Medea al teatro Mercadante di Napoli [Recensione]

Pubblicato 
venerdì, 19/02/2016
Di
Alessandra Guida
Scatto di Medea al Teatro Stabile di Napoli

Gabriele Lavia porta al Mercadante la sua versione della famosa tragedia “Medea”, rivisitata in chiave moderna ed attuale.

Una rappresentazione essenziale in cui tutto, dalla scenografia ai costumi, spartani nei colori e nelle forme, divengono cornice perfetta per esaltare lo spettacolo. È Federica Di Martino ad interpretare una Medea feroce e ferale, ferita a tal punto da arrivare sull’orlo della pazzia.

Ma la sua è una follia lucida ed implacabile e da vittima si trasforma presto in carnefice. Colpevole della disperazione della donna è il fedifrago Giasone (interpretato da Daniele Pecci) che nel suo profondo egoismo risulta cieco all’evolversi della situazione che gli si paleserà infine in tutta la sua drammaticità.

Il risultato è un’opera intrisa in un costante crescendo di tensione, che scandisce la discesa nella follia di Medea. Il pubblico si trova completamente assorbito dalla vicenda e, al pari del coro e della balia, impotente di fronte al degenerarsi della situazione.

Questa tragedia antica, rivestita in questa nuova chiave moderna, porta in scena tematiche attualissime come la paura dello straniero ed il ruolo della donna nella società.

Quella in gioco sul palco è quasi un’inversione dei ruoli principali poiché l’eroe Giasone, risulta alla fine sminuito a causa della sua meschinità ed arroganza mentre Medea, dacché debole e disperata, si rivelerà in realtà personaggio forte nella sua follia, arrivando con il suo dolore e la sua voglia di vendetta ad un atto contro natura.

Anche se con un gesto terribile, la protagonista riesce, alla fine, a diventare padrona del suo folle destino e far sì che questo non sia più deciso dagli uomini al cui volere si è assoggettata per tutta la vita.

Uno spettacolo che lascia l’amaro in bocca ma con molti spunti di riflessione. Perché la storia, nella sua attualità, non può che far pensare ai grandi passi, anche se spesso ancora troppo piccoli, che ha fatto l’umanità su certe tematiche.

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