È morto Tinto Brass, come è morto il famoso regista
Immagine realizzata con IA
Il regista Tinto Brass è morto mercoledì 4 novembre a Roma, all’età di 93 anni. Lo hanno annunciato la moglie e i figli all’ANSA. Il suo vero nome era Giovanni Brass, ed è stato il principale interprete del cinema erotico italiano tra gli anni Settanta e Novanta.
Da Giovanni Brass agli esordi con Rossellini
Nato a Milano nel 1933, Brass si trasferisce presto a Roma e comincia a lavorare nel cinema negli anni Sessanta. Prima affianca registi come Roberto Rossellini e Luigi Comencini, poi passa alla regia con film che mescolano sperimentazione visiva e racconto politico.
Il suo sguardo si forma in quel crocevia di autori e generi che è la Roma cinematografica del dopoguerra. Da lì arriva una regia attenta al corpo, al colore e alla composizione dell’inquadratura, più di quanto la fama successiva lasciasse immaginare.
Salon Kitty e Caligola, la svolta erotica
Con Salon Kitty, del 1976, Brass comincia a esplorare in modo esplicito il tema del sesso. Tre anni dopo arriva Caligola, produzione monumentale e controversa, che diventa un caso internazionale anche per i conflitti con la produzione.
Sono gli anni in cui il regista costruisce la sua cifra riconoscibile: ambientazioni sontuose, macchina da presa vicina ai corpi, un erotismo che rivendica leggerezza e ironia invece della cupezza. Un impianto che piace al pubblico e divide la critica.
La chiave e il successo del 1983
Il film che lo fa conoscere al grande pubblico è La chiave, uscito nel 1983 con Stefania Sandrelli. Il racconto, ambientato nella Ferrara degli anni Trenta, ottiene un successo notevole di pubblico e una attenzione critica superiore alle opere precedenti.
Da quel momento Brass diventa un autore di culto, capace di riempire le sale con un cinema dichiaratamente commerciale, ma riconoscibile nello stile. La fotografia calda, le scene d’interni curate e il tono ironico restano i suoi marchi.
Miranda, Capriccio e Moravia
Negli anni Ottanta e Novanta arrivano Miranda, Capriccio e L’uomo che guarda, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia. Sono titoli che consolidano il rapporto tra il regista e la letteratura, e che alimentano il dibattito sul confine tra erotismo e pornografia.
Brass ha sempre rivendicato la propria idea di cinema come gioco e come sguardo, rifiutando le etichette più rigide. Viveva da decenni nel borgo di Isola Farnese, a nordovest di Roma, dove si era costruito un piccolo studio.
Un autore che ha diviso
La sua filmografia è stata per anni al centro di polemiche, tra chi lo considerava un provocatore commerciale e chi ne apprezzava la libertà formale. Resta il fatto che pochi registi italiani hanno saputo costruire un immaginario così riconoscibile, capace di attraversare decenni e generazioni di spettatori.
La notizia della morte arriva a pochi giorni dall’uscita di nuove iniziative dedicate al cinema italiano, segno di quanto la sua figura continui a pesare nel dibattito culturale.
Domande frequenti su Tinto Brass
Quanti anni aveva Tinto Brass?
93 anni. È morto a Roma mercoledì 4 novembre 2026.
Come si chiamava davvero?
Giovanni Brass. Tinto era il soprannome con cui era conosciuto fin dagli esordi.
Quali sono i suoi film più noti?
La chiave del 1983 con Stefania Sandrelli, Salon Kitty, Caligola, Miranda, Capriccio e L’uomo che guarda tratto da Moravia.
Dove viveva?
Nel borgo di Isola Farnese, a nordovest di Roma, dove aveva anche uno studio.
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