Bonifica Bagnoli, colmata e America’s Cup 2027: perché si protesta?

Ex area Italsider di Bagnoli
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Bagnoli torna al centro del dibattito pubblico mentre si avvicina l’America’s Cup 2027 e si moltiplicano le proteste contro i lavori in corso.
Martedì 24 febbraio 2026, alle 16.30, è prevista un’assemblea promossa dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che riaccende il confronto su una questione che divide la città: la scelta di non procedere alla rimozione integrale della colmata ex Italsider, optando per una messa in sicurezza con copertura per rispettare le scadenze dell’evento.

A partire dalle manifestazioni del 7 febbraio, negli ultimi giorni gli esposti presentati in Procura e le accuse di possibili rischi ambientali hanno riportato l’attenzione su un’area già fragile. Al centro restano ambiente, bonifiche, tempi, decisioni amministrative e futuro del litorale. Una scelta che pesa oggi e che inciderà sull’assetto definitivo della costa.

Infografica sulla situazione di Bagnoli, della bonifica e i piani per l'American's Cup

La colmata di Bagnoli: cosa prevedeva il piano e cosa cambia oggi

Per capire il nodo di oggi bisogna fare un passo indietro. La colmata di Bagnoli è una porzione di mare riempita artificialmente durante l’attività dell’ex Italsider. Si tratta di un’area costruita con materiali di riporto e residui industriali, poi risultata contaminata da sostanze come IPA e PCB.

Negli anni Ottanta lo Stato aveva stabilito un percorso preciso. Il piano del 1980, collegato alla legge 219/81, e la successiva legge 582/1996 prevedevano un obiettivo chiaro: rimuovere completamente la colmata, riportare la costa alla sua forma naturale, restituire ai cittadini una spiaggia pubblica di circa 1,5 chilometri e realizzare un grande parco urbano sull’area industriale dismessa. L’idea era semplice: eliminare il riempimento artificiale e ricostruire la linea originaria del mare.

Con il decreto 60/2024 l’impostazione cambia. Non è più obbligatoria la rimozione totale. Si apre invece alla messa in sicurezza, cioè alla copertura e sigillatura della colmata senza eliminarla del tutto. È prevista una rimozione parziale stimata tra il 10 e il 20%, mentre il resto verrebbe coperto con un sistema impermeabile, il cosiddetto capping, sopra il quale verrebbero realizzate platee per circa 19,5 ettari destinate alle basi tecniche dell’America’s Cup 2027.

In sostanza, si passa da un progetto di demolizione e ripristino naturale a una soluzione di contenimento e utilizzo temporaneo dell’area. Ed è proprio su questo passaggio che si concentra oggi il confronto pubblico.

America’s Cup 2027 e i motivi dell’accelerazione dei lavori

La scelta di non rimuovere integralmente la colmata è legata esclusivamente ai tempi dell’America’s Cup 2027. Per ospitare le basi tecniche dei team e le strutture operative dell’evento si è deciso di procedere con una messa in sicurezza rapida, attraverso la copertura impermeabile dell’area e la realizzazione di piattaforme su cui installare strutture considerate temporanee.

La rimozione completa della colmata richiederebbe tempi più lunghi, procedure complesse e un intervento radicale sulla linea di costa. La soluzione attuale punta invece a ridurre i tempi, rendendo l’area utilizzabile entro le scadenze fissate per il 2027. La bonifica integrale verrebbe rinviata a una fase successiva all’evento.

Parallelamente stanno andando avanti anche le opere a mare, tra cui:

  • realizzazione di scogliere
  • interventi di dragaggio
  • modifiche operative attraverso varianti al PRARU

Interventi che sono stati indicati come prioritari per garantire lo svolgimento della competizione, ma che hanno alimentato le contestazioni di residenti e comitati, che chiedono chiarimenti su impatti ambientali e procedure autorizzative.

La popolazione di Bagnoli, giustamente, vuole che venga risolto il problema bonificando l’area anziché “mettendoci una toppa” solo per consentire la competizione. Una “soluzione” che alimenta la propaganda elettorale della “risoluzione del problema Bagnoli” ma che, di fatto, non viene così risolto.

Cosa è successo e le motivazioni delle proteste del 7 febbraio 2026

La tensione è esplosa il 7 febbraio 2026, quando centinaia di residenti e attivisti sono scesi in strada a Bagnoli per contestare i lavori collegati all’America’s Cup 2027. La mobilitazione è stata promossa da comitati e gruppi civici che da mesi denunciano rischi ambientali e carenza di informazioni.

