Maremoto, Napoli ha il piano di emergenza con le sirene

Maremoto, Napoli ha il piano di emergenza con le sirene
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Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato all’unanimità il Piano comunale di emergenza di Protezione civile per la difesa della costa. Il provvedimento ha ottenuto 26 voti favorevoli nella seduta di lunedì 26 ottobre 2026 e definisce come organizzare gli interventi in caso di emergenza lungo il litorale, compreso lo scenario di un maremoto generato da un terremoto nel Mediterraneo.

Un piano che arriva da lontano

Il percorso era già passato dalla Giunta a maggio, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e alla Protezione civile Edoardo Cosenza. Il documento aggiorna la pianificazione comunale rispetto ai rischi della fascia costiera e traduce in procedure gli scenari più critici.

Nelle situazioni peggiori il piano prevede l’evacuazione delle aree costiere, la chiusura delle stazioni della metropolitana che ricadono nella zona a rischio e l’interdizione dei sottopassi costieri. Sono misure pensate per togliere persone dai punti bassi e dalle vie di comunicazione più esposte.

Le sirene e la copertura acustica

Tra gli strumenti previsti ci sono le sirene di allarme. Il piano ipotizza una distanza di 600-1.000 metri tra i dispositivi, così da sovrapporre la copertura acustica e ridurre le zone in cui il segnale potrebbe non essere avvertito.

Il documento individua anche i percorsi di allontanamento, le aree di sicurezza e i posti di blocco della polizia locale nei nodi della viabilità. È la parte più operativa, quella che nella pratica decide se un’allerta si traduce in un movimento ordinato o in un ingorgo.

Quante persone vivono nell’area esposta

Nelle aree considerate dallo scenario di massima invasione dell’onda risultano circa 68mila residenti e 30mila famiglie. La valutazione delle presenze deve però tenere conto anche di turisti, lavoratori e frequentatori del litorale, con variazioni legate alla stagione e all’orario della giornata.

I quartieri indicati sono San Giovanni a Teduccio, Mercato, Pendino, Porto, San Ferdinando, Chiaia, Posillipo e Bagnoli. Il riferimento riguarda le rispettive aree esposte, non la totalità dei quartieri, ed è una distinzione che conta per non allargare l’allarme più del necessario.

Come funziona il sistema di allertamento SiAM

Il sistema nazionale su cui si basa l’allertamento è il SiAM, dedicato ai maremoti generati da terremoti nel Mediterraneo. Il Centro allerta tsunami dell’INGV valuta la possibilità che un sisma produca un maremoto e stima i tempi di arrivo delle onde.

L’ISPRA fornisce i dati mareografici utili a verificare l’effettiva presenza del fenomeno. Alla Protezione civile spetta la diffusione dei messaggi che attivano le strutture chiamate a gestire l’emergenza.

Sui cellulari resta una precisazione importante: IT-alert, per il rischio maremoto, è ancora in fase di sperimentazione. La direttiva del 12 febbraio 2026 ha prorogato questa fase fino al 31 dicembre. L’operatività del sistema che avvisa le istituzioni va quindi distinta da quella dei messaggi destinati ai telefoni della popolazione.

Il dibattito in Consiglio

Nel dibattito è intervenuta Iris Savastano, di Forza Italia, chiedendo approfondimenti sull’attuabilità del piano, sulla percorribilità delle vie di fuga e sulle modalità di informazione ai cittadini. Gennaro Esposito, del gruppo Misto, ha sollecitato chiarimenti sulla copertura finanziaria.

Cosenza ha spiegato che il provvedimento completa il percorso di pianificazione della Protezione civile sviluppato dall’amministrazione negli ultimi anni. Sono state approvate anche due mozioni di Forza Italia sulla sicurezza e sull’accessibilità delle spiagge libere, sulla segnaletica, sulle vie di fuga e sulle esercitazioni.

Domande frequenti sul piano maremoto

Quando è stato approvato il piano

Lunedì 26 ottobre 2026, dal Consiglio comunale di Napoli con 26 voti favorevoli e voto unanime.

Cosa prevede in caso di maremoto

Evacuazione delle aree costiere, chiusura delle stazioni metro nella zona a rischio, interdizione dei sottopassi litoranei, percorsi di fuga, aree di sicurezza e posti di blocco della polizia locale.

Come funzionano le sirene

Sono previste a una distanza di 600-1.000 metri l’una dall’altra, per sovrapporre la copertura acustica e limitare le zone in cui il suono non arriva.

Quante persone coinvolte nello scenario peggiore

Circa 68mila residenti e 30mila famiglie, senza contare turisti e lavoratori presenti nell’area costiera.

IT-alert avvisa i telefoni in caso di maremoto

Non ancora: per il rischio maremoto il sistema è in sperimentazione, prorogata fino al 31 dicembre 2026 dalla direttiva del 12 febbraio 2026.


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