Magnetoterapia a cosa serve: come funziona e controindicazioni

Magnetoterapia a cosa serve: come funziona e controindicazioni
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Tra le ricerche sanitarie in crescita in Italia c’è magnetoterapia a cosa serve. La risposta breve: è una terapia fisica che usa campi magnetici per stimolare la riparazione dei tessuti, in particolare ossa e articolazioni. Non è un farmaco e non è una medicina alternativa: è una pratica usata in fisiatria e ortopedia come supporto ai trattamenti tradizionali.

Che cos’è la magnetoterapia

La magnetoterapia sfrutta campi magnetici a bassa frequenza, generati da apparecchi con solenoidi o piastre applicate sulla parte del corpo da trattare. La variante più usata oggi si chiama PEMF, cioè campi elettromagnetici pulsati.

Le sedute durano in genere tra i 20 e i 30 minuti e sono indolori: il paziente resta seduto o disteso con l’apparecchio applicato sulla zona interessata. I cicli sono lunghi, con indicazioni che parlano di 45-60 giorni di applicazioni costanti per ottenere un effetto stabile.

A cosa serve

Le applicazioni più comuni riguardano fratture e ritardi di consolidazione ossea, osteoporosi, tendiniti, dolori articolari e muscolari. Viene proposta anche per ridurre edema e infiammazione dopo traumi o interventi.

Il meccanismo di azione non è completamente chiarito, ma diversi studi indicano un effetto sulla vascolarizzazione e sui processi di riparazione del tessuto osseo. Per questo la magnetoterapia viene spesso affiancata alla fisioterapia e non usata da sola.

Le controindicazioni

Ci sono casi in cui la magnetoterapia è sconsigliata o vietata. Il primo è la presenza di pacemaker o di altri dispositivi elettronici impiantabili, come le pompe per infusione.

Va evitata anche in gravidanza e in caso di allattamento, per precauzione. Altri casi segnalati sono le malattie oncologiche attive, le infezioni acute, alcune patologie cardiache gravi e l’ipertiroidismo.

La regola resta una: prima di iniziare un ciclo serve il parere di un medico, che valuta la zona da trattare e la storia clinica del paziente. Nessun apparecchio domestico sostituisce quella valutazione.

Come si svolge una seduta

Nella pratica il paziente si siede o si sdraia su un lettino e l’operatore applica l’apparecchio sulla zona da trattare, per esempio un ginocchio o un polso. Durante la seduta non si avverte dolore e non serve anestesia: si può leggere o ascoltare musica.

Il numero di applicazioni dipende dal problema. Su una frattura in ritardo di consolidazione si lavora su cicli lunghi, mentre sui dolori muscolari si interviene con periodi più brevi. La costanza conta più dell’intensità: saltare le sedute riduce l’effetto del trattamento.

Quanto costa e dove si fa

Si esegue in studi di fisioterapia, ambulatori medici e centri specializzati. Esistono anche dispositivi per uso domestico, ma il loro impiego va concordato con un professionista, perché la durata e l’intensità del campo contano più del numero di sedute.

I costi variano molto: nei centri privati si va da poche decine di euro a seduta fino a pacchetti da più sedute, mentre nei percorsi riabilitativi pubblici la terapia rientra nel piano prescritto dal medico.

Il consiglio pratico è semplice: chiedere sempre un piano di trattamento scritto, con numero di sedute, durata e zona da trattare, così da capire se il ciclo è adeguato al problema.

Attenzione anche ai dispositivi venduti online con promesse eccessive: nessun apparecchio domestico sostituisce la valutazione di un fisiatra o di un ortopedico, e le indicazioni pubblicitarie non sono una diagnosi.

  • Che cos’è: terapia con campi magnetici pulsati (PEMF)
  • Durata seduta: 20-30 minuti
  • Durata ciclo: in genere 45-60 giorni
  • Si usa per: fratture, osteoporosi, tendiniti, dolori articolari
  • Vietata con: pacemaker e dispositivi impiantabili attivi
  • Sconsigliata in: gravidanza, tumori attivi, infezioni acute
  • Serve prescrizione: sì, sempre la valutazione di un medico

Domande frequenti

A cosa serve la magnetoterapia? Serve come supporto al trattamento di fratture, problemi ossei, tendiniti e dolori articolari.

Quante sedute servono? I cicli indicati durano in media tra 45 e 60 giorni, con applicazioni regolari.

Chi non può farla? Chi ha un pacemaker o un dispositivo elettronico impiantabile, le donne in gravidanza e chi ha tumori in fase attiva.

Si può fare a casa? Esistono apparecchi domestici, ma vanno usati seguendo le indicazioni di un medico o di un fisioterapista.

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