Le Grotte di Castelcivita: come visitarle

Le Grotte di Castelcivita: come visitarle
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Le Grotte di Castelcivita sono uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale, con circa 4800 metri di sviluppo. Si aprono alle porte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno.

Un mondo sotterraneo di gallerie, laghi e concrezioni colorate, che si visita solo in compagnia delle guide.

Il sito si presenta come la porta del Cilento sotterraneo. L’ingresso è a 94 metri di altitudine, tra le rive del fiume Calore e il versante sud-occidentale dei Monti Alburni. L’acqua ha scavato la roccia per millenni, creando sale immense e strettoie suggestive.

La grotta è ancora attiva: stalattiti e stalagmiti continuano a crescere, seppure lentissimamente. Un centimetro cubo di concrezione richiede dai 50 ai 100 anni per formarsi, un dettaglio che le guide raccontano durante il tragitto.

Il valore storico è enorme. I reperti trovati all’ingresso, strumenti in pietra e resti fossili, testimoniano una frequentazione umana di circa 40.000 anni fa. Le esplorazioni speleologiche sono documentate già dalla fine dell’Ottocento, mentre nel 1972 il sito ha acquisito rilevanza paleontologica.

Su TripAdvisor è la prima attrazione di Castelcivita su sei, con oltre 400 recensioni. I visitatori la descrivono come una delle grotte più belle del Sud Italia, a circa un’ora da Salerno e mezz’ora dai templi di Paestum. Ecco cosa serve sapere per organizzare la visita.

Mappa delle Grotte di Castelcivita e dei luoghi citati nella guida

I percorsi di visita

Le Grotte di Castelcivita si sviluppano lungo un ramo principale con diverse diramazioni secondarie. La struttura è divisa in percorsi di difficoltà crescente, dal classico itinerario turistico alla speleologia vera e propria. Ogni percorso ha prezzo, durata e regole diverse.

Percorso Turistico classico

È la visita standard, quella adatta a tutti: un itinerario attrezzato di circa un’ora, in gruppo con la guida. Si parte dalla Sala del Guano, rifugio dei pipistrelli fino agli anni Cinquanta, per passare poi alla Sala del Castello, con stalagmiti che ricordano un antico maniero medioevale.

Poco dopo appare la Sala del Coccodrillo, con la sagoma della tartaruga in alto e i candelabri di roccia. Le concrezioni hanno colori sorprendenti, dovuti ai sedimenti di minerali diversi trasportati dall’acqua nel corso dei secoli.

Tra le formazioni più celebri spiccano la Pagoda, considerata la più bella della grotta, e la colonna alta otto metri accanto alla Madonnina col Bimbo. Ci sono anche la Sala del Trono, la Sala Bertarelli e la curiosa Sala degli ortaggi, dove le rocce somigliano a limoni, cipolle e melanzane.

Il percorso tocca sifoni, strettoie e passaggi su più livelli. La guida racconta la storia del sito e spiega la lentezza della natura: servono decenni perché una stalattite cresca di un solo centimetro.

Pro: adatto a tutti, bambini compresi; guide preparate e racconti coinvolgenti; formazioni spettacolari e variopinte.

Contro: si entra solo in gruppo; nei mesi freddi serve la prenotazione; dentro ci sono 18 gradi, quindi occorre una felpa.

Le recensioni lo descrivono come un’esperienza da non perdere: “Grotte e storia, bellissimo” e “Da vedere!” sono tra i commenti più ricorrenti su TripAdvisor. Chi visita la sola parte turistica spesso promette di tornare per i percorsi più avventurosi.

Percorso al Buio

È l’esperienza più recente e particolare: due chilometri di percorso in due ore, divisi a metà. Il primo chilometro è illuminato, il secondo si affronta al buio, con la sola luce dei caschi forniti dall’organizzazione. Un modo completamente diverso di vivere la grotta.

Si attraversano la Sala del Castello, la Sala del Coccodrillo, la Sala dei Salami e la Caverna Boegan. Il buio totale amplifica i suoni e i sensi, rendendo la visita memorabile anche per chi ha già visto la parte turistica.

Il biglietto costa 20 euro per gli adulti e 18 euro per i bambini. Il percorso al buio parte il sabato e la domenica alle 12:00; da maggio in poi è disponibile solo su prenotazione per gruppi di almeno otto persone.

Pro: esperienza immersiva ed emozionante; casco con luce incluso; perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dal solito tour.

Contro: orari limitati al weekend; può intimorire i bambini più piccoli; consigliata la prenotazione anticipata.

Percorso Speleologico Amatoriale

Per chi vuole spingersi oltre c’è il percorso amatoriale, una vera escursione speleologica di quattro ore. Si parte dopo circa 1200 metri dall’ingresso, al termine del percorso turistico, e si percorrono altri 1800 metri di grotta non attrezzata.

Si attraversano ambienti spettacolari come la caverna Principe di Piemonte, la cascata rosa, le cortine sonore e il tempio. Il percorso tocca anche la grande frana, il salto e il ramo dell’orrido, fino a un lago perenne che impedisce di proseguire oltre.

Il costo è di 30 euro e comprende il noleggio del casco con impianto di illuminazione. La prenotazione telefonica è sempre obbligatoria e la visita parte al raggiungimento di almeno otto partecipanti. Si può fare dai 10 anni in su, accompagnati dai genitori.

Pro: contatto autentico con l’ambiente ipogeo; ambienti incontaminati vietati al turismo di massa; attrezzatura inclusa nel prezzo.

