Francesco Facchinetti e la calvizie: «Contro i pochi capelli uso una patch cutanea. Il trapianto? Un male atroce»
Immagine realizzata con IA
Francesco Facchinetti ha deciso di raccontare la sua battaglia con la calvizie senza filtri. Ospite a La volta buona, il programma di Caterina Balivo, il 46enne ha spiegato come ha scelto di affrontare la perdita dei capelli.
La sua premessa è netta: «Chiunque commenta l’aspetto estetico altrui è un pi*la. Ognuno di noi è libero di intervenire sul proprio corpo come vuole». Parole che hanno aperto il racconto in studio.
Facchinetti ha provato di tutto. Prima le fiale, poi le polverine magiche, che però «non sono molto pratiche». Poi la scelta del trapianto di capelli, fatto in Grecia: «Ho provato un male atroce, ti prendono un capello per volta per 6mila volte». Un risultato che, però, non dura: «Dopo quattro o cinque anni ti cadono».
Da lì la decisione di passare alla patch cutanea, una protesi capillare non chirurgica. I capelli veri vengono innestati su una base sottilissima che imita il cuoio capelluto. «Ho fatto una cosa naturale, anche se mi farei i capelli di Enzo Paolo Turchi. E mi trovo bene così», ha detto con ironia.
Lo ha detto anche sorridendo sulla genetica: «Mio padre non mi ha donato la sua voce ma i pochi capelli». Il tema è più attuale che mai: il business dei trapianti vale oltre 9 miliardi di euro e, secondo le stime, entro il 2030 potrebbe quasi raddoppiare.
Per Facchinetti la soluzione è un’altra, e la rivendica senza vergogna. Tutte le ultime notizie dal mondo dello spettacolo, nella sezione gossip di Napolike.
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