Perché a Napoli ci sono due Pride nel 2026: la frattura su Israele e il viaggio di Sannino
Per il secondo anno consecutivo, Napoli si trova ad avere due Pride distinti: l’Arrevutamm Pride (20 giugno) e il Napoli Pride (27 giugno). Una spaccatura che affonda le radici in una vicenda esplosa nell’estate del 2025, quando il viaggio in Israele del presidente di Antinoo Arcigay Napoli divise la comunità LGBTQIA+ partenopea. Ecco la ricostruzione completa.
Giugno 2025: il viaggio di Sannino in Israele
Tutto comincia a giugno 2025, quando Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli, parte per una delegazione in Israele. L’invito arriva da Giuseppe Crimaldi, giornalista e presidente dell’Associazione Italia-Israele, che gli propone di incontrare attivisti e associazioni LGBTQIA+ israeliane. Il viaggio doveva concludersi con la partecipazione al Tel Aviv Pride, poi annullato per l’escalation del conflitto tra Israele e Iran.
Sannino rimane bloccato nel Paese per diversi giorni. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca lancia un appello pubblico, rivelando che l’attivista si trova in un bunker. Il rientro avviene via terra attraverso il deserto, l’Egitto e la Turchia.
Boicottaggio e intervento di Arcigay Nazionale
La notizia del viaggio innesca una reazione a catena. L’Associazione Transessuale Napoli (ATN) e I-Ken APS ETS annunciano il boicottaggio del Napoli Pride 2025, in programma per il 5 luglio. La loro richiesta è chiara: l’inserimento nella piattaforma politica della frase “Basta genocidio, Palestina libera”. Richiesta che non viene accolta.
Anche Arcigay Nazionale interviene con un comunicato durissimo: “Le nostre bandiere non vanno in guerra”, condannando la posizione del presidente napoletano e sottolineando di aver appreso il viaggio dai giornali. Arcigay Nazionale, pur difendendo il diritto alla critica di Israele, prese chiaramente le distanze dalla partecipazione di Sannino.
La difesa di Sannino
Intervistato da Fanpage.it ancora bloccato a Tel Aviv, Sannino risponde punto su punto: “Del mio viaggio non sapevano neanche mio padre e mia madre. Era informato solo mio marito, sono andato a titolo personale”. Non era in veste ufficiale di rappresentante di Arcigay, precisa, ma come libero cittadino.
Sul sito ufficiale di Arcigay Napoli, Sannino spiega le ragioni del viaggio: “Volevo incontrare attivisti e associazioni LGBTQIA+ israeliane e ascoltare testimonianze dirette di ebrei, palestinesi e arabi sullo stato dei diritti civili in Israele”. Aggiunge: “Rifarei tutto”.
Antinoo Arcigay Napoli gli rinnova la piena fiducia come presidente.
Nasce Arrevutamm Pride
Sulle ceneri della frattura nasce nel 2025 Arrevutamm Pride, rete queer, transfemminista, anticapitalista, antisionista e decoloniale. Un pride autorganizzato, senza sponsor, autofinanziato dalla comunità. Al Napoli Pride 2025, ATN scelse di fare una marcia silenziosa all’interno del corteo. Arrevutamm sfilò al loro fianco.
2026: la frattura non si ricuce
Un anno dopo, la divisione non solo non si è ricomposta, ma si è approfondita. In un comunicato diffuso prima dell’evento, Arrevutamm Pride accusa il Napoli Pride di aver ricostruito il comitato “con modalità autoritarie” e senza reale discontinuità rispetto al 2025. Il titolo del comunicato è emblematico: “Ma quale unità con gli oppressori?”.
Il Napoli Pride replica respingendo “con fermezza” tutte le accuse, definendole “informazioni non veritiere, semplificazioni strumentali e narrazioni distorte”. Il comitato del Napoli Pride sottolinea che il dissenso politico è legittimo, ma quello di Arrevutamm è “sistematica delegittimazione e mistificazione”.
La polemica sui Gay Conservatori
Un altro fronte di scontro riguarda i Gay Conservatori & Liberali, il movimento lanciato da Francesca Pascale (ex compagna di Silvio Berlusconi) che programma un evento a Quarto, in provincia di Napoli, proprio nel mese del Pride. Arrevutamm sostiene che Sannino sarebbe stato annunciato come ospite dell’iniziativa, salvo poi la rimozione delle tracce dell’invito dai social. Una contestazione che il Napoli Pride respinge.
Le posizioni a confronto
Le due anime del Pride napoletano rappresentano due visioni diverse dell’attivismo LGBTQIA+. Da un lato il Napoli Pride, che rivendica un percorso istituzionale e inclusivo (anche di posizioni politiche diverse), dall’altro Arrevutamm, che rivendica un’impostazione radicale, orizzontale e senza compromessi con sponsor o istituzioni ritenute complici di politiche discriminatorie.
Una frattura che non è solo napoletana: è lo specchio di un dibattito che attraversa tutto il movimento LGBTQIA+ italiano e internazionale tra chi crede in un Pride aperto a tutti e chi rivendica un’identità politica più stretta, anticapitalista e decoloniale.
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