L’Oasi WWF del Lago di Conza: cosa fare e come arrivare

L'Oasi WWF del Lago di Conza: cosa fare e come arrivare
Immagine realizzata con IA
Le immagini di copertina possono essere realizzate o elaborate con strumenti di Intelligenza Artificiale. Questa scelta nasce anche dalla necessità di prevenire le continue contestazioni e richieste economiche improprie che riceviamo relative a fotografie utilizzate che sono sempre state acquistate con regolare licenza o autorizzate dagli organizzatori.
Contenuti dell'articolo

Nel cuore dell’Alta Irpinia, a pochi chilometri dal confine con la Basilicata, c’è un angolo di natura che pochi conoscono: l’Oasi WWF del Lago di Conza.

È la più grande zona umida della Campania, nata dallo sbarramento artificiale del fiume Ofanto, con quasi 800 ettari tra specchio d’acqua, bosco igrofilo, prati e steppe.

Il lago artificiale si formò a valle della diga voluta dall’Ente Irrigazione per garantire acqua all’agricoltura pugliese. Con il tempo l’area è stata colonizzata da una ricchissima comunità di uccelli.

Oggi è Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000, tra le aree umide più preziose del Mezzogiorno.

Oggi l’oasi è un punto di riferimento per il birdwatching del Sud Italia: fu premiata nel 2012 come migliore oasi WWF per questa attività. Sentieri pianeggianti, capanni di osservazione, un centro visite accessibile e un’oasi dedicata alle cicogne la rendono perfetta per famiglie e bambini.

In questa guida trovi cosa fare nell’Oasi WWF del Lago di Conza, come arrivare, orari, prezzi e le idee migliori per abbinare la visita ai borghi dell’Alta Irpinia.

Oasi del Lago di Conza: i numeri in breve

  • Dove: Contrada Pescara, Conza della Campania (Avellino)
  • Superficie: circa 800 ettari, la più vasta zona umida della Campania
  • Cosa ospita: oltre 140 specie di uccelli, una delle garzaie più grandi del Sud Italia
  • Sentieri: tre percorsi pianeggianti, percorribili anche con passeggino e carrozzina
  • Ingresso: contributo di 5 euro, gratuito per soci WWF, under 5 e disabili
Mappa dell Oasi WWF del Lago di Conza e dell Alta Irpinia con i luoghi da visitare

Come arrivare all’Oasi WWF del Lago di Conza

L’oasi si trova in Contrada Pescara, a Conza della Campania, provincia di Avellino. Le coordinate GPS sono 40°52’39″N, 15°18’5″E: inseriscile nel navigatore per evitare sorprese, perché la segnaletica sul posto non è sempre chiara.

Da Napoli e Avellino: percorri l’autostrada A16 Napoli-Canosa, esci a Avellino est e gira a sinistra imboccando la statale Ofantina. Segui le indicazioni per Lioni e poi per Conza della Campania: circa 5 chilometri prima del centro abitato costeggi il lago sulla sinistra.

Superati i capannoni industriali di colore blu, in prossimità del secondo cavalcavia trovi la freccia che indica l’ingresso dell’oasi.

Da Salerno e Potenza: esci dall’autostrada A3 a Contursi Terme, imbocca il raccordo Fondo Valle Sele e usa l’uscita Teora, poi segui le indicazioni per Conza della Campania. Anche in questo caso il lago compare sulla sinistra circa 5 chilometri prima del paese.

Non esiste un grande parcheggio dedicato: nelle giornate di apertura al pubblico si lascia l’auto nello spazio antistante l’ingresso, che di solito è sufficiente visto il flusso contenuto di visitatori.

Orari, biglietti e contatti utili

L’oasi è aperta al pubblico la domenica e nei giorni festivi, indicativamente dalle 9:30 alle 17:00. Gruppi e scolaresche possono visitarla tutti i giorni su prenotazione, con un minimo di 10 persone.

Attenzione alla stagione: dalla fine di novembre fino alla primavera la visita è consentita solo con guida per gruppi di almeno 10 persone, con prenotazione obbligatoria. In caso di maltempo l’oasi resta chiusa.

