Chi sono i semiti: significato, origine e storia del termine
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Semiti è il nome con cui si indicano i popoli che parlano, o hanno parlato, una lingua del ceppo semitico. Non è una definizione razziale, ma linguistica e culturale: comprende gruppi antichi e moderni del Medio Oriente e del Corno d’Africa, tra cui gli Accadi, gli Arabi, gli Aramei e i Cananei.
Tra i popoli semitici più studiati ci sono gli Assiri e i Babilonesi, entrambi di origine accadica. Dello stesso gruppo fanno parte anche gli Israeliti, i Moabiti, gli Ammoniti, gli Edomiti e i Fenici. Un caso a parte sono gli Abissini, semitici solo per lingua ma di origine etnica camitica.
Da dove viene il termine semiti
Il nome ha radici bibliche. Nella Genesi l’umanità post-diluviana viene fatta discendere dai tre figli di Noè: Sem, Iafet e Cam. Dai discendenti di Sem deriverebbero i Semiti, da quelli di Cam i Camiti, da quelli di Iafet gli Iafetiti.
Secondo il racconto biblico i Semiti si sarebbero stanziati nell’area che va dalla Mesopotamia al Mar Nero, i Camiti nell’Africa settentrionale e nord-orientale, gli Iafetiti in Europa. L’idea di una stirpe semitica resta legata soprattutto al popolo e alla cultura ebraica, nella quale è nata.
Chi ha coniato il termine semitico
Il primo a usare l’aggettivo semitico per la famiglia delle lingue semitiche fu il tedesco August Ludwig von Schlözer, nel 1781, nell’opera Von den Chäldaem. Qualche anno dopo, nel 1787, il filologo Johann Gottfried Eichhorn riprese e approfondì la definizione.
La svolta più discussa arriva nel 1879: il giornalista tedesco Wilhelm Marr coniò il termine antisemitismo nell’opuscolo La vittoria del germanesimo sul giudaismo, fondando nello stesso anno la Lega degli Antisemiti. Da lì nasce l’uso improprio di antisemita nel senso di anti-ebraico, ancora oggi diffuso nel linguaggio comune.
Semiti e antisemitismo: attenzione al significato
In origine semita indicava un insieme molto ampio di popoli, non solo gli ebrei. Nell’uso corrente, però, il termine antisemitismo viene impiegato quasi sempre per indicare l’ostilità verso gli ebrei. Si tratta di una sineddoche, cioè di una parte usata per il tutto, che ha finito per sostituire il significato originale.
Oggi la parola semiti resta viva soprattutto nel campo della linguistica e della storia antica, dove serve a classificare lingue come l’arabo, l’ebraico, l’aramaico e l’accadico.
Domande frequenti
Chi sono i semiti?
I popoli che parlano o hanno parlato lingue del ceppo semitico, tra cui Arabi, Ebrei, Aramei, Assiri, Babilonesi e Fenici.
Da dove deriva il nome semiti?
Da Sem, uno dei tre figli di Noè secondo la Genesi: i suoi discendenti sarebbero appunto i popoli semitici.
Cosa significa antisemitismo?
Il termine fu coniato nel 1879 da Wilhelm Marr. Oggi indica l’ostilità verso gli ebrei, anche se in origine si riferiva a un insieme molto più ampio di popoli.
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