Il bradisismo e i Campi Flegrei: cosa sapere prima di visitarli

Il bradisismo e i Campi Flegrei: cosa sapere prima di visitarli
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I Campi Flegrei sono l’area vulcanica attiva più grande d’Europa e, da anni, vivono una fase di bradisismo: il suolo si solleva lentamente, accompagnato da sciami sismici sempre più frequenti.

Per chi programma una visita, capire il fenomeno aiuta a organizzarsi meglio e a scegliere cosa vedere in sicurezza.

Questa guida raccoglie i dati aggiornati dell’INGV, i luoghi simbolo del fenomeno, i siti aperti e quelli chiusi, con i consigli pratici per i turisti. Tutte le informazioni sono verificate sulle fonti ufficiali al 1 settembre 2026.

Mappa dei luoghi del bradisismo nei Campi Flegrei

Cos’è il bradisismo, in parole semplici

Il bradisismo è una lenta deformazione del suolo che alterna fasi di abbassamento e di sollevamento, legata alla pressione dei fluidi e del magma nel sottosuolo.

Il nome viene dal greco bradys, lento: è un movimento che si misura in millimetri al mese, non in metri al giorno.

Ai Campi Flegrei il fenomeno è particolarmente evidente perché la caldera, una vasta depressione vulcanica, è ancora attiva. Il sollevamento in corso è iniziato nel 2005 e prosegue, con fasi più o meno rapide, fino a oggi.

Pro: il fenomeno è lento, continuamente monitorato e ben compreso dagli studiosi.

Contro: il sollevamento del suolo è accompagnato da terremoti frequenti, in aumento negli ultimi anni.

I numeri attuali: quanto si è alzato il suolo

Secondo l’INGV Osservatorio Vesuviano, il sollevamento registrato alla stazione GNSS di RITE, al Rione Terra di Pozzuoli, è di circa 167,5 centimetri da novembre 2005. Di questi, circa 30 centimetri si sono accumulati da gennaio 2025.

La velocità di sollevamento è però in calo: da metà dicembre 2025 era di circa 15 millimetri al mese, da inizio febbraio 2026 è scesa a circa 10 millimetri al mese, il valore più basso da circa un anno.

La sismicità, invece, resta elevata. A luglio 2026 l’INGV ha registrato 426 terremoti, con il picco del 31 luglio: una scossa di magnitudo 4.7, la più forte mai registrata strumentalmente nell’area.

Pro: la rete di monitoraggio GNSS, sismica e geochimica è tra le più fitte del mondo.

Contro: l’accumulo complessivo di sollevamento resta significativo e va seguito nel tempo.

La storia: le grandi crisi del 1970 e del 1982-84

Il bradisismo dei Campi Flegrei non è una novità. La prima crisi documentata in epoca moderna è quella del 1970, quando il suolo di Pozzuoli si sollevò di quasi due metri in pochi mesi: il Rione Terra fu sgomberato e la popolazione trasferita.

Nel 1982-84 una seconda grande crisi portò il sollevamento a circa tre metri e mezzo, con terremoti anche di magnitudo 4 e danni diffusi nel centro storico di Pozzuoli. Migliaia di persone furono allontanate dalle proprie case.

La crisi attuale, iniziata nel 2005 e intensificatasi dal 2018, ha numeri paragonabili agli anni Ottanta per sollevamento e magnitudo, ma finora danni molto minori: gli edifici dell’area, per lo più bassi e adeguati dopo gli anni Ottanta, hanno retto meglio.

Questa storia aiuta a capire perché oggi il fenomeno è monitorato con attenzione, ma anche perché la vita e il turismo nell’area proseguono normalmente.

Pro: conoscere la storia rende la visita molto più interessante.

Contro: la memoria delle crisi passate può incutere timore, ma il quadro attuale è diverso.

Le zone più colpite: dove il fenomeno è più visibile

Il punto di massima deformazione della caldera è il porto di Pozzuoli, con valori che decrescono verso i bordi. Le aree più interessate sono Pozzuoli, il Rione Terra, la zona Solfatara-Pisciarelli, Agnano, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli.