L’accesso avviene solo attraverso il Centro Visite, versando un piccolo contributo usato per la manutenzione e i progetti dell’area protetta.

  • Contributo intero: 5 euro
  • Con visita guidata: 7 euro, per gruppi di almeno 10 persone
  • Ridotto: 4 euro per gruppi organizzati e scolaresche
  • Gratuito: residenti a Conza della Campania, bambini fino a 5 anni, soci WWF, persone con disabilità

Per prenotare o chiedere informazioni: telefono 0827 39479, cellulare 334 736 85 86, email lagoconza@wwf.it. Ti consigliamo di verificare orari e aperture aggiornati sul sito ufficiale prima di partire.

Cosa fare all’Oasi del Lago di Conza

La visita si costruisce attorno a tre sentieri principali e a una serie di punti di interesse collegati da percorsi pianeggianti. Ecco le esperienze da non perdere, con pro e contro.

1. Birdwatching alla garzaia e sul lago

Il lago di Conza è un crocevia delle migrazioni tra Tirreno e Adriatico. Sono oltre 140 le specie censite: aironi, garzette, cormorani, folaghe e anatre stanziali, ma anche ospiti rari come il falco pescatore, la spatola, il tarabuso e il biancone.

Nel bosco igrofilo si trova una delle garzaie più grandi dell’Italia meridionale, dove nidificano nitticore e garzette. In primavera e autunno il cielo si anima con il passaggio di gru, cicogne e rapaci in migrazione.

Pro: area premiata nel 2012 come migliore oasi WWF per il birdwatching; capanni e punti di osservazione; specie visibili tutto l’anno.

Contro: serve un binocolo e tanta pazienza; i momenti migliori sono all’alba e al tramonto; con l’erba alta gli uccelli di terra sono meno visibili.

Dicono i visitatori: su TripAdvisor l’oasi raccoglie recensioni positive per la pace e i paesaggi, con commenti entusiasti sul Belvedere, descritto come “sublime” per la vista sul lago e sui borghi. Qualcuno consiglia di non aspettarsi volumi da riserva africana: la natura qui va cercata con calma.

2. Il Sentiero Natura fino al Belvedere

È il percorso d’accesso ideale: un anello che parte dal Centro Visite e gira attorno al prato naturale, uno degli ambienti più rari della campagna italiana. In pochi minuti si arriva al Belvedere sul lago, da cui si abbracciano tre quarti dell’oasi.

Dalla terrazza naturale si vedono gli antichi borghi di Conza e Cairano, arroccati sulle alture, e lo specchio d’acqua che cambia colore con le ore. Lungo il percorso si incontra lo stagno didattico, popolato da tife, giunchi e raganelle.

Pro: percorso facile e pianeggiante, percorribile tutto l’anno; adatto a passeggini e carrozzine; il Belvedere è il punto fotografico più bello dell’oasi.

Contro: in estate il prato è esposto al sole, porta cappello e acqua; mezz’ora basta per il solo anello, poi conviene proseguire sugli altri sentieri.

Dicono i visitatori: “sentieri immersi nella natura con scorci meravigliosi sul lago” è la sintesi di molte recensioni; il Belvedere viene indicato come la tappa da non perdere anche da chi si ferma poche ore.

3. Il Sentiero della Cicogna bianca

Un breve anello conduce all’area faunistica delle cicogne bianche, dove gli esemplari ospitati si osservano da un riparo in legno senza disturbarli. La cicogna è un simbolo dell’Irpinia: il vicino paese di Lacedonia deve a questi uccelli persino il nome.

Poco distante c’è il Giardino delle Testuggini, che ospita esemplari di quattro specie diverse affidate all’oasi dal Corpo Forestale dello Stato. Nel 2023 è stato inaugurato un nuovo tratto attrezzato del sentiero, realizzato con un’azienda locale.

Pro: percorso brevissimo e pianeggiante, perfetto con i bambini; osservatorio chiuso che avvicina i volatili; tappa ideale per spiegare ai più piccoli la vita dell’oasi.

Contro: le cicogne sono animali semiliberi, non sempre in vista; con l’erba alta del prato si mimetizzano, portati un binocolo per i più piccoli.

