Castello delle Cerimonie, il prefetto Di Bari: “La struttura sarà destinata a uso sociale”

Castello delle Cerimonie, il prefetto Di Bari: "La struttura sarà destinata a uso sociale"
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Il destino del Castello delle Cerimonie si decide a Sant’Antonio Abate. L’hotel Sonrisa, diventato celebre in tutta Italia grazie alla trasmissione di Real Time e chiuso per abusivismo edilizio, è stato al centro di un vertice in Comune con la partecipazione del prefetto di Napoli Michele Di Bari e del procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso.

Vertice in Comune: le parole del prefetto e del procuratore

Alla fine dell’incontro il prefetto Di Bari ha dichiarato: “È stata fatta solo rispettare una legge dello Stato, ora verrà destinata a un uso sociale”. Il procuratore Fragliasso ha aggiunto: “C’è un sequestro della parte commerciale in corso, aspettiamo l’esito del Riesame. Poi c’è il tema della destinazione sociale che deciderà il Comune, ma questo avverrà in un secondo tempo”.

Il prefetto ha inoltre garantito che resterà attivo il tavolo per la questione occupazionale: “Dicono riguardi duecento lavoratori, questo è un tema complesso che affronteremo, ma distinto dal primo”.

La decisione sulla struttura

Al tavolo era presente anche la sindaca Ilaria Abagnale, che ha affidato a un consulente l’incarico di studiare la soluzione migliore. Si dovrà scegliere se abbattere in parte l’edificio, procedere alla demolizione dell’intero stabile con piscina ed eliporto o trasformarlo in una struttura in grado di ospitare destinazioni sociali.

La storia dell’hotel Sonrisa

È l’ultimo capitolo di una vicenda iniziata con la sentenza della Cassazione, che ha ritenuto il complesso di 40mila metri quadrati frutto di una lottizzazione abusiva e da acquisire al patrimonio comunale della cittadina ai piedi dei monti Lattari. Dopo due anni e mezzo l’albergo, fondato dalla famiglia Polese, è stato sequestrato a luglio per la seconda volta.

Dal 24 luglio ci sono i sigilli al cancello dove entravano le carrozze degli sposi. Polizia e carabinieri hanno sgomberato la struttura, portando via mobili, specchi dorati e gli arredi delle sale da cinquecento ospiti in stile trash, ispirate a Disneyland.

Fuori dai cancelli il cameriere Gaetano Nino ha commentato le decisioni di Comune e prefettura: “È un accanimento farci chiudere in piena estate, ma non cancelleranno la nostra storia. Questo è il primo agosto che non lavoro”.


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