Lumanerie di Santa Caterina a Lapio, falò e sapori irpini

Lumanerie di Santa Caterina a Lapio, falò e sapori irpini
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A Lapio, in Irpinia, il fuoco segna l’inizio dell’inverno. Sabato 21, domenica 22 e mercoledì 25 novembre 2026 tornano le Lumanerie di Santa Caterina, tre giornate tra falò, cucina di territorio e comunità.

Tre giorni tra falò e tradizione

Le Lumanerie sono i grandi falò che ogni quartiere di Lapio accende per Santa Caterina. Non è solo uno spettacolo: è un rito collettivo, preparato per settimane, che riunisce generazioni intorno alla stessa brace.

Il programma segue il tempo lento della preparazione. Si comincia sabato 21 con l’allestimento dei falò, mentre musica e stand enogastronomici animano la serata. Domenica 22 è il giorno della caccia al ciopparo e del montaggio delle cataste di legna.

Mercoledì 25 novembre, giorno di Santa Caterina, arriva il momento più atteso. Dopo la processione in onore della santa si accende la grande Lumaneria, e il borgo si raccoglie intorno al fuoco.

Il programma, giorno per giorno

  • Sabato 21 novembre: allestimento del falò, musica e stand enogastronomici per la serata.
  • Domenica 22 novembre: caccia al ciopparo, montaggio del falò, pranzo conviviale e laboratorio dedicato alle scuole.
  • Mercoledì 25 novembre: processione di Santa Caterina e accensione della grande Lumaneria.

Il laboratorio per le scuole è la parte che guarda al futuro: il rito passa ai più giovani attraverso le mani, non solo con il racconto. Un modo per non lasciare che la tradizione diventi un ricordo.

Cosa si mangia

La cucina delle Lumanerie è costruita intorno alla brace. Il simbolo è il caciocavallo impiccato, appeso sopra il fuoco e lasciato fondere lentamente, poi servito caldo con il pane.

Accanto ci sono le caldarroste, il cuzzatiello con cotechino al sugo, la maccaronara, la pasta fatta a mano della tradizione irpina, e l’arrosto. Il tutto accompagnato dal vino del territorio e dalla musica popolare.

È una cucina semplice e sostanziosa, pensata per chi passa la sera all’aperto. Le porzioni sono generose e i prezzi restano quelli di una festa di paese.

Il rito del fuoco a Lapio

A Lapio la brace non serve solo a illuminare: cuoce, scalda e tiene insieme le persone. Ogni quartiere prepara il proprio falò, e la sera del 25 il paese si accende di punti di fuoco diversi.

La festa parla di identità e appartenenza, in una terra conosciuta anche per i vigneti del Fiano. Per qualche sera il fuoco torna a essere quello che è sempre stato nei paesi dell’Irpinia: un luogo in cui ritrovarsi.

Chi vuole conoscere Lapio in un’altra stagione può partire dal Fiano Love Fest, l’evento che a luglio celebra il vino locale tra le vie del borgo.

Come arrivare e cosa sapere

Lapio si trova in provincia di Avellino, nella zona dell’Irpinia orientale. Si raggiunge in auto dalle strade provinciali che collegano il capoluogo ai comuni della valle del Fiano.

Le serate di fine novembre sono fredde, soprattutto dopo il tramonto: servono giacca pesante, scarpe comode e strati. Il consiglio è di arrivare prima dell’accensione del falò, quando il paese è già animato ma c’è ancora spazio per muoversi.

Domande frequenti sulle Lumanerie di Lapio

Quando si svolgono le Lumanerie

Sabato 21, domenica 22 e mercoledì 25 novembre 2026. Il giorno centrale è il 25, festa di Santa Caterina.

Dove si svolgono

A Lapio, in provincia di Avellino. I falò vengono allestiti nei diversi quartieri del paese e la festa si distribuisce tra le vie del borgo.

A che ora si accende il falò

L’accensione della grande Lumaneria avviene la sera del 25 novembre, dopo la processione in onore di Santa Caterina.

Cosa si mangia

Caciocavallo impiccato, caldarroste, cuzzatiello con cotechino, maccaronara, arrosto e vino del territorio.

Serve prenotare

Non è prevista una prenotazione per assistere alla festa. Per i gruppi e per il pranzo conviviale della domenica conviene contattare gli organizzatori.


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