Cyber attacchi alle PMI: cosa succede quando i dati aziendali finiscono online

Cyber attacchi alle PMI: cosa succede quando i dati aziendali finiscono online
Immagine realizzata con IA
Le immagini di copertina possono essere realizzate o elaborate con strumenti di Intelligenza Artificiale. Questa scelta nasce anche dalla necessità di prevenire le continue contestazioni e richieste economiche improprie che riceviamo relative a fotografie utilizzate che sono sempre state acquistate con regolare licenza o autorizzate dagli organizzatori.

Le ramificazioni di un attacco informatico possono estendersi in modo catastrofico per le PMI italiane. Nel caso in cui una rete aziendale dovesse essere violata e i dati al suo interno esfiltrati e cifrati, l’azienda potrebbe subire un danno immediato all’attività e un altro di lungo periodo alla reputazione. Il Cyber Index PMI 2025, pubblicato da Confindustria a marzo 2026, assegna alle piccole e medie imprese italiane un livello medio di maturità cyber di 55 punti su 100. Solo il 16% raggiunge la fascia più alta. Ecco perché vale la pena analizzare più a fondo la questione: nell’articolo di oggi ci concentreremo in particolare sul destino dei dati aziendali a seguito di un attacco informatico.

Dall’attacco al fermo operativo

La reazione a un’offensiva informatica dovrebbe essere tempestiva ed efficace. Sin dalle prime ore, è di fondamentale importanza isolare i sistemi e gli account compromessi, conservando al tempo stesso tutti i dati di registro per stabilire, in primis, se l’aggressore abbia esclusivamente violato il sistema informatico o se abbia effettivamente copiato dei dati al suo interno.

Seguono il reset delle credenziali, l’installazione delle patch necessarie, l’analisi dei dispositivi e il ripristino dei servizi. Se il data breach comporta anche rischi per le persone, si complicano le cose, dato che entrano in gioco anche gli obblighi previsti dal GDPR.

Un caso reale mostra quanto rapidamente un problema tecnico possa colpire i clienti e i sistemi di pagamento. Nel provvedimento del marzo 2026 relativo a Parmaitaly-Shop, il Garante ha ricostruito un attacco al sito parmashop.com: senza scendere troppo nel tecnico, del codice JavaScript malevolo riproduceva la pagina di pagamento e poteva intercettare vari dati, come numero della carta, scadenza, CVC, nome, cognome ed email, andando a colpire 221 clienti. Il sito utilizzava una versione obsoleta di PrestaShop, caratterizzata da numerose vulnerabilità. Dopo l’incidente sono stati introdotti antivirus sui server, WAF, analisi dei log, aggiornamenti, oltre alla completa migrazione della piattaforma.

Proteggere i sistemi informatici non significa affidarsi a un solo strumento

Una strategia efficace deve essere proporzionata alle proprie necessità e diversificata. Si può partire da unaVPN aziendale, che va sempre vista come un elemento di un ecosistema. Con una rete privata virtuale diventa più semplice garantire la sicurezza anche a fronte di dipendenti che lavorano da remoto, ma non protegge da furti di credenziali, vulnerabilità nei software o superficialità nella configurazione degli accessi (la MFA non dovrebbe mai mancare)

Lo dimostra il ransomware che ha colpito l’AUSL di Modena, un caso non relativo a una PMI ma interessante e potenzialmente istruttivo sul piano tecnico. L’aggressore sarebbe entrato utilizzando le credenziali VPN di un tecnico. Le stesse credenziali venivano utilizzate anche per i sistemi di dominio e mancava la MFA. Dopo l’attacco sono stati esfiltrati e pubblicati sul dark web circa 1,2 milioni di file, per 954,7 GB.

Per una PMI, quindi, la protezione è un tessuto fatto da più controlli: VPN per gli accessi remoti, MFA, gestione oculata delle patch, segmentazione della rete, backup verificati, monitoraggio degli eventi e procedure di risposta agli incidenti. È proprio questa combinazione a ridurre il rischio che una singola falla diventi un data breach capace di travolgere un’azienda.


Scopri di più da Napolike.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Seguici su Telegram