Chi è Bezalel Smotrich, il ministro delle Finanze che guida la colonizzazione

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Bezalel Smotrich è uno dei politici più controversi e radicali dell’attuale scena israeliana. Ministro delle Finanze dal 2022 e leader del partito di ultradestra Sionismo Religioso, Smotrich è diventato il volto della spinta coloniale israeliana in Cisgiordania e il bersaglio di sanzioni internazionali senza precedenti.

Chi è Bezalel Smotrich

Nato nel 1980 a Haspin, un insediamento israeliano nel Golan, Smotrich è cresciuto nell’ideologia religioso-nazionalista del movimento dei coloni. Ha studiato legge al Mishpat College e ha servito nell’esercito come ufficiale in una unità di ricognizione della Brigata Paracadutisti. Vive con la moglie e i suoi sette figli nell’insediamento di Kedumim, in Cisgiordania.

La sua ascesa politica è stata fulminea. Entrato alla Knesset nel 2015 con il partito La Casa Ebraica, nel 2019 ha fondato l’Unione Nazionale dei Partiti di Destra, che è poi diventata il partito Sionismo Religioso. Alle elezioni del 2022, il suo partito ha ottenuto 14 seggi, diventando un pilastro indispensabile della coalizione di Benjamin Netanyahu.

Il ministro delle Finanze più radicale della storia israeliana

Al ministero delle Finanze, Smotrich ha mantenuto per sé anche la delega sulla Cisgiordania all’interno del ministero della Difesa, un doppio ruolo che gli ha permesso di influenzare direttamente le politiche di espansione degli insediamenti. Tra le sue mosse più controverse:

  • Lo stanziamento di centinaia di milioni di shekel per nuove colonie e avamposti illegali in Cisgiordania
  • La legalizzazione retroattiva di decine di avamposti selvaggi costruiti senza autorizzazione governativa
  • Il trasferimento di fondi dai ministeri sociali a quelli legati agli insediamenti
  • La riforma del sistema di approvazione delle colonie, ora di competenza quasi esclusiva del suo ufficio
  • La revoca di permessi di lavoro per migliaia di palestinesi

Sotto la sua gestione, nel 2025 il numero di nuovi alloggi costruiti in Cisgiordania ha raggiunto il record storico di oltre 10.000 unità, secondo i dati di Peace Now.

Le sanzioni internazionali

La deriva radicale di Smotrich non è passata inosservata sulla scena internazionale. A partire dal 2025, una dopo l’altra, le potenze occidentali hanno iniziato a imporgli sanzioni: Spagna, Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Norvegia, Slovenia, Irlanda, Paesi Bassi e, il 9 giugno 2026, anche la Francia gli ha vietato l’ingresso nel paese.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha motivato la decisione accusando Smotrich di “promuovere attivamente l’annessione della Cisgiordania, la creazione di nuovi insediamenti, la ri-colonizzazione di Gaza e il collasso economico dell’Autorità Nazionale Palestinese”. Il divieto si estende anche a quattro leader di organizzazioni di coloni e a 21 coloni violenti.

Israele ha definito le sanzioni “vergognose”, accusando la Francia di voler imporre “una posizione politica sul diritto degli ebrei a insediarsi nella Terra d’Israele”.

Le posizioni politiche

Smotrich è noto per dichiarazioni che hanno sollevato ondate di indignazione internazionale. Ha più volte negato l’esistenza del popolo palestinese, definito gli insediamenti “un miracolo sionista” e proposto l’annessione formale della Cisgiordania. Nel 2023, dopo un attacco palestinese, dichiarò che “lo Stato di Israele deve cancellare la città di Huwara“, provocando una condanna persino dagli Stati Uniti.

A differenza di altri esponenti della destra israeliana, Smotrich rifiuta esplicitamente la soluzione a due Stati, che considera una minaccia esistenziale per Israele. Il suo obiettivo dichiarato è estendere la sovranità israeliana sulla Cisgiordania, un territorio considerato illegale dal diritto internazionale e dalla Corte Internazionale di Giustizia.

Una leadership divisiva

Mentre la sua base lo considera un eroe che difende i diritti storici del popolo ebraico sulla Terra d’Israele, la comunità internazionale e buona parte dell’opinione pubblica israeliana lo vedono come il principale ostacolo a qualsiasi prospettiva di pace. Con la Francia che diventa il decimo paese occidentale a chiudergli le porte, Smotrich si conferma una figura capace di polarizzare come poche altre, dentro e fuori i confini israeliani.

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