Super El Niño mai visto, che inverno sarà in Italia: le previsioni di Giuliacci

Super El Niño mai visto, che inverno sarà in Italia: le previsioni di Giuliacci
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Un inverno che potrebbe cambiare volto. È la tendenza che emerge dall’analisi del colonnello Mario Giuliacci per la stagione 2026-2027: novembre e dicembre con poche piogge e poche nevicate, poi un gennaio e febbraio potenzialmente molto più dinamici, con irruzioni di aria fredda e possibili nevicate significative.

Alla base della previsione ci sono tre elementi che, secondo il meteorologo, vanno osservati insieme: il super El Niño, il Tripolo Atlantico e la QBO.

Un El Niño mai registrato prima

Il punto di partenza dell’analisi è il Pacifico tropicale, dove Giuliacci evidenzia un’anomalia di intensità eccezionale: «È un El Niño fortissimo, mai registrato, con 2-3 gradi in più». Un valore che impone di riconsiderare anche il possibile impatto del fenomeno sul clima italiano.

«Fino adesso, esaminando gli ultimi 50 anni di El Niño, una ventina di casi, avevamo trovato che l’influenza del fenomeno sull’Italia era scarsa o assente», osserva il meteorologo. La situazione attuale presenta però caratteristiche differenti, e per questo diventa necessario valutare se un El Niño così intenso possa questa volta influenzare maggiormente il clima dell’inverno italiano.

Cosa significano Tripolo Atlantico e QBO

Insieme al super El Niño, Giuliacci guarda al Tripolo Atlantico, il particolare schema di temperature della superficie dell’oceano Atlantico, e alla QBO, l’oscillazione quasi biennale dei venti stratosferici. Tre segnali che, combinati, possono indirizzare le correnti verso l’Europa e l’Italia nelle prossime settimane.

La prima parte della stagione

Secondo la tendenza tracciata dal colonnello, la prima parte dell’inverno potrebbe essere più asciutta e mite della media, con poche precipitazioni. Il clou della stagione potrebbe arrivare tra gennaio e febbraio, quando irruzioni di aria fredda potrebbero portare freddo più intenso e nevicate, anche a quote basse.

Si tratta di una tendenza stagionale, non di una previsione dettagliata: l’evoluzione andrà monitorata di settimana in settimana con le previsioni a breve termine.


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