Paolo Bonolis si racconta: «Vado dove mi porta l’Iban», la politica «mi irrita» e Gabanelli «mi piace da pazzi»

Paolo Bonolis si racconta: «Vado dove mi porta l'Iban», la politica «mi irrita» e Gabanelli «mi piace da pazzi»
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Paolo Bonolis si mette a nudo in una lunga intervista. Il conduttore parla senza filtri di soldi, politica e affetti, e non risparmia battute. A chi negli anni gli ha rinfacciato di inseguire i contratti, risponde con una frase destinata a far discutere.

«Vado dove mi porta l’Iban? Ma lo facciamo un po’ tutti, siamo un popolo di nomadi», dice. Il conduttore non si nasconde: la carriera televisiva, spiega, è fatta anche di scelte pratiche, non solo di passione.

Politica, «mi irrita»

Sulla politica Bonolis è tranchant: «Non riesco a seguirla, mi irrita. È dappertutto, fatta di centomila beghe». Poi rincara: «Ogni politico ha la sua bottega e vende qualcosa, sono schermaglie noiose e invasive. Mamma mia che palle».

Tra i nomi che apprezza c’è Milena Gabanelli: «Mi piace da pazzi», confessa. E sul compagno di una vita, Luca Laurenti, non ha dubbi: «Sono innamorato», dice del sodale con cui ha firmato pagine storiche della tv.

Amore e scaramanzia

Sull’amore Bonolis ha una visione disincantata: «È una bella parola decantata nei secoli, ognuno la declina a modo suo. Io vivo di rimbalzi: se a una piaccio mi sento bello, se non le piaccio, poco me ne cale». E sulla scaramanzia: «Grattarsi le palle è un gesto apotropaico. In pubblico tendo a evitare, proprio per non creare fastidi a chi ho attorno».

L’aneddoto sul Gay Pride

Non manca il ricordo di una telefonata ricevuta in mattinata durante il Gay Pride, con un giornalista che gli chiedeva un commento: «Gli dissi che sull’argomento non avevo alcun pensiero. Lui si fece pungente e mi disse che i gay vestivano in modo strano. Gli risposi che potevano vestirsi come volevano: anche i cardinali vestono in maniera strana».

Classe 1961, Bonolis è uno dei volti più noti della tv italiana, da «Ciao Darwin» ad «Avanti un altro!». In questa intervista consegna l’immagine di un uomo che, arrivato a una certa età, non ha più voglia di fingere.


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