Napoli nelle storie e nelle parole: Nicola Tufano, Eugenio Alaio e Lele G al Campania Libri Festival
Immagine realizzata con IA
Napoli non è soltanto un luogo: è una lingua, un ritmo, una memoria collettiva, un modo di stare dentro le storie. Nei libri può diventare sfondo, origine, appartenenza o punto di partenza per raccontare qualcosa che va oltre i confini della città.
Da questo legame nasce il percorso dedicato a Nicola Tufano, Eugenio Alaio e Lele G, tre voci unite dal rapporto con Napoli e con il territorio, capaci di tradurlo in forme narrative differenti.
Nel programma con cui SBS Edizioni parteciperà al Campania Libri Festival 2026 il loro percorso ha un valore particolare: portare a Palazzo Reale, dall’1° al 4 ottobre, storie in cui la città non è semplice ambientazione ma presenza viva.
Nicola Tufano, la memoria come traccia da salvare
Con Caro dimenticatoio, Nicola Tufano costruisce un dialogo con la memoria e con tutto ciò che il tempo tende a cancellare.
Il titolo contiene una contraddizione affettuosa e dolorosa: il dimenticatoio è il luogo in cui finiscono persone, parole, immagini e momenti che sembravano destinati a restare e rivolgersi direttamente a quel luogo significa sottrargli qualcosa, riportare alla luce ciò che rischiava di scomparire.
La scrittura diventa così un gesto di resistenza alla perdita. Ricordare non significa solo ricostruire il passato, ma interrogarsi su ciò che quel passato continua a lasciare nel presente: nei luoghi, nei rapporti, nelle parole, nell’identità.
Per Tufano il festival avrà un significato ulteriore. Caro dimenticatoio sarà presentato il 1° ottobre alle ore 20:00 a Palazzo Reale, in un incontro dedicato alla memoria e alle tracce che il tempo lascia dentro di noi.
Non sarà soltanto una presenza allo stand, ma uno degli appuntamenti in sala della partecipazione SBS al festival.
Eugenio Alaio, scrivere tra le righe della memoria
La memoria torna anche nel lavoro di Eugenio Alaio, ma già dal titolo del suo libro, Tra le righe della memoria, assume una forma diversa.
Ciò che conta non è soltanto ciò che viene ricordato apertamente, ma anche ciò che resta negli spazi intermedi: silenzi, dettagli, immagini che tornano senza preavviso.
La memoria personale incontra quella dei luoghi e delle relazioni. Napoli, in questa prospettiva, può essere letta attraverso ciò che lascia: atmosfere, persone, episodi, voci e frammenti capaci di sopravvivere al tempo e di riaffiorare nella scrittura.
Alaio presenterà Tra le righe della memoria il 1° ottobre alle ore 18:30 allo stand SBS Edizioni. Un appuntamento che precederà di poco quello di Tufano e che contribuirà a costruire, nella stessa giornata, un ideale percorso attraverso ricordo, territorio e identità.
Lele G, una terza voce nel racconto di Napoli
Accanto a Tufano e Alaio, il percorso comprende anche Lele G, inserito proprio per il legame con Napoli. La sua posizione nel programma resta però differente: la partecipazione effettiva al festival e l’eventuale presentazione non sono ancora confermate.
È quindi corretto mantenere aperta questa parte del programma, senza trasformare un’ipotesi in un appuntamento ufficiale. La sua presenza nel percorso editoriale resta comunque significativa, perché completa una lettura della città costruita attraverso sensibilità differenti:
Napoli può essere ricordata, raccontata, attraversata e reinterpretata.
Napoli come memoria, appartenenza e racconto
Il filo che lega i tre autori non nasce dalla somiglianza dei percorsi, ma dal modo in cui il territorio entra nella scrittura.
Per Tufano la memoria diventa qualcosa da difendere dall’oblio, per Alaio emerge negli spazi più sottili del ricordo, con Lele G il quadro si amplia attraverso un’altra voce legata alla città.
Tre prospettive che raccontano anche tre modi di appartenere a Napoli. Il Campania Libri Festival 2026, dall’1° al 4 ottobre a Palazzo Reale, offrirà un contesto naturale a queste storie.
Parlare di libri a Napoli significa confrontarsi con una città che ha fatto del racconto, orale e scritto, una parte profonda della propria identità.
E quando memoria, territorio e parole si incontrano, Napoli smette di essere soltanto il luogo in cui una storia accade. Diventa essa stessa parte della storia.
Contenuto sponsorizzato: articolo realizzato in collaborazione con SBS Edizioni.
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