Ercolano, riapre la Bottega di Priapo e il quartiere abitativo

Ercolano, riapre la Bottega di Priapo e il quartiere abitativo
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Dopo anni di chiusura torna visitabile la Bottega di Priapo, con il quartiere abitativo che le sta intorno. Il Parco Archeologico di Ercolano ha riaperto l’area al pubblico: si entra con il biglietto del sito, nell’orario invernale scattato il 15 ottobre 2026. Non è una riapertura qualsiasi, perché quella bottega racconta la giornata tipo di un ercolanese di duemila anni fa.

L’intervento rientra nella manutenzione straordinaria programmata e diffusa su tutto il parco. Pochi mesi fa era toccato al percorso del Calchidicum, ora è il turno della taberna e delle stanze collegate. La direttrice del Parco, Colaiacomo, ha spiegato il senso del lavoro: «Restituire alla collettività la Bottega di Priapo significa riaprire uno degli spazi in cui meglio si legge la vita quotidiana di Ercolano antica».

Cosa è stato fatto: travi di azobé al posto degli architravi

Il cantiere ha riguardato gli architravi in legno, in putrelle d’acciaio o in cemento armato che non erano più in grado di svolgere la loro funzione strutturale. Gli elementi fatiscenti sono stati rimossi e sostituiti con travi in massello di azobé, un legno tropicale molto resistente. Subito dopo sono partiti gli interventi strutturali sulle murature antiche.

I lavori sono stati finanziati con i fondi della legge 190 del 23 dicembre 2014, annualità 2025-2027. Sul cantiere hanno lavorato funzionari del Parco, professionisti esterni e imprese specializzate. «La manutenzione straordinaria è una priorità per il Parco», ha aggiunto Colaiacomo: «un impegno continuo, per consegnare al pubblico un sito sempre più fruibile».

Perché si chiama Bottega di Priapo

La bottega fu scoperta durante la grande stagione di scavi diretta da Amedeo Maiuri, tra il 1927 e il 1961. Il nome arriva dall’affresco alle spalle del bancone: Priapo, dio della fertilità e della prosperità, dipinto con il fallo rivolto verso l’ingresso. È il dettaglio che colpisce chi entra, ma il valore del luogo sta nei particolari domestici.

Il bancone serviva a vendere i cibi preparati nella cucina. Una piccola cisterna teneva probabilmente fresco il vino. Un’altra stanza, con panche in pietra lungo le pareti, era lo spazio dove ci si sedeva a mangiare. Sul soppalco si conservavano le provviste: un’anfora con vino cretese, altre con oltre quindici chili di favino, legume diffusissimo nell’alimentazione delle città vesuviane.

La sala da pranzo e la finestra dei piatti

Dietro il bancone un passaggio portava a un ambiente di deposito, con pentole, stoviglie e altre provviste. Da lì si entrava in una vera sala da pranzo, con pareti decorate da affreschi a fondo bianco e riquadri rossi che inquadrano nature morte. Una piccola finestra collegava la sala direttamente al bancone: da lì passavano i piatti appena preparati.

Accanto alla bottega c’è un edificio su due piani, diviso in numerose stanze. Gli archeologi ipotizzano che non fosse una casa privata, ma un luogo d’accoglienza: si beveva qualcosa, si mangiava un piatto caldo, si discuteva nella sala da pranzo e ci si fermava per la notte dopo un viaggio. Una locanda, in pratica, con tanto di servizio ai tavoli.

Come visitarla e orari

Il Parco Archeologico di Ercolano si trova in corso Resina 187, a Ercolano, a pochi passi dalla stazione della Circumvesuviana «Ercolano Scavi». L’accesso alla Bottega di Priapo e al quartiere abitativo è compreso nel biglietto del parco, senza supplemento.

Dal 15 ottobre 2026 è in vigore l’orario invernale, con cancelli aperti dalle 8:30 alle 17:00. Meglio arrivare al mattino, possibilmente all’apertura, per visitare la bottega con luce piena e pochi visitatori intorno.

  • Orari: tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:00 (orario invernale dal 15 ottobre 2026).
  • Ingresso: biglietto del Parco Archeologico di Ercolano, nessun supplemento per la bottega.
  • Indirizzo: corso Resina 187, Ercolano (Napoli).
  • Come arrivare: Circumvesuviana, fermata Ercolano Scavi; in auto uscita Ercolano della A3.

Consiglio pratico: dedicate alla Bottega di Priapo almeno 20 minuti, leggendo prima le didascalie della sala da pranzo: i dettagli sugli affreschi si capiscono meglio guardando la finestra che dà sul bancone. Chi arriva in treno scenda a Ercolano Scavi e non a «Ercolano»: la stazione della Circumvesuviana è la più vicina all’ingresso di corso Resina.

Ercolano, un sito che riapre pezzi di città

La riapertura conferma una linea di lavoro: restituire aree una alla volta, senza chiudere tutto il parco. Chi programma una visita più ampia può abbinare Ercolano a dieci siti archeologici della Campania scelti tra Vesuvio, costiera e interne, oppure guardare a Torre Annunziata e Oplontis, dall’altra parte del golfo. Per chi ama la storia del viaggio c’è anche il Grand Tour a Napoli, con Goethe e Stendhal.

La visita si inserisce bene in una giornata vesuviana: mattina agli scavi, pranzo a Resina, pomeriggio tra Villa Campolieto e il Miglio d’Oro. Ercolano è più piccola di Pompei e si gira in due o tre ore, ma la densità di dettagli è altissima. La Bottega di Priapo aggiunge il tassello che mancava: il commercio quotidiano, non solo le ville patrizie.

Domande frequenti

Serve un biglietto separato? No, l’accesso è compreso nel biglietto del Parco Archeologico di Ercolano.

Quali sono gli orari? Orario invernale dalle 8:30 alle 17:00, in vigore dal 15 ottobre 2026.

Dove si trova l’ingresso? In corso Resina 187, a Ercolano, vicino alla stazione Circumvesuviana «Ercolano Scavi».

La visita è adatta ai bambini? Sì, il percorso è breve e pianeggiante; la bottega con bancone, anfore e sala da pranzo funziona bene come racconto per i più piccoli.

Fonti: comunicato dell’Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Ercolano del 16 ottobre 2026; orari dal sito ufficiale del Parco.


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