Dicono i visitatori: chi è venuto con i bambini segnala l’area delle cicogne e il giardino delle testuggini come le attrazioni preferite; alcune recensioni notano che l’erba incolta rende gli animali meno visibili, ma la passeggiata resta piacevole.

4. Il sentiero lungo il lago fino alla diga

È il percorso più lungo: quasi 4 chilometri lungo la sponda tra il Centro Visite e la diga, su vecchie strade di campagna che univano le case coloniche. Si cammina con il blu del lago da un lato e i pascoli verdi dall’altro.

Il tracciato arriva ai piedi dell’antico abitato di Conza, distrutto dal terremoto del 1980, toccando i ruderi delle case coloniche e i resti dell’insediamento provvisorio del dopo sisma. Nei prati si incontrano allodole, cappellacce e cardellini.

Pro: l’itinerario più selvaggio e panoramico; poco frequentato; in passato l’oasi ha proposto escursioni con mountain bike a pedalata assistita della Flotta dell’Ofanto.

Contro: in alcuni periodi l’acqua sommerge tratti del sentiero, verifica la percorribilità con la direzione; è faticoso se percorso tutto, calcola almeno un’ora e mezza solo andata e ritorno.

Dicono i visitatori: gli escursionisti lo descrivono come il tratto più suggestivo, tra natura e memoria del terremoto; il consiglio ricorrente è di informarsi prima sulle condizioni del fondo.

5. La visita guidata con gli operatori WWF

Gli operatori dell’oasi sono esperti di interpretazione ambientale: la visita guidata dura circa un’ora e mezza e tocca il Belvedere, lo stagno didattico, il giardino aromatico, il giardino delle testuggini, l’area delle cicogne e l’antico frutteto.

Il servizio si attiva su prenotazione per gruppi di almeno 10 persone al costo di 7 euro a testa. Per le scolaresche e i gruppi organizzati la guida è sempre inclusa. Chi preferisce camminare da solo può usare il servizio Oasi parlante, che diffonde informazioni lungo i percorsi.

Pro: svela aspetti invisibili a occhio inesperto, dalle tracce della lontra ai richiami degli uccelli; utile per capire la storia del lago e del territorio.

Contro: richiede un gruppo minimo di 10 persone; in bassa stagione la visita guidata diventa l’unica modalità di accesso.

Dicono i visitatori: le guide vengono lodate come “bravissime, coinvolgenti e preparatissime” nelle recensioni TripAdvisor, un valore aggiunto spesso citato come il ricordo migliore della giornata.

6. Centro Visite, laboratori ed eventi

Il Centro Visite è il cuore logistico dell’oasi: accoglienza, toilette e sala videoproiezioni, tutti senza barriere architettoniche. Da qui partono i sentieri e qui si ritira il materiale informativo.

Il Centro di Educazione Ambientale è riconosciuto dalla Regione Campania e dal WWF Italia ed è inserito nella rete nazionale INFEA. Propone laboratori per scuole e famiglie su biodiversità, acqua e clima, oltre a eventi aperti al pubblico.

Nel corso dell’anno si susseguono appuntamenti come La domenica dell’Oasi di giugno, il mese delle farfalle, le serate di osservazione astronomica e le gite sul treno storico della linea Avellino-Rocchetta.

Pro: area picnic e prato naturale per il relax; attività didattiche curate; calendario eventi ricco tra giugno e settembre.

Contro: molte attività sono concentrate nei mesi caldi e nelle domeniche; per i laboratori serve la prenotazione anticipata.

Dicono i visitatori: le famiglie apprezzano la possibilità di passare una giornata tranquilla tra prato, animali e laboratori, come raccontano le recensioni di chi è tornato più volte anche solo per un picnic.

Dove mangiare e dormire nei dintorni

Nei paesi intorno al lago si mangia la cucina irpina autentica. Ecco le strutture segnalate dall’oasi stessa sul suo sito ufficiale: chiama sempre prima per verificare aperture e stagionalità.

Trattoria Zia Michelina, in via Belvedere a Conza: si trova sulla collina dell’antico centro storico, con terrazzo panoramico affacciato sul lago. Cucina casalinga e ospitalità del Sud, telefono 348 010 1046.

