È morto Michael Gambon, interpretava Albus Silente in Harry Potter

Michael Gambon

Il mondo del cinema e del teatro saluta con un inchino d’addio Michael Gambon, l’attore irlandese che ha conquistato milioni di cuori nei panni di Albus Silente nella saga di Harry Potter.

A 82 anni, il talento e l’anima di questo grande artista si sono spenti, vittima di una polmonite.

L’inizio della carriera

Prima di diventare il mago più saggio del mondo cinematografico, Michael Gambon aveva già un passato ricco di applausi e luci di ribalta. Gli anni ’80 furono per lui un trampolino verso il successo, soprattutto grazie al suo ruolo memorabile nella miniserie The Singing Detective. Il teatro era la sua prima casa, e da lì, il salto verso il piccolo e grande schermo sembrava un passaggio naturale, quasi inevitabile.

Il ruolo come Albus Silente in Harry Potter

Quando Richard Harris, il primo Silente, ci lasciò, molti si chiedevano chi avrebbe potuto indossare quelle vesti tanto pesanti. Ecco che entra in scena Michael Gambon nel 2004, con Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Da quel momento, il suo volto divenne sinonimo di saggezza e amore paterno per una generazione di giovani e meno giovani spettatori. In un certo senso, Gambon ha incantato il pubblico, proprio come il suo personaggio sapeva fare con la magia.

Le altre partecipazioni cinematografiche

Silente fu senza dubbio il ruolo della sua vita, ma Gambon era molto più di un unico personaggio. Chi potrebbe dimenticare la sua interpretazione nel provocante Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante o nel pluripremiato Il discorso del re, dove impersonava re Giorgio V? Semplicemente, un attore da manuale, capace di navigare tra generi e stili con la stessa eleganza con cui si muoveva sul palco.

Il decesso e i funerali

Il sipario si è chiuso per Michael Gambon, portato via da una polmonite che ha spezzato il filo di una vita straordinaria. La famiglia ha annunciato che le esequie si terranno in forma privata, ma il suo ricordo vivrà per sempre nei cuori degli ammiratori e nei film che continuano a ispirare nuove generazioni.

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Scritto da Gennaro Marchesi
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