Terremoto Campi Flegrei, crepe sui muri: quando preoccuparsi

Terremoto Campi Flegrei, crepe sui muri: quando preoccuparsi
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Dopo la scossa di magnitudo 4.7 che il 31 luglio ha colpito i Campi Flegrei, la più forte registrata nell’area negli ultimi quarant’anni, in molte case tra Pozzuoli e Quarto sono comparse crepe sui muri. Alcune sono solo intonaco che si è sgretolato, altre possono raccontare qualcosa di più serio. Questo articolo spiega come leggere le lesioni in base a forma, posizione, larghezza ed evoluzione, usando gli stessi criteri con cui i tecnici studiano i quadri fessurativi. Non è una guida alla diagnosi: solo un sopralluogo di un professionista può stabilire se un edificio è sicuro. Le indicazioni che seguono hanno scopo informativo e non costituiscono alcuna garanzia di sicurezza.

La scossa del 31 luglio e i primi sopralluoghi

Il terremoto di magnitudo 4.7 (Md 4.7 ± 0.3, Mw 4.4 ± 0.3 secondo l’INGV) è stato registrato alle 19:46 del 31 luglio a una profondità di circa 3 chilometri, con epicentro tra Pozzuoli e Quarto, nella zona della Solfatara. Lo sciame sismico è proseguito per oltre 24 ore con quasi 170 terremoti rilevati, le repliche più forti di magnitudo 3.8 e 3.1. Secondo l’INGV l’andamento è in linea con i dati osservati finora, ma non è possibile prevedere durata, numero e magnitudo degli eventi futuri.

A Pozzuoli si contano 21 feriti e più di venti famiglie sgomberate. Le verifiche speditive, come ha spiegato Roberto Castelluccio, docente di Architettura Tecnica alla Federico II di Napoli, hanno rilevato danni diffusi soprattutto su tramezzi, intonaci, cornicioni e frontalini, mentre la parte strutturale degli edifici in calcestruzzo non è stata intaccata. È il quadro tipico delle zone sismiche: gli elementi più fragili cedono per primi, le strutture portanti possono reggere. Ma ogni edificio è diverso e serve la verifica caso per caso.

Il quadro fessurativo: cosa guarda un tecnico

Quando un ingegnere analizza le crepe di un edificio non guarda una lesione singola, ma il quadro fessurativo: l’insieme delle lesioni, letto nella sua geometria. Come spiegano i testi tecnici di patologia edilizia, in molti casi non è l’entità della lesione a determinarne la gravità, quanto piuttosto la sua forma, l’orientamento, la posizione e l’andamento.

Le lesioni si dividono in due grandi famiglie: le lesioni fisiologiche, che in genere non rappresentano un pericolo imminente e derivano da ritiro termoigrometrico dei materiali, assestamenti o difetti locali di posa; e le lesioni patologiche, che esprimono una sofferenza strutturale a cui la muratura reagisce cercando un nuovo equilibrio, spesso con un grado di sicurezza minore. Una lesione si sviluppa in tre fasi: fase capillare, con fessurazioni di ampiezza minima; fase capillare progredita, in cui l’ampiezza aumenta; fase di completo distacco, con perdita di continuità della superficie. La normativa di riferimento per classificare e descrivere le lesioni è la UNI 11182, che i tecnici usano nei rilievi.

Come leggere la forma delle crepe

La forma è il primo indizio. Ecco le principali tipologie descritte nella letteratura tecnica e cosa possono indicare.

Crepe verticali
Le lesioni verticali in corrispondenza degli incroci murari o degli angoli indicano spesso difetti di collegamento tra pareti, cioè un carente ammorsamento tra maschi murari. Le verticali sotto o sopra le finestre riguardano le cosiddette fasce di piano. Una crepa verticale continua, che percorre tutta l’altezza del muro, merita attenzione. Le fratture verticali da schiacciamento, quelle in cui la muratura cede per compressione eccessiva, sono considerate tra i dissesti più pericolosi.

Crepe diagonali
Le lesioni inclinate, spesso a circa 45 gradi, compaiono in prossimità di porte, finestre e angoli, dove la continuità della muratura si interrompe e gli sforzi si concentrano. Sono tipiche dei cedimenti differenziali del terreno di fondazione, che si abbassa in modo diverso nei vari punti.

Crepe a gradoni o a zig-zag
Le lesioni che seguono i giunti di malta, con andamento a scalino, sono caratteristiche delle murature in laterizio o in tufo: la malta è l’elemento più fragile e la rottura la percorre. Sono un segnale frequente dopo un evento sismico e vanno valutate con attenzione.

Crepe orizzontali
Le lesioni orizzontali sono causate quasi esclusivamente da movimenti verticali del terreno o da un aumento dei carichi, ad esempio una sopraelevazione. Sono particolarmente preoccupanti quando compaiono alla base della parete o su muri portanti, dove possono indicare meccanismi di flessione fuori piano.

Crepe a croce o a X
Le fessure che si intersecano a formare una croce di Sant’Andrea, inclinate di 30-45 gradi, insorgono tipicamente dopo un evento sismico: sono il segnale di azioni cicliche di taglio e possono indicare una possibile compromissione della struttura. In questi casi la prudenza è d’obbligo.

Crepe ad arco
Le lesioni con andamento ad arco, al piano terra, possono essere dovute a cedimenti localizzati del terreno. Ai piani superiori indicano invece possibili cedimenti di travi o solai.

Crepe a ragnatela
Le fessurazioni sottili e diffuse, che si ramificano sulla superficie come una ragnatela, interessano in genere il solo intonaco: sono spesso legate a ritiro del materiale o variazioni termiche e di umidità. Non vanno però ignorate se si diffondono o si approfondiscono.

