Morto per monossido di carbonio in una malga dell’Alpe Devero: è un designer milanese, 5 intossicati
Immagine realizzata con IA
Un uomo è morto e altre cinque persone sono rimaste intossicate dal monossido di carbonio in una baita di montagna. La vittima è Pietro Forni, designer milanese che prestava servizio come volontario nella malga dove è avvenuta la tragedia, sull’Alpe Devero, in Val d’Ossola. A darne notizia è stata l’Ansa nella mattinata di domenica 30 agosto.
La dinamica
Secondo quanto riportato dall’Ansa e da Repubblica, il decesso è avvenuto in una malga dell’Alpe Devero, nel Verbano-Cusio-Ossola, dove Pietro Forni lavorava come volontario. Nell’incidente sono rimaste intossicate altre cinque persone, soccorse e trasportate in ospedale per accertamenti. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e il soccorso alpino. Le indagini dovranno chiarire la dinamica esatta dell’accumulo di monossido di carbonio all’interno del locale.
Chi era Pietro Forni
La vittima era un designer milanese, conosciuto nell’ambiente creativo del capoluogo lombardo. Da tempo dedicava parte del suo tempo al volontariato in montagna, proprio nella malga di Devero dove ha perso la vita. La notizia ha suscitato commozione tra colleghi e conoscenti, che sui social ne hanno ricordato la generosità e la passione per l’alta quota.
Monossido di carbonio, il killer silenzioso
Il monossido di carbonio è un gas inodore, incolore e insapore, prodotto dalla combustione incompleta di legna, carbone, gas o altri combustibili. In ambienti chiusi e poco ventilati, come baite, roulotte, garage o stanze con stufe o bracieri accesi, la concentrazione può salire rapidamente fino a diventare letale. I sintomi dell’intossicazione sono subdoli: mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, confusione, fino alla perdita di coscienza.
Cosa fare in caso di sospetta intossicazione
In caso di sospetto avvelenamento da monossido, gli esperti raccomandano di: aprire subito porte e finestre per aerare l’ambiente, spegnere qualsiasi fonte di combustione, uscire all’aria aperta e chiamare immediatamente il 112. Chi è esposto va portato all’esterno e tenuto sotto osservazione, perché i sintomi possono peggiorare anche dopo l’allontanamento dalla fonte. La terapia, come ricordato anche dal Corriere della Sera in un approfondimento dedicato, prevede l’ossigenoterapia e, nei casi gravi, il trattamento in camera iperbarica.
Come prevenire il rischio
Per evitare tragedie simili è fondamentale: non usare mai bracieri, stufe a carbone o gruppi elettrogeni in ambienti chiusi, far controllare regolarmente caldaie e caminetti, garantire sempre un ricambio d’aria e installare un rilevatore di monossido di carbonio in casa e nei locali di montagna. Un piccolo dispositivo, dal costo contenuto, può fare la differenza tra la vita e la morte.
Domande frequenti
Dove è avvenuta la tragedia? In una malga dell’Alpe Devero, in Val d’Ossola, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
Chi è la vittima? Pietro Forni, designer milanese che faceva volontariato nella malga.
Quante persone sono rimaste intossicate? Altre cinque, soccorse e portate in ospedale.
Quali sono i sintomi dell’intossicazione da monossido? Mal di testa, nausea, vertigini, debolezza e confusione, fino alla perdita di coscienza.
Cosa fare in caso di intossicazione? Aerare i locali, spegnere le fonti di combustione, uscire all’aperto e chiamare il 112.
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