Gli epicentri dei terremoti si concentrano nei primi 3 chilometri di profondità: per questo le scosse, pur non fortissime, vengono avvertite chiaramente dalla popolazione e dai visitatori.

I segni del bradisismo si vedono soprattutto sul lungomare di Pozzuoli: banchine, scogliere e strutture portuali mostrano le tracce del sollevamento degli ultimi anni. Passeggiando lungo il porto si notano i gradini e i muri che non coincidono più con il livello dell’acqua.

Pro: è possibile osservare dal vivo un fenomeno geologico unico al mondo.

Contro: in alcune zone della città sono in corso lavori di adeguamento e consolidamento.

Il Macellum, il Tempio di Serapide: il monumento che misura il bradisismo

Il Macellum di Pozzuoli, noto come Tempio di Serapide, è il simbolo storico del bradisismo. Le tre colonne ancora in piedi mostrano i fori dei litodomi, molluschi marini che vivono nella fascia di marea.

La loro posizione ha permesso di ricostruire i movimenti del suolo degli ultimi duemila anni.

Oggi il sito è chiuso per lavori di consolidamento, ma le colonne sono visibili anche dall’esterno, dall’area archeologica che affaccia sulla piazza del mercato di Pozzuoli. Il biglietto è spesso abbinato a quello dell’Anfiteatro Flavio, che invece è aperto.

I visitatori che l’hanno visto in passato lo ricordano come una tappa obbligata, con guide preparate e un percorso che aiuta a capire la storia geologica della città.

Pro: un monumento unico, perfetto per capire il bradisismo dal vivo.

Contro: al momento chiuso al pubblico, si apprezza solo dall’esterno.

Rione Terra: la rocca che si è alzata di 167 centimetri

Il Rione Terra è il nucleo storico di Pozzuoli, costruito sulla rocca tufacea che domina il porto. Sgomberato negli anni Settanta dopo la crisi bradisismica, è rimasto chiuso per decenni ed è oggi il punto di massimo sollevamento della caldera.

Dopo una lunga riqualificazione, la riapertura al pubblico è iniziata nel 2026, in fasi: il percorso archeologico sotterraneo, che scende nell’antica colonia romana di Puteoli, si visita con guide specializzate.

Le recensioni dei visitatori sono molto positive: si segnalano la competenza delle guide e la suggestione dei sotterranei, che raccontano duemila anni di storia in pochi metri di profondità.

Pro: un’esperienza archeologica unica, appena riaperta dopo 55 anni.

Contro: alcune aree sono ancora in lavori, verificare sempre aperture e orari correnti.

Cosa è aperto e cosa no: la mappa delle visite

Il bradisismo non ha fermato il turismo archeologico dei Campi Flegrei. Sono regolarmente aperti il Parco Archeologico di Cuma, il Castello di Baia con il Museo Archeologico, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli.

Aperti anche il Parco Sommerso di Baia e le Terme di Agnano.

Resta invece chiusa la Solfatara, il cratere di Pozzuoli inaccessibile al pubblico dal 2017 dopo il tragico incidente del settembre di quell’anno. Chiuso anche il Macellum, come visto sopra, per i lavori di consolidamento.

Non dimenticare il Lago d’Averno, gratuito e raggiungibile a piedi, e le Terme di Agnano, aperte tutto l’anno: sono la risposta moderna al benessere termale che l’area offre da duemila anni.

Per l’itinerario completo tra i siti aperti, leggi la nostra guida su cosa vedere nei Campi Flegrei.

Pro: la maggior parte dei siti archeologici è visitabile normalmente.

Contro: Solfatara e Macellum sono chiusi, pianifica il giro senza contare su di loro.

La scossa del 31 luglio 2026: cosa è successo

La sera del 31 luglio 2026, alle 19:46, una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito l’area flegrea durante uno sciame sismico: è il terremoto più forte degli ultimi quarant’anni, avvertito a Napoli, nel Golfo, a Ischia e a Procida.

Lo sciame ha prodotto circa 170 scosse tra la sera del 31 luglio e la mattina del 1 agosto, poi l’attività si è ridotta e lo sciame è terminato ufficialmente il 2 agosto. Il bilancio è stato di 8 edifici dichiarati inagibili, circa 300 sfollati e 21 feriti.

