El Niño da record, l’allarme dell’Onu e cosa aspettarsi in Italia
Immagine realizzata con IA
El Niño è iniziato a giugno e nelle ultime settimane ha accelerato più del previsto. A inizio settembre l’Organizzazione meteorologica mondiale ha avvertito che il fenomeno sta diventando molto più intenso di quanto si pensasse, con effetti già visibili tra siccità e alluvioni in diverse parti del mondo.
Le previsioni indicano un picco a novembre e un’intensità mai misurata prima. Ecco cosa dice la scienza e cosa può significare per l’Italia.
L’allarme delle Nazioni Unite
Nell’aggiornamento del 3 settembre la Wmo, l’agenzia dell’Onu per la meteorologia, ha spiegato che El Niño diventerà «molto intenso» ed è quasi certo che resisterà fino a febbraio 2027. La segretaria generale Celeste Saulo ha parlato di una mobilitazione senza precedenti nei cinquant’anni di storia dell’organizzazione.
«El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche. Il pianeta si trova in acque inesplorate, e quelle acque si stanno riscaldando», ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Secondo l’agenzia, il fenomeno «ha il potenziale di infliggere un colpo devastante alle comunità e alle economie di tutto il mondo».
Un El Niño mai misurato così forte
I numeri aiutano a capire la scala del fenomeno. L’indice Niño 3.4, che misura le anomalie di temperatura del Pacifico equatoriale, è passato da +1,5 gradi tra maggio e luglio a +2,6 gradi dopo la metà di agosto, con un picco previsto intorno ai +4 gradi a novembre.
Ad agosto, sotto la superficie dell’oceano, sono state misurate temperature fino a 10 gradi sopra la media. La probabilità di un evento molto forte è salita dal 37 per cento di maggio al 63 per cento di giugno, superando l’81 per cento dopo luglio.
Per questo si parla ormai di Super El Niño, o di El Niño Godzilla. Il Guardian stima che possa essere il più intenso degli ultimi 1.000 anni e che il 2027 possa diventare l’anno più caldo mai registrato.
Come nasce un El Niño così potente
El Niño è la fase calda dell’Enso, l’oscillazione che nasce dall’interazione tra venti e temperature dell’oceano Pacifico tropicale. Normalmente gli alisei spingono l’acqua calda verso ovest e fanno risalire quella fredda dalle profondità.
La scorsa primavera gli alisei si sono indeboliti e in alcune zone sono comparsi venti contrari. Si sono così formate le onde di Kelvin, che hanno trasportato acqua calda verso est fino al Sudamerica, innescando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Gli effetti già visibili
Alcune conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti. L’intensità di questo El Niño contribuisce a spiegare gli incendi in Indonesia e l’indebolimento delle piogge monsoniche in India.
Il World Food Programme stima che il fenomeno possa spingere circa 50 milioni di persone verso una condizione di fame acuta, soprattutto in America Latina, nei Caraibi e in Africa subsahariana. Anche l’oceano Indiano, l’Atlantico e il Mediterraneo sono più caldi del normale e le loro anomalie possono sommarsi a quelle di El Niño.
Cosa aspettarsi in Italia e in Europa
Dopo l’estate più calda in Italia dal 1950, per l’autunno il Cnr indica temperature generalmente sopra la media e precipitazioni inizialmente un po’ sotto, in ripresa più avanti. L’istituto precisa però che «non è possibile effettuare una previsione affidabile».
L’Osservatorio europeo della siccità considera in allerta diverse aree del Nord e del Centro Italia. In Europa i prezzi degli alimenti potrebbero salire e non si escludono carenze: la ministra dell’Ambiente britannica Angela Eagle ha consigliato alle famiglie di tenere in casa una scorta di cibo.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha detto che il governo è «consapevole che è il grande tema del futuro». Sul fronte dell’inverno italiano le proiezioni non indicano un gelo eccezionale: ecco come sarà l’inverno 2026-2027 in Italia secondo i centri stagionali e le previsioni di Giuliacci.
Domande frequenti su El Niño
El Niño è già iniziato?
Sì, il fenomeno è iniziato a giugno 2026 e da allora si è rafforzato più rapidamente del previsto, molto più di quanto indicassero i modelli di inizio estate.
Quando raggiungerà il picco?
Il massimo riscaldamento delle acque del Pacifico è atteso a novembre 2026, con il fenomeno che dovrebbe protrarsi almeno fino a febbraio 2027.
Che conseguenze avrà in Italia?
Secondo il Cnr l’autunno sarà probabilmente più caldo della media, con piogge sotto la media nella prima parte. Le proiezioni sull’inverno restano incerte e vanno aggiornate mese per mese.
Perché si parla di Super El Niño?
Perché l’indice Niño 3.4 punta a valori record, intorno ai +4 gradi, superiori a quelli degli eventi del 1982-83, del 1997-98 e del 2015-16.
Ci saranno conseguenze su cibo e prezzi?
Il Wfp stima fino a 50 milioni di persone a rischio di fame acuta, e in Europa sono possibili rincari e carenze su alcuni alimenti.
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