Maturità 2026, tutte le novità della riforma Valditara: orale obbligatorio, voto in condotta e commissari

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La riforma che cambia l’esame

La Maturità 2026 sarà ricordata come l’anno della svolta. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha messo mano al regolamento con un pacchetto di novità che ridisegna completamente l’esame di Stato. Niente più scena muta all’orale, voto in condotta che fa la differenza e commissione mista: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Addio scena muta: l’orale diventa obbligatorio

La novità più discussa è l’obbligo di rispondere al colloquio orale. Fino allo scorso anno esisteva la possibilità, per i candidati più timidi o impreparati, di “bloccarsi” e chiudere l’esame con un semplice silenzio, ottenendo comunque la sufficienza sulle altre prove. Con la riforma Valditara questa possibilità viene cancellata: l’orale è parte integrante e obbligatoria del percorso valutativo.

Il colloquio dura circa 40-50 minuti e parte dalla discussione di un documento scelto dalla commissione (un’immagine, un testo, un grafico). Da lì si sviluppa un dialogo interdisciplinare che tocca tutte le materie dell’ultimo anno. Non rispondere o rifiutarsi di sostenere il colloquio significa non completare l’esame.

Voto in condotta: la nuova scala che decide l’ammissione

Il voto di condotta torna protagonista assoluto. La riforma introduce una scala rigida:

  • 5 in condottanon ammesso all’esame. Fine dei giochi, lo studente ripete l’anno.
  • 6 in condotta → ammesso con elaborato extra obbligatorio. Il candidato deve preparare un approfondimento su un tema assegnato dal consiglio di classe, da discutere durante il colloquio. Praticamente una prova aggiuntiva rispetto agli altri studenti.
  • 7 o più → percorso normale, nessuna penalità.

La misura è pensata per responsabilizzare gli studenti e restituire peso al comportamento durante l’anno scolastico. Le scuole hanno già aggiornato i loro regolamenti disciplinari per allinearsi alla nuova normativa.

Commissione mista: chi esamina i maturandi

La composizione della commissione torna alla formula mista, abbandonata negli anni del Covid e mai più ripresa fino ad ora. Ogni commissione è composta da:

  • 1 presidente esterno (un dirigente scolastico o un docente di ruolo non appartenente alla scuola)
  • 2 commissari esterni (docenti di altre scuole, sorteggiati a livello regionale)
  • 2 commissari interni (docenti della stessa classe del candidato)

Il mix garantisce equilibrio tra conoscenza diretta dello studente e imparzialità. I commissari interni portano la valutazione del percorso triennale, quelli esterni assicurano standard omogenei su tutto il territorio nazionale.

Curriculum dello Studente: il documento che pesa

Un’altra novità strutturale è il Curriculum dello Studente, che diventa parte integrante del colloquio orale. Non è un semplice documento informativo: la commissione lo usa come base di partenza per il colloquio, chiedendo al candidato di raccontare e approfondire le esperienze più significative del suo percorso.

Il curriculum include: il percorso scolastico (materie, voti, crediti), le competenze digitali e linguistiche certificate, le attività extrascolastiche (volontariato, sport, musica), le esperienze di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e le eventuali certificazioni ottenute. La commissione può fare domande su qualsiasi voce inserita, quindi meglio non gonfiarlo con attività inesistenti.

Il nome torna “Maturità”

Piccola, ma significativa, novità lessicale: il governo ha deciso di ripristinare ufficialmente il nome “Maturità” al posto del burocratico “Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”. Un ritorno alle origini che ha un valore simbolico non indifferente: l’esame torna a chiamarsi come lo chiamano da sempre studenti e famiglie.

Le date della Maturità 2026

Per chi si sta preparando, il calendario è già fissato: prima prova il 18 giugno (italiano, 7 tracce tra analisi del testo, argomentativo e attualità), seconda prova il 19 giugno (materia d’indirizzo), orali dal 23 giugno. Le commissioni sono già al lavoro per la correzione delle prove scritte e la preparazione dei colloqui.

La riforma Valditara promette di restituire serietà e rigore all’esame più temuto dagli studenti italiani. Se manterrà le promesse, lo scopriremo tra qualche giorno, quando i primi maturandi siederanno davanti alla commissione mista con il loro Curriculum dello Studente in mano e l’obbligo di parlare.

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