Chi è JD Vance, il vicepresidente che viene dall’America dimenticata
Quando Donald Trump ha scelto JD Vance come suo vice per le elezioni del 2024, molti hanno storto il naso. Un ex critico del tycoon trasformato in fedelissimo, autore di un memoir di successo che aveva raccontato l’America dimenticata, ma con zero esperienza di politica estera e pochi anni al Senato. Oggi, a distanza di un anno e mezzo dall’insediamento del 20 gennaio 2025, Vance è il 50° vicepresidente degli Stati Uniti, e il primo nella storia ad aver servito nei Marines.
Dalla povertà a Yale
James David Vance nasce James Donald Bowman il 2 agosto 1984 a Middletown, Ohio, città operaia della Rust Belt. I genitori divorziano quando è piccolo. La madre Beverly lotta con la dipendenza da farmaci, e JD viene cresciuto insieme alla sorella Lindsay dai nonni materni, James e Bonnie Vance, che lui chiama Papaw e Mamaw. Sono gli anni raccontati in Hillbilly Elegy, il memoir pubblicato nel 2016 che lo renderà celebre: un ritratto senza filtri della working class bianca appalachiana, delle sue frustrazioni, della sua rabbia e del suo progressivo distacco dalla società americana.
A 19 anni si arruola nei Marines. Presta servizio come giornalista militare in Iraq, congedandosi dopo quattro anni con il grado di caporale e una Navy and Marine Corps Achievement Medal. Poi l’università: Ohio State University (summa cum laude) e Yale Law School, dove si laurea in Giurisprudenza. Lavora per qualche anno in uno studio legale di corporate law, poi approda a San Francisco come venture capitalist per Peter Thiel, il co-fondatore di PayPal, nella sua società Mithril Capital.
Da mai-Trumper a vice di Trump
Nel 2016, Vance è un convinto Never Trumper. Definisce Trump «catastrofico», «riprovevole», «l’idiota di Internet che ha fatto a pezzi il partito». Lo chiama persino «Hitler americano» in alcuni messaggi privati. Ma la politica ha tempi rapidi, e anche le conversioni. Con l’endorsement di Trump, nel 2022 vince le primarie repubblicane in Ohio e poi le elezioni al Senato battendo il democratico Tim Ryan. Una volta a Washington, si allinea completamente all’agenda trumpiana: no agli aiuti all’Ucraina, linea dura sull’immigrazione, battaglia culturale contro il cosiddetto woke capitalism.
Nel 2024 Trump lo sceglie come running mate. Il ticket vince. Il 10 gennaio 2025 Vance si dimette dal Senato, e il 20 gennaio giura come vicepresidente. Al suo posto in Ohio va il repubblicano Jon Husted.
Il vicepresidente più giovane e il nuovo volto della destra
A 41 anni, Vance è il primo Millennial a occupare la carica di vicepresidente. Ma la sua giovane età è la cosa meno interessante del suo profilo politico. Vance è considerato il principale esponente della corrente nazional-conservatrice e post-liberale, quella che si riconosce nel movimento New Right. I suoi punti fermi: opposizione totale all’immigrazione, battaglia contro l’aborto e i matrimoni gay, critica feroce alla childlessness (la scelta di non avere figli), posizione scettica sul sostegno americano all’Ucraina.
Nella sua veste di vicepresidente, Trump gli ha affidato anche la guida finanziaria del Republican National Committee (RNC), ruolo che ricopre dal marzo 2025. Sul fronte tecnologico, Vance si è imposto come una delle voci più influenti nel dibattito sull’intelligenza artificiale, sostenendo un approccio meno regolatorio e più favorevole all’innovazione.
Il cattolicesimo come bussola
Nel 2019 Vance si converte al cattolicesimo, dopo un percorso iniziato durante gli anni a Yale. La fede cattolica ha profondamente influenzato le sue posizioni politiche, specie su famiglia e bioetica. Ma i rapporti con la Chiesa non sono sempre idilliaci: sia Papa Francesco che il suo successore Papa Leone XIV lo hanno criticato pubblicamente per aver strumentalizzato la dottrina cattolica a fini politici.
La famiglia e la vita privata
Vance è sposato dal 2014 con Usha Chilukuri, avvocato di origini indiane che ha conosciuto a Yale. Hanno tre figli. Usha, figlia di immigrati, ha rappresentato per anni un elemento di complessità nella narrazione di Vance: come conciliare le battaglie contro l’immigrazione con la storia famigliare della propria moglie? Una domanda che i suoi critici gli rivolgono spesso, e a cui Vance risponde distinguendo tra immigrazione legale e illegale.
Il primo Marine vicepresidente
Un dettaglio storico: Vance è il primo ex Marine a diventare vicepresidente degli Stati Uniti. Un tratto che usa spesso per marcare la differenza con l’establishment di Washington e per parlare direttamente a quella base di elettori della classe operaia che lo ha portato al potere — la stessa che ha raccontato in Hillbilly Elegy. Quella dell’America dimenticata, che oggi, grazie a lui e a Trump, siede alla Casa Bianca.
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