Contro: richiede forma fisica e scarpe da trekking; durata lunga; niente riduzioni e gruppi minimi obbligatori.

All’interno la temperatura è di circa 18 gradi tutto l’anno: l’organizzazione consiglia scarpe da trekking e felpa. La fatica è ripagata da sale che pochi visitatori hanno la fortuna di vedere.

GeoEsperienza

L’offerta si è ampliata di recente con la GeoEsperienza, un’attività a tema geologico pensata per avvicinare grandi e bambini alla scienza del carsismo. Date e modalità si trovano sul sito ufficiale o chiamando la biglietteria.

Orari e biglietti

Gli orari cambiano durante l’anno e vanno verificati prima della partenza. A settembre gli ingressi del percorso turistico sono dal lunedì al venerdì alle 10:30, 12:00, 13:30, 15:00 e 16:30. Il sabato e la domenica si aggiunge l’ingresso delle 17:30.

Attenzione all’orario delle 12:00 del weekend: è riservato al Percorso al Buio, salvo limitazioni organizzative. Nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo la grotta è aperta solo su prenotazione, quindi la telefonata è sempre obbligatoria.

Ecco i prezzi del percorso turistico: 12 euro il biglietto intero, 10 euro per i bambini da 6 a 12 anni, 8 euro per le scuole e ingresso gratuito fino a 5 anni se accompagnati. Per le comitive oltre le 20 persone serve prenotare almeno un giorno prima.

Non vengono effettuati ingressi per una sola persona: la visita si fa sempre in gruppo. Il Percorso al Buio costa 20 euro, 18 per i bambini, mentre lo speleologico amatoriale costa 30 euro.

Biglietteria e prenotazioni al numero 0828 772397 o via mail all’indirizzo info@grottedicastelcivita.com. Sul sito ufficiale è attivo anche lo shop per l’acquisto online di alcuni percorsi.

Consiglio: in alta stagione gli ingressi si riempiono in fretta, specialmente nel weekend. Meglio prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto per il percorso al buio e per quello speleologico.

Come arrivare

Le Grotte di Castelcivita si trovano nel comune di Castelcivita, in provincia di Salerno, lungo la valle del Calore. Chi arriva in auto dall’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria ha due opzioni, a seconda della provenienza.

Da nord si esce a Campagna e si prosegue per Serre, poi Controne e infine le grotte. Da sud si esce a Petina e si continua per Scorzo di Sicignano degli Alburni, quindi Controne. Chi arriva dalla costa segue le indicazioni per Roccadaspide.

In alternativa si può uscire dalla statale 18 all’altezza di Capaccio Scalo e seguire le indicazioni per le grotte. Il parcheggio è vicino all’ingresso, come segnalano anche i visitatori su TripAdvisor.

Il sito è isolato e fuori dalle rotte di massa, ma proprio per questo i gruppi sono piccoli e la visita risulta più intima. Le distanze: circa mezz’ora da Paestum, un’ora da Salerno e poco meno di due ore da Napoli, sempre in auto.

Consigli pratici

La temperatura interna è intorno ai 18 gradi tutto l’anno: d’estate è un fresco rifugio dal caldo, ma portate sempre una felpa o un giacchetto leggero. Le scarpe chiuse con suola antiscivolo sono la scelta migliore per ogni percorso.

Dentro la grotta non c’è segnale Wi-Fi né cellulare. Le audioguide in inglese, tedesco, spagnolo, francese e russo vanno scaricate sullo smartphone prima dell’ingresso, così da averle disponibili offline.

La visita guidata si svolge in italiano, ma le audioguide coprono le principali lingue straniere. Per chi viaggia con bambini, il percorso turistico è adatto anche ai più piccoli, mentre quello speleologico parte dai 10 anni.

Abbinate la grotta a una tappa nei dintorni: la Certosa di Padula, le Grotte dell’Angelo di Pertosa, i templi di Paestum e il borgo di Palinuro sono a portata di auto, così come il Parco Nazionale del Cilento con i suoi borghi. Anche il borgo di Castelcivita merita una passeggiata prima o dopo la visita.

Cosa vedere nei dintorni

La posizione delle Grotte di Castelcivita le rende perfette per una giornata alla scoperta del Cilento interno e della piana del Sele. Ecco le mete da abbinare alla visita.

FAQ

Quanto dura la visita alle Grotte di Castelcivita?

Il percorso turistico dura circa un’ora. Il percorso al buio dura due ore, mentre lo speleologico amatoriale richiede quattro ore, compreso il ritorno.

Quanto costa il biglietto?

Il percorso turistico costa 12 euro, 10 dai 6 ai 12 anni, 8 per le scuole e gratis fino a 5 anni. Il percorso al buio costa 20 euro, 18 per i bambini, e lo speleologico amatoriale 30 euro.

Bisogna prenotare?

Nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo la grotta è aperta solo su prenotazione. Il percorso speleologico richiede sempre la prenotazione telefonica allo 0828 772397, con un minimo di otto partecipanti.

Le Grotte di Castelcivita sono adatte ai bambini?

Sì, il percorso turistico è adatto a tutte le età e i bambini fino a 5 anni entrano gratis. Il percorso al buio è consigliato dai 6 anni in su, quello speleologico dai 10 anni accompagnati dai genitori.

Cosa mettere in valigia?

Scarpe chiuse o da trekking e una felpa: la temperatura interna è di circa 18 gradi. Per il percorso speleologico servono scarpe da trekking e abbigliamento comodo, mentre il casco è incluso nel biglietto.


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