Giulia De Lellis furia per foto della figlia Priscilla
Giulia De Lellis contro il settimanale Chi per le foto di Priscilla
Giulia De Lellis è esplosa in un acceso sfogo sui social contro il settimanale Chi, reo di aver pubblicato alcune foto della figlia Priscilla, avuta dalla relazione con il cantante Tony Effe, senza il suo consenso. L’influencer romana non ha usato mezzi termini: “Oggi è stato superato un limite, scrivo queste righe con profonda indignazione. Basta usare immagini di minori senza il consenso, vergogna”.
Le immagini incriminate ritraevano Giulia, Tony Effe e la piccola Priscilla durante una giornata al mare in compagnia di Cecilia Rodriguez, Ignazio Moser e della loro bambina. Una scena di vita familiare e spensierata che, secondo De Lellis, non avrebbe mai dovuto essere pubblicata senza autorizzazione.
“Sono disgustata”, la rabbia di Giulia
Nel suo sfogo social, Giulia De Lellis ha scritto di essere “arrabbiata e disgustata” per la violazione di un principio fondamentale: il diritto dei genitori di decidere se e come esporre i propri figli. La coppia ha sempre scelto di proteggere la privacy della piccola Priscilla, mantenendola lontana dai riflettori e condividendo solo rari scatti sui propri canali ufficiali.
La pubblicazione non autorizzata ha scatenato la reazione decisa dell’influencer, che non ha escluso di intraprendere azioni legali nei confronti del settimanale. “Basta, davvero. Ci sono dei limiti che non dovrebbero essere mai superati”, ha aggiunto.
La difesa della privacy dei minori
Il caso sollevato da Giulia De Lellis riaccende il dibattito sulla tutela della privacy dei minori figli di personaggi famosi. Sempre più spesso, influencer e celebrità scelgono di proteggere l’immagine dei propri bambini, criticando la pubblicazione di foto non autorizzate da parte di magazine e siti di gossip.
La vicenda ha raccolto la solidarietà di molti fan e colleghi, che hanno sostenuto la posizione di De Lellis, sottolineando come il consenso dei genitori debba essere sempre rispettato, indipendentemente dalla notorietà pubblica della famiglia.
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