Al centro delle accuse c’è il timore che gli interventi sulla colmata possano provocare il rilascio di sostanze inquinanti come IPA e PCB, presenti nei materiali di riempimento dell’area ex industriale. I manifestanti parlano di polveri tossiche, di intenso traffico di camion su strade già interessate dal bradisismo e di una gestione ritenuta poco trasparente.

Durante la giornata si sono registrati:

  • blocchi stradali
  • presìdi nell’area dei cantieri
  • una manifestazione partecipata con residenti e associazioni

Tra i comitati attivi figurano:

  • No America’s Cup
  • Mare Libero
  • altri gruppi civici del quartiere Bagnoli

Le proteste hanno riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza ambientale e della tutela della salute pubblica, mentre i lavori proseguono per rispettare le scadenze del 2027.

L’intervento della procura di napoli

Sulla vicenda è intervenuta anche la Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo dopo alcuni esposti presentati in relazione ai lavori in corso a Bagnoli. L’attenzione degli inquirenti riguarda possibili ipotesi di danno ambientale e la correttezza delle procedure amministrative adottate per gli interventi sulla colmata e sulle opere a mare.

Al momento non risultano persone indagate. L’attività della magistratura è finalizzata a verificare la documentazione, le autorizzazioni e le modalità operative dei cantieri. Un passaggio che si inserisce in un quadro già segnato da proteste pubbliche, richieste di chiarimenti e confronto istituzionale.

Il Sindaco Manfredi garantisce che i lavori sono temporanei, ma persistono i timori dei residenti

Dal fronte istituzionale viene ribadita una linea chiara: le opere realizzate per l’America’s Cup 2027 vengono definite temporanee e reversibili. Il sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, ha indicato come obiettivo la balneabilità futura dell’area e la prosecuzione delle bonifiche dopo l’evento sportivo.

Il quadro economico stimato per gli interventi complessivi a mare e a terra viene indicato tra 1,2 e 1,7 miliardi di euro, con spiaggia e Parco che restano formalmente inseriti nei programmi di rigenerazione.

Ma sul territorio il clima è diverso. I comitati e una parte dei residenti mettono in discussione la reale reversibilità delle opere e temono che la soluzione della messa in sicurezza con capping possa trasformarsi in un assetto stabile (cosa già vista troppe volte in passato). Il punto critico riguarda i precedenti ritardi sulle bonifiche e la modifica del quadro normativo che ha eliminato l’obbligo di rimozione integrale della colmata.

Il timore espresso nelle assemblee e nelle manifestazioni è che il carattere “temporaneo” resti sulla carta, mentre la configurazione realizzata per il 2027 diventi di fatto definitiva. Su questo si concentra oggi il confronto tra:

  • struttura commissariale e amministrazione comunale
  • comitati cittadini e associazioni ambientaliste
  • tecnici, urbanisti ed esperti coinvolti nel dibattito

L’assemblea pubblica del 24 febbraio 2026

L’appuntamento è fissato per martedì 24 febbraio 2026, alle ore 16.30, nella sede di Palazzo Serra di Cassano, a Napoli. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici nell’ambito delle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia.

Il confronto sarà dedicato al caso Bagnoli, con un’attenzione precisa alle questioni economiche, paesaggistiche, ambientali, urbanistiche e amministrative che riguardano l’area. La discussione arriva in una fase delicata, segnata dall’accelerazione dei lavori collegati all’America’s Cup 2027 e dalle tensioni emerse nelle ultime settimane.

Chi introduce, modera e interviene all’assemblea

L’assemblea del 24 febbraio si apre con l’introduzione affidata a Giulio Pane e sarà moderata da Carlo Iannello. Il confronto è costruito come un momento pubblico di analisi sul caso Bagnoli, con particolare attenzione alla colmata, alle scelte normative recenti e ai lavori collegati all’America’s Cup 2027.

Interverranno:

  • Emiliano Brancaccio
  • Lucia Tozzi
  • Benedetto De Vivo
  • Filippo De Rossi
  • Riccardo Rosa
  • Fulvio Bonavitacola
  • Antonio Bassolino

È stato inoltre invitato il sindaco di Napoli e commissario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, la cui eventuale partecipazione rappresenterebbe un passaggio diretto nel confronto tra istituzioni e cittadini.

L’incontro arriva in una fase segnata da proteste, indagini e accelerazioni procedurali, con al centro il futuro della colmata e l’assetto definitivo della costa di Bagnoli.

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