Brasserie Osteria Nova Compsa, in piazza Sandro Pertini a Conza: pizzeria artigianale e cucina tipica a pochi minuti dall’oasi. Telefono 0827 39523.

Ristorante Oh per Bacco, in contrada Seta a Conza: vicino all’oasi, la specialità sono i piatti di pesce. Telefono 348 316 6190.

Agriturismo Caperroni, sulla statale Ofantina a Pescopagano, al confine lucano: azienda agricola che produce e trasforma in casa oltre il 95% delle materie prime. Telefono 388 811 0870.

Per il pernottamento, le soluzioni più vicine sono il B&B Nova Compsa a Conza, il B&B Il sogno di Ade e Dora in contrada Pietra del Gaveto e il Resort Il Cigno Blu a Morra De Sanctis, immerso nel verde dell’Alta Irpinia.

Chi preferisce un ventaglio più ampio può contare anche sulla nostra guida agli agriturismi dell’Irpinia e su quella dedicata a dove mangiare in Irpinia.

Cosa vedere nei dintorni del lago

La visita all’oasi si abbina bene a un giro dei borghi e dei luoghi simbolo dell’Alta Irpinia, tutti a pochi minuti di auto.

Conza Vecchia e l’area archeologica di Compsa: il vecchio abitato, epicentro del terremoto del 23 novembre 1980, è oggi un parco a cielo aperto. Tra i ruderi emergono le rovine della città romana di Compsa e il paese nuovo è stato ricostruito più a valle, vicino al lago.

Cairano: il borgo medievale che si vede dal Belvedere dell’oasi, con il suo castello e le viuzze in pietra. È tra i centri più autentici dell’Alta Irpinia.

Calitri: uno dei borghi più caratteristici della valle dell’Ofanto, arroccato su una collina. Da vedere il Museo della ceramica, ospitato negli ambienti restaurati del Borgo Castello.

Mefite d’Ansanto e Rocca San Felice: la valle citata da Virgilio nell’Eneide, con le esalazioni solforiche e i pascoli che danno origine al raro pecorino di Carmasciano. Poco distante si trova il borgo medievale di Rocca San Felice.

Per organizzare un itinerario più ampio nella provincia, leggi la nostra guida ai borghi più belli dell’Irpinia.

Domande frequenti sull’Oasi del Lago di Conza

Quanto costa l’ingresso all’Oasi WWF del Lago di Conza?

Il contributo intero è di 5 euro, 7 euro con visita guidata per gruppi di almeno 10 persone e 4 euro per gruppi organizzati e scolaresche. Entrano gratis i residenti di Conza della Campania, i bambini fino a 5 anni, i soci WWF e le persone con disabilità.

Quando è aperta l’oasi?

Domenica e giorni festivi dalle 9:30 alle 17:00 circa. Gruppi e scolaresche possono entrare tutti i giorni su prenotazione. Dalla fine di novembre e in bassa stagione la visita è possibile solo con guida per gruppi di almeno 10 persone, e con il maltempo l’oasi chiude.

Quanto tempo serve per visitarla?

Mezza giornata è il tempo giusto: i tre sentieri si percorrono in due o tre ore, la visita guidata dura circa un’ora e mezza. Chi vuole fermarsi per un picnic sul prato può tranquillamente occupare l’intera giornata.

È adatta ai bambini e alle persone con disabilità?

Sì: i sentieri sono pianeggianti, senza ostacoli e percorribili con passeggino e carrozzina. Il Centro Visite è privo di barriere architettoniche, e l’area delle cicogne, il giardino delle testuggini e lo stagno didattico piacciono molto ai più piccoli.

Cosa portare per la visita?

Binocolo, scarpe comode, acqua e, d’estate, cappello e protezione solare. In autunno e primavera un k-way torna utile, e se vuoi osservare la migrazione delle gru, i mesi migliori sono ottobre e novembre.

Vuoi completare il viaggio con i sapori della zona? Scopri dove assaggiare la vera mozzarella di bufala campana dopo la passeggiata nell’oasi.


Scopri di più da Napolike.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Seguici su Telegram
Parliamo di: