Massimo Troisi: il genio timido di San Giorgio a Cremano

Massimo Troisi: il genio timido di San Giorgio a Cremano
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Massimo Troisi è stato molto più di un attore comico: è stato un poeta malinconico che ha saputo far ridere e commuovere intere generazioni. Nato a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953, Troisi ha portato sul grande schermo una napoletanità universale, fatta di gesti sospesi, sguardi timidi e una comicità che nasceva dal pudore e dalla fragilità.

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In questo articolo ripercorriamo la sua vita, la sua carriera e il motivo per cui, a più di 30 anni dalla sua scomparsa, resta uno degli artisti italiani più amati nel mondo.

Gli inizi a San Giorgio a Cremano

Massimo Troisi cresce in una famiglia modesta nel comune alle porte di Napoli. È il quarto di cinque fratelli e fin da bambino mostra una timidezza quasi paralizzante, che però diventa presto la sua arma segreta: invece di combatterla, la trasforma in comicità.

Insieme all’amico Lello Arena e a Enzo De Caro, fonda il trio La Smorfia, che debutta al Teatro San Ferdinando di Napoli e ottiene un successo travolgente. Il loro cabaret poetico e surreale conquista il pubblico e li porta in televisione, dove diventano ospiti fissi di Luna Park e del Rischiatutto.

Il salto al cinema: da Ricomincio da tre al successo

Il 1981 è l’anno della svolta. Troisi scrive, dirige e interpreta Ricomincio da tre, un film semi-autobiografico che incassa oltre 15 miliardi di lire e lo consacra come uno dei registi più promettenti del cinema italiano. Il film racconta la storia di Gaetano, un giovane napoletano che lascia la famiglia e la monotonia quotidiana per cercare la sua strada a Firenze.

Il successo è travolgente: David di Donatello, Nastro d’Argento e un pubblico che si riconosce in quel protagonista goffo, tenero e disarmante.

Negli anni seguenti arrivano altri capolavori: Scusate il ritardo (1983), Non ci resta che piangere (1984) con Roberto Benigni, Le vie del Signore sono finite (1987) e Pensavo fosse amore, invece era un calesse (1991).

Il Postino: il capolavoro mondiale

Il 1994 segna l’apice della carriera di Troisi con Il Postino, film diretto da Michael Radford in cui interpreta il postino Mario Ruoppolo, un semplice pescatore dell’isola di Procida che impara la poesia dal celebre poeta cileno Pablo Neruda (Philippe Noiret).

La lavorazione del film è drammatica: Troisi, già malato di cuore, rimanda un’operazione necessaria per finire le riprese. Il 4 giugno 1994, appena 12 ore dopo l’ultimo ciak, muore nella casa della sorella a Roma per un arresto cardiaco. Aveva 41 anni.

Il film esce postumo e riceve 5 candidature ai premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Attore Protagonista per Troisi — la sesta candidatura postuma nella storia dell’Academy Awards (la seconda come Miglior Attore Protagonista dopo James Dean). Vince la statuetta per la Miglior Colonna Sonora (Louis Bacalov).

Guarda il trailer ufficiale de Il Postino:

Il genio timido e fragile

Ciò che rende unico Massimo Troisi è la sua capacità di trasformare la timidezza in arte. I suoi personaggi sono sempre sospesi tra il desiderio di essere amati e la paura di non esserne all’altezza. Una comicità malinconica, fatta di silenzi, sospiri e gesti minimi, che parla direttamente al cuore dello spettatore.

La sua recitazione, apparentemente spontanea, era in realtà il risultato di un lavoro certosino: scriveva e riscriveva ogni scena decine di volte, inseguendo una perfezione che sembrava naturale ma era profondamente studiata.

Troisi non frequentò mai scuole di recitazione. La sua scuola fu la vita, i vicoli di San Giorgio a Cremano, il teatro di strada. E forse è proprio questa genuinità a renderlo ancora oggi inimitabile.


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L’eredità di Massimo Troisi

A San Giorgio a Cremano, il Massimo Troisi Festival celebra ogni anno la sua opera con spettacoli, mostre e proiezioni. La sua casa natale è diventata un museo, e in tutta Napoli si moltiplicano le iniziative per ricordare il suo genio.

Il Teatro Troisi di Napoli (a Fuorigrotta), intitolato alla sua memoria, ospita spettacoli teatrali e concerti. Il suo nome è stato dato a strade, parchi e auditorium in tutta Italia.

Massimo Troisi ha dimostrato che si può essere timidi e rivoluzionari, fragili e immensi. Come ha scritto di lui il regista Michael Radford: «Era un genio, ma un genio che non lo sapeva».

Curiosità su Massimo Troisi

  • Timidezza patologica: Da bambino era così timido che arrossiva appena gli rivolgevano la parola. Usava l’umorismo come meccanismo di difesa.
  • Giocatore di calcio: Prima del cinema, Troisi sognava di diventare calciatore. Giocava come mezzala nel San Giorgio, squadra del suo paese.
  • I soprannomi: In famiglia lo chiamavano «’a capa matta» per la sua testardaggine. Gli amici lo chiamavano «’a signurina» per la sua timidezza.
  • Il rifiuto dell’operazione: Sapeva di essere malato di cuore (soffriva di malattia di Chagas, contratta in un viaggio in Brasile). I medici gli avevano consigliato un trapianto cardiaco, ma lui scelse di rimandare per finire Il Postino.
  • L’Oscar mancato: La candidatura all’Oscar come Miglior Attore fu la sesta postuma nella storia del premio (la seconda dopo James Dean). Non vinse, ma la sua interpretazione è ancora oggi studiata nelle scuole di cinema.

Domande frequenti su Massimo Troisi

Dove è nato Massimo Troisi?

Massimo Troisi è nato a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il 19 febbraio 1953.

Quali sono i film più famosi di Massimo Troisi?

I film più celebri sono Ricomincio da tre (1981), Non ci resta che piangere (1984) con Roberto Benigni, e Il Postino (1994), che gli valse una candidatura postuma all’Oscar.

Come si chiamava il trio comico di Massimo Troisi?

Il trio si chiamava La Smorfia, formato insieme a Lello Arena ed Enzo De Caro.

Di cosa è morto Massimo Troisi?

Massimo Troisi è morto il 4 giugno 1994 per un arresto cardiaco, causato dalla malattia di Chagas, una patologia cardiaca contratta durante un viaggio in Sudamerica.

Massimo Troisi ha vinto un Oscar?

No, ma è stato candidato come Miglior Attore Protagonista per Il Postino. È stata la sesta candidatura postuma nella storia del premio Oscar (la seconda come Miglior Attore Protagonista dopo James Dean). Il film vinse la statuetta per la Miglior Colonna Sonora.

Dove si trova la casa museo di Massimo Troisi?

La casa natale di Massimo Troisi si trova a San Giorgio a Cremano, in via Cesare Battisti, ed è oggi un museo visitabile.


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