Bassolino.
Come arrivare a piazza del Plebiscito?
Con la linea 1 della metropolitana (stazioni Municipio o Toledo) o con la Funicolare Centrale.
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