Rigonfiamenti e distacchi
I bozzi, i rigonfiamenti del paramento murario e i distacchi di intonaco in blocchi possono essere l’anticamera di meccanismi di espulsione o ribaltamento fuori piano: sono tra i segnali più seri e richiedono l’allontanamento immediato.

Larghezza, profondità, estensione e posizione

Oltre alla forma, il tecnico valuta altri quattro parametri.

Larghezza ed evoluzione. Una lesione stabile da anni, che non si allarga, racconta una storia diversa da una fessura comparsa dopo la scossa che continua ad aprirsi. La larghezza da sola non basta: ciò che conta è se la lesione è attiva o inattiva.

Profondità. Una lesione che attraversa tutto lo spessore del muro, visibile su entrambi i lati della parete, è più significativa di una che coinvolge solo l’intonaco. Per verificarlo servono controlli mirati, non la sola occhiata.

Estensione. Una crepa che percorre l’intera parete ha un peso diverso da un tratto limitato di pochi centimetri. La lunghezza va letta insieme a posizione e forma.

Posizione. Il dato decisivo: la lesione insiste su un elemento portante come travi, pilastri, scale, murature portanti e piattabande, oppure su un semplice tramezzo? Nel primo caso il livello di attenzione è massimo.

Come monitorare una crepa a casa

In attesa del sopralluogo, si può tenere sotto controllo l’evoluzione con metodi semplici: segnare con una matita o con un tratto di nastro i due bordi della fessura e scattare foto periodiche con un riferimento di misura accanto (un righello o una moneta); annotare data, posizione e larghezza stimata. Se la lesione si allarga, si approfondisce o compaiono nuove fessure dopo le scosse successive, il quadro cambia e va segnalato subito. I tecnici usano strumenti più precisi, i fessurimetri, che misurano nel tempo le variazioni di apertura.

Quando preoccuparsi: i segnali che contano

  • lesioni su elementi portanti: travi, pilastri, scale, murature portanti, piattabande
  • crepe a croce o a X, crepe a gradoni diffuse, lesioni orizzontali alla base della parete
  • lesioni passanti, visibili su entrambi i lati del muro
  • crepe che si allargano o nuove fessure nei giorni successivi alla scossa
  • rigonfiamenti, distacchi, fuoripiombo, caduta di calcinacci
  • porte e finestre che non si chiudono più come prima
  • lesioni molto diffuse in tutta l’abitazione

Cosa fare subito

  1. allontanarsi dall’abitazione e mettersi al sicuro, lontano dagli edifici
  2. non rientrare se si sospettano danni strutturali
  3. avvisare il Comune o la Protezione Civile: dopo un sisma vengono effettuate verifiche speditive
  4. chiamare i Vigili del Fuoco (115) solo per pericoli immediati
  5. non tentare riparazioni fai da te, che possono mascherare il problema
  6. fotografare le lesioni e annotare dove sono comparse: sarà utile per i tecnici

Per tutte le informazioni su come richiedere un sopralluogo per danni da terremoto, consulta la nostra guida dedicata.

Cosa farà il tecnico

Il professionista eseguirà un sopralluogo, rileverà il quadro fessurativo e lo classificherà secondo la UNI 11182, distinguendo le lesioni fisiologiche da quelle patologiche. Potrà poi posizionare fessurimetri per il monitoraggio nel tempo, approfondire con indagini mirate e, se necessario, redigere una verifica strutturale e un progetto di consolidamento. L’interpretazione di una lesione non si fa su una foto: la lettura della forma e della posizione sul posto, insieme alla storia dell’edificio, è quello che consente di distinguere un danno estetico da un dissesto.

FAQ

Una crepa sottile dopo il terremoto è pericolosa?
Non necessariamente. Una fessura capillare su intonaco o tramezzo, stabile nel tempo, spesso non è un problema strutturale. Ma la larghezza da sola non basta: contano forma, posizione ed evoluzione, e solo un tecnico può dare una risposta certa.

Crepa verticale, diagonale o orizzontale: quale è più preoccupante?
Dipende dalla posizione più che dalla direzione. Una lesione orizzontale alla base di una parete portante e una crepa a croce dopo un sisma sono tra i segnali più seri. Le verticali agli angoli indicano spesso problemi di ammorsamento, quelle diagonali cedimenti differenziali. In ogni caso serve la valutazione di un professionista.

Cosa significa una crepa a gradoni?
Una lesione che segue i giunti di malta, con andamento a scalino, è tipica delle murature in laterizio o in tufo: la malta è l’elemento più fragile e la rottura la percorre. È un segnale frequente dopo un evento sismico e va valutato con attenzione.

Come capisco se una crepa si sta allargando?
Si può segnare con una matita o un nastro i bordi della fessura e scattare foto periodiche con un riferimento di misura accanto. Se la lesione si allarga, si approfondisce o compaiono nuove fessure, va segnalato subito al Comune o al tecnico.

Una crepa passante è grave?
Una lesione visibile su entrambi i lati del muro attraversa tutto lo spessore della parete e merita una verifica tecnica approfondita. La gravità dipende dall’elemento interessato e dall’evoluzione nel tempo.

Chi devo chiamare per un sopralluogo?
Il Comune di residenza per le verifiche speditive, i Vigili del Fuoco (115) solo per pericoli immediati, e un tecnico abilitato per la valutazione approfondita dell’edificio.

Questo articolo ha esclusivamente scopo informativo e non sostituisce una valutazione tecnica: non costituisce alcuna garanzia di sicurezza. Per qualsiasi dubbio sulla stabilità di un edificio dopo il terremoto, rivolgersi sempre a tecnici abilitati e agli enti preposti.


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