Massimo Cacciari al Mercadante racconta il vuoto di Beckett
Immagine realizzata con IA
Lunedì 26 ottobre, alle 19:00, il Teatro Mercadante di Napoli apre la rassegna Autori del nostro tempo con una lectio di Massimo Cacciari. Il titolo è Il grande vuoto. Al centro c’è Samuel Beckett, il drammaturgo irlandese che ha trasformato l’attesa e il silenzio in materia teatrale.
Il ciclo è firmato dal Teatro di Napoli e porta sul palco di piazza Municipio filosofi e scrittori chiamati a leggere i maestri del Novecento. Cacciari è di casa al Mercadante. Per questa lectio l’ingresso è in genere gratuito con prenotazione: conviene controllare il sito teatrodinapoli.it già nella mattinata di lunedì.
Perché Beckett secondo Cacciari
Il titolo Il grande vuoto dice la tesi dell’incontro. Beckett non racconta storie, costruisce situazioni limite: due uomini che aspettano un tale che non arriverà, una donna sepolta fino alla vita, un vecchio che ascolta i suoi vecchi nastri. Cacciari legge questo teatro come una filosofia della sottrazione, dove ogni certezza viene tolta scena dopo scena.
Il filosofo arriva a Beckett passando da Nietzsche e dalla crisi delle grandi narrazioni. Il suo ragionamento parte da lontano: l’Europa che esce dalle guerre, la lingua che si consuma, l’uomo che resta solo davanti a un copione ridotto all’osso. Il vuoto, in questa lettura, non è nichilismo da salotto. È lo spazio che resta quando si smette di riempire il palco di parole.
Beckett al Mercadante, un autunno lungo
La lectio non arriva per caso. In questi giorni il Mercadante ospita Renato Carpentieri con L’ultimo nastro di Krapp, testo beckettiano del 1958 costruito su un solo uomo e un registratore. Lo spettacolo, con la regia di Roberto Andò, ha riportato al centro del cartellone il teatro della memoria e della voce registrata.
C’è poi il resto del programma del Teatro di Napoli, che tra ottobre e novembre alterna classici e nuove scritture. Chi segue Beckett può incrociare il filone anche in altre sale cittadine. Il calendario completo degli appuntamenti è nella pagina degli eventi dal 26 ottobre al 1 novembre, aggiornata ogni settimana.
Chi è Massimo Cacciari
Massimo Cacciari è filosofo, già professore all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e due volte sindaco di Venezia. Ha scritto su Krisis, sul pensiero negativo e sul rapporto tra città e metropoli. In aula e a teatro ragiona per concetti brevi, con una voce che riempie la sala senza aiuti scenici.
Il suo nome richiama anche il Festival della Filosofia e le lectio che tiene in tutta Italia. Al Mercadante non porta una conferenza accademica: il formato della rassegna prevede un’ora di parola e poi le domande del pubblico. Chi è stato agli appuntamenti precedenti sa che la seconda parte è spesso la più vivace.
Come arrivare al Mercadante e cosa sapere
Il teatro si trova in piazza Municipio 1, a due passi da piazza Bovio e dal lungomare. La fermata più comoda è Municipio della linea 1, uscita diretta sul teatro. In alternativa, Università della linea 1 è a sei minuti a piedi. Chi arriva in auto trova parcheggi a pagamento tra via Marina e via Depretis.
Consiglio pratico: presentarsi alle 18:30, mezz’ora prima, serve a due cose. Si evita la fila al botteghino e si scelgono i posti migliori in platea, che al Mercadante non sono numerati in tutte le iniziative. Se la prenotazione online è chiusa, tentare al botteghino: per le lectio i posti invenduti vengono liberati mezz’ora prima.
Domande frequenti
Quando si tiene la lectio di Cacciari?
Lunedì 26 ottobre 2026, alle 19:00, al Teatro Mercadante di Napoli. È il primo appuntamento del ciclo Autori del nostro tempo.
Quanto costa l’ingresso?
Il prezzo va confermato sul sito del Teatro di Napoli. Per le lectio del ciclo l’ingresso è spesso libero con prenotazione, ma la formula può cambiare da un appuntamento all’altro.
Serve prenotare?
Sì, conviene prenotare online o telefonare al botteghino. La sala del Mercadante ha circa 600 posti e le lectio di Cacciari richiamano pubblico anche da fuori città.
Si può entrare dopo l’inizio?
In genere l’accesso viene sospeso durante la lectio. Chi arriva in ritardo aspetta il primo momento utile indicato in sala, come accade per gli spettacoli del cartellone.
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