Mascherine JC Electronics, la transazione da 100 milioni: il caso
Immagine realizzata con IA
La vicenda JC Electronics è stata uno dei temi centrali dell’audizione di Giuseppe Conte in Commissione Covid il 6 agosto 2026. Al centro c’è una transazione da 100 milioni di euro per chiudere un contenzioso sulle mascherine, e un verbale consegnato alla Procura di Roma.
La fornitura bloccata e la causa contro lo Stato
JC Electronics Italia è la società di Dario Bianchi, imprenditore ascoltato più volte dalla Commissione e diventato, nelle sue audizioni, uno dei principali accusatori della gestione della pandemia.
Durante l’emergenza la società ottenne una commessa per la fornitura di mascherine. La struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri bloccò la fornitura con risoluzione contrattuale, ritenendo i dispositivi non a norma.
La società fece causa allo Stato. In primo grado la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute furono condannati al pagamento di 203 milioni di euro, oltre agli interessi di mora.
La transazione da 100 milioni
Prima del giudizio d’appello, nell’ottobre 2025 il governo Meloni ha firmato una transazione con JC Electronics: 100 milioni di euro per chiudere la vicenda, con il parere positivo dell’Avvocatura dello Stato.
Secondo Conte: “È stato fatto un decreto legge in fretta e furia con un fondo di 100 milioni per una transazione conclusa due giorni dopo”.
“Una transazione fatta a 100 milioni senza aspettare il giudizio cautelare è una assurdità giuridica ed economica”, ha aggiunto. “Si attendeva la sospensiva, avrebbe completamente ribaltato il potere negoziale”.
La transazione è emersa pubblicamente a luglio 2026, con la risposta del ministro della Salute Orazio Schillaci a un’interrogazione di senatori del Pd.
Il verbale anonimo di dieci pagine
In audizione Conte ha riferito di aver consegnato lunedì alla Procura di Roma un verbale ricevuto in forma anonima, “redatto il 14 aprile 2022”, con “i nomi oscurati ma tutte le qualifiche”.
“Leggendo questo verbale emergerebbe che tutti i colli depositati presso un deposito di Pomezia non sarebbero corrispondenti, non sarebbero mascherine con efficacia filtrante”, ha detto.
Conte ha citato una partita di 7.857.000 pezzi, presente sia nel verbale sia nella sentenza del Tribunale di Roma posta a fondamento dell’accordo transattivo.
“Per coscienza civica ho segnalato alla Procura: c’è la possibilità che siano stati consegnati 100 milioni a una società privata per mascherine non corrispondenti alle caratteristiche dichiarate”, ha spiegato.
La diffida al pagamento
Conte ha diffidato le amministrazioni dello Stato, in particolare il ministero della Salute, a sospendere il pagamento: “Confido che l’ordine di pagamento non sia stato ancora eseguito”.
“La presidenza del Consiglio deve chiarire come è stato possibile dare 100 milioni a un imprenditore privato che fatturava somme modestissime, senza attendere il giudizio di appello”, ha aggiunto.
La replica di JC Electronics
La società ha risposto in una nota: “Il documento di dieci pagine di cui parla il presidente Conte, pervenutogli in forma anonima, non è una novità: è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier dei militari della Struttura Commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura”.
JC Electronics ricorda che il Tribunale di Roma, con sentenza n. 10918/2025 del 21 luglio 2025, ha rigettato la querela di falso dell’Avvocatura dello Stato contro la certificazione delle mascherine Aoxing AX-KF95, condannando le amministrazioni alle spese.
L’esito positivo delle analisi, prosegue la nota, è stato attestato dall’Inail e dalla perizia dell’Agenzia delle Dogane, con prova di tenuta conforme alla norma UNI EN 149:2009.
Il ruolo dell’avvocato Luca Di Donna
Nel racconto della società compare anche l’avvocato Luca Di Donna, ex collega di Conte. Secondo quanto riferito dall’imprenditore Dario Bianchi in Commissione, si sarebbe proposto come intermediario per agevolare commesse sulle mascherine, chiedendo una percentuale del fatturato.
Conte ha osservato che l’amministratore delegato, sentito più volte in Commissione, “per la prima volta ha tirato fuori l’avvocato Di Donna, di cui prima non aveva mai parlato”, e solo quando la transazione era già stata sottoscritta.
Cosa succede ora
I documenti citati da Conte sono ora alla Procura di Roma, che li ha ricevuti lunedì. Il presidente della Commissione, Marco Lisei, ha precisato che la vicenda della transazione è fuori dal perimetro dell’inchiesta: “Non possiamo indagare su fatti successivi alla pandemia”.
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Domande frequenti
Quanto vale la transazione contestata da Conte?
100 milioni di euro, firmata nell’ottobre 2025 per chiudere il contenzioso tra lo Stato e JC Electronics sulle mascherine.
Cosa contiene il verbale depositato da Conte?
Secondo Conte, un verbale di dieci pagine da cui emergerebbe che i colli di mascherine depositati a Pomezia non corrispondevano alle caratteristiche dichiarate.
Cosa risponde JC Electronics?
Che il documento non è una novità ed è già stato valutato in giudizio, citando la sentenza n. 10918/2025 del 21 luglio 2025 e gli accertamenti di Inail e Agenzia delle Dogane.
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