L’attività sismica è proseguita a ritmo minore per tutto agosto: il 10 agosto una scossa di magnitudo 3.0 alle 2:27, il 28 agosto una scossa con epicentro nel Parco Sommerso di Baia, accompagnata da un boato.

Pro: la gestione dell’emergenza e i controlli su edifici e infrastrutture sono stati rapidi.

Contro: le scosse sono frequenti e possono essere avvertite anche durante una visita.

Zona rossa e piano di evacuazione: cosa sapere

La pianificazione nazionale per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei prevede una zona rossa, a maggior rischio, e una zona gialla, esposta principalmente alla ricaduta di ceneri.

La zona rossa comprende Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e parti di Napoli, Giugliano, Marano e Qualiano.

Il livello di allerta vulcanica è giallo, cioè stato di equilibrio medio con parametri di monitoraggio sopra i valori di base. L’allerta riguarda la pianificazione della protezione civile, non limita la vita normale né le visite turistiche.

Dopo la scossa del 31 luglio, il piano d’azione per la zona rossa è stato aggiornato con nuovi scenari operativi e procedure di evacuazione, come previsto dal decreto-legge 140 del 2023.

Pro: la pianificazione è attiva e in continuo aggiornamento.

Contro: le aree di raccolta e le esercitazioni possono modificare la viabilità in caso di emergenza.

Consigli pratici per chi visita in sicurezza

Prima di partire, consulta i bollettini settimanali dell’INGV Osservatorio Vesuviano e il sito della Protezione Civile: trovi dati aggiornati su sismicità e sollevamento. Durante la visita, segui le indicazioni dei cartelli e del personale dei siti archeologici.

Se senti una scossa mentre sei in un sito all’aperto, allontanati da strutture pericolanti e attendi le indicazioni del personale. Se sei in un edificio, riparati sotto un tavolo o nello stipite di una porta, lontano da finestre, mensole e oggetti che possono cadere.

Rispetta i divieti: la Solfatara è chiusa e le aree termali naturali non presidiate vanno osservate solo da lontano. Per il resto, i Campi Flegrei si visitano con la stessa tranquillità di qualsiasi altra meta campana.

Vuoi completare il giro? Abbiamo guide su Cuma, sul Castello di Baia e sul Parco Sommerso di Baia.

E ancora: terme dei Campi Flegrei, pesce a Pozzuoli e spiagge flegree.

Per chiudere in bellezza, leggi anche la guida alla mozzarella di Capaccio Paestum: il giro dei Campi Flegrei merita una pausa gastronomica all’altezza.

Pro: con poche attenzioni, la visita è sicura e affascinante.

Contro: chi cerca emozioni forti o aree vietate deve ripensarci: qui la regola è la prudenza.

Domande frequenti

È sicuro visitare i Campi Flegrei in questo periodo?

Sì. Il livello di allerta è giallo, i siti archeologici principali sono aperti e la situazione è monitorata in continuo dall’INGV. Basta seguire i bollettini e rispettare le indicazioni di sicurezza.

Cosa significa livello di allerta giallo?

È il secondo livello della scala di allerta vulcanica: indica uno stato di equilibrio medio, con parametri di monitoraggio sopra i valori di base. Non comporta limitazioni alla vita normale, ma richiede attenzione e preparazione.

Quali siti sono chiusi ai Campi Flegrei?

La Solfatara di Pozzuoli, chiusa dal 2017, e il Macellum, chiuso per lavori di consolidamento. Tutti gli altri siti principali, da Cuma al Castello di Baia, sono aperti.

Il bradisismo può trasformarsi in un’eruzione?

La comunità scientifica ritiene possibile la presenza di magma in profondità, ma non ci sono evidenze di risalita magmatica imminente. Per questo la Commissione Grandi Rischi ha confermato l’allerta gialla.

Dove posso seguire gli aggiornamenti?

Sul sito dell’INGV Osservatorio Vesuviano trovi bollettini settimanali e mensili, e sulla piattaforma della Protezione Civile le mappe delle zone di pianificazione.

Per il quadro turistico, resta su Napolike.


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