Parete d’artista, a Fuorigrotta le carte di Carmine Luino

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Sei opere di carta intagliata raccontano Napoli sulle pareti di una braceria di Fuorigrotta. Si chiama «NApoliforme» la nuova tappa di Parete d’artista, la rassegna ideata da Donatella Bova: in mostra, fino al 30 novembre 2026, le illustrazioni di Carmine Luino.

Il posto è la MacelleGria, in via Formisano 10, a pochi passi dalla stazione della Linea 6. Qui le pareti non fanno da sfondo ai tavoli: diventano uno spazio espositivo a rotazione, che ogni volta cambia artista. Questo è il quinto appuntamento della rassegna, e arriva dopo quattro allestimenti ospitati in altri luoghi della città.

San Gennaro, cappuzzelle e la sirena Partenope

I soggetti sono tutti napoletani, ma nessuno è trattato da cartolina. In rassegna ci sono San Gennaro, le cappuzzelle, l’asso di bastoni, il gesto dello «sciò sciò» e la sirena Partenope. Ogni figura è ricavata da un taglio netto, senza contorni disegnati a matita.

Il risultato è un immaginario scaramantico che perde il tono folkloristico e diventa linguaggio grafico. Colori pieni, sovrapposizioni di piani, texture di carta: sei opere che stanno in piedi da sole, ognuna con la sua storia. «Dal mito ai simboli apotropaici si trasformano in forme essenziali», spiega l’autore.

La carta tagliata, non disegnata

Luino lavora con il papercut, la carta intagliata a mano. Il suo percorso artistico si chiama Papièlcut e parte da un’idea semplice: la memoria di un luogo si può raccontare anche togliendo, pezzo dopo pezzo. Nessun tratto corregge l’errore, il taglio è definitivo.

Il tema di fondo resta il Mediterraneo: comunità, territorio, identità. La mostra di Fuorigrotta lo affronta dal lato più domestico, quello dei simboli che i napoletani si tramandano in casa e che spesso nessuno sa più spiegare.

Chi è Carmine Luino

Carmine Luino è artista visivo, filmmaker, fotografo e progettista culturale. Da oltre vent’anni affianca alla produzione visiva un’attività educativa che lo ha portato a lavorare con università, festival, istituti penitenziari e realtà culturali del territorio. L’arte, nel suo caso, è anche uno strumento di inclusione.

È tra i fondatori di due progetti stabili: la casa editrice Caracò Editore e il teatro NEST di Napoli. Due sigle diverse, la stessa idea di fondo: produrre cultura restando dentro la città, non solo raccontandola.

Come visitare la mostra

La mostra è allestita dentro la MacelleGria, quindi si visita negli orari di apertura del locale. Non è un museo con biglietteria: si entra per mangiare, per un aperitivo o per dare un’occhiata alle pareti. Per orari e prenotazioni conviene contattare direttamente la braceria, in via Formisano 10.

Chi arriva da fuori Fuorigrotta può muoversi con la Linea 6 o con i bus che passano per via Leopardi. La zona è comoda anche in auto, ma il parcheggio nelle ore serali si esaurisce presto: meglio calcolare dieci minuti in più.

Il calendario delle mostre a Napoli

La rassegna rientra nel calendario delle mostre a Napoli in corso in queste settimane. Accanto alle grandi retrospettive ci sono spazi piccoli come questo, che cambiano allestimento ogni mese e non chiedono biglietto d’ingresso.

Per chi cerca altro, la sezione Arte raccoglie le segnalazioni di gallerie e progetti indipendenti. E per gli appuntamenti della giornata c’è l’aggiornamento su eventi a Napoli oggi.

Un altro modo per entrare nell’immaginario della mostra è leggere la storia delle anime del Purgatorio: le cappuzzelle che Luino intaglia hanno alle spalle una tradizione lunga secoli.

Domande frequenti

Dove si trova la mostra di Carmine Luino?

Alla MacelleGria, in via Formisano 10, nel quartiere Fuorigrotta a Napoli.

Fino a quando si può vedere?

L’allestimento resta sulle pareti fino al 30 novembre 2026. Dopo quella data la rassegna cambia artista.

Quanto costa il biglietto?

Il comunicato non indica un biglietto. La mostra è ospitata in un locale, quindi l’accesso segue le regole della braceria: conviene chiamare prima di andare.

Chi ha ideato Parete d’artista?

La rassegna è un’idea di Donatella Bova, che trasforma le pareti del suo locale in uno spazio espositivo a rotazione per artisti del territorio.

Consiglio pratico

Andateci all’ora dell’aperitivo, non a cena: le pareti si guardano meglio con la sala ancora mezza vuota e la luce che arriva dalle vetrate. Chiedete al personale quale opera appartiene alla serie delle cappuzzelle: è quella con più dettagli da scoprire avvicinandosi.


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