Assorbenti gratis nelle scuole della Campania: la mozione
Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità una mozione che introduce un progetto pilota per la distribuzione gratuita di assorbenti negli istituti scolastici della regione. La proposta, presentata dal consigliere Davide D’Errico, punta a contrastare la povertà mestruale, un fenomeno che in Italia riguarda quasi una persona su sei secondo l’indagine di WeWorld e Ipsos. Oltre alla distribuzione gratuita, la mozione prevede campagne di sensibilizzazione nelle scuole e impegna la Regione a chiedere una riduzione dell’IVA sui prodotti mestruali, attualmente al 10%. Una misura che allinea la Campania a quanto già fatto in altre regioni italiane e in diversi paesi europei.
Cosa prevede il progetto pilota in Campania
La mozione approvata dal Consiglio regionale campano prevede l’installazione di distributori di assorbenti gratuiti negli istituti scolastici che aderiranno volontariamente all’iniziativa. Ogni scuola potrà decidere se partecipare al progetto pilota, che riguarderà inizialmente un numero limitato di istituti per valutarne l’impatto prima di un’eventuale estensione. Le studentesse potranno prelevare i prodotti igienici senza alcun costo, direttamente all’interno della scuola. “Il ciclo mestruale non deve mai diventare vergogna, disagio o motivo di assenza da scuola. Anche questa è una delle tante ingiustizie di genere che dobbiamo affrontare”, ha dichiarato D’Errico durante la presentazione in aula. Il progetto non si limita alla distribuzione: include anche campagne di educazione mestruale per ridurre lo stigma che ancora circonda il ciclo e informare le ragazze su come gestirlo in modo consapevole.
Parallelamente, la mozione impegna la giunta regionale a farsi portavoce presso il governo nazionale e le sedi istituzionali per chiedere una riduzione dell’aliquota IVA sui prodotti mestruali dall’attuale 10% al 4%, allineandola alla media europea. In Italia, infatti, la cosiddetta “tampon tax” resta tra le più alte d’Europa: dopo la riduzione dal 22% al 10% ottenuta con la legge di bilancio del 2022 durante il governo Draghi, e un breve passaggio al 5% durante il governo Meloni, l’aliquota è tornata al 10% nel 2024. Un peso economico non indifferente per chi vive in condizioni di fragilità economica.
Povertà mestruale: un problema diffuso
Con povertà mestruale si intende non solo la difficoltà di acquistare assorbenti, tamponi o coppette mestruali, ma anche la mancanza di bagni puliti, acqua corrente, privacy e informazione sul ciclo. Secondo i dati della Banca Mondiale, dell’ONU, dell’UNICEF e di Save the Children, ogni giorno circa 800 milioni di donne nel mondo hanno le mestruazioni e circa 500 milioni non dispongono delle condizioni necessarie per gestirle in modo sicuro e dignitoso. In Italia, l’indagine condotta da WeWorld e Ipsos ha rilevato che quasi una persona su sei dichiara di avere difficoltà economiche nell’acquisto di prodotti mestruali. Un dato che evidenzia come il problema non riguardi solo i paesi in via di sviluppo, ma anche le società occidentali.
La Campania non è la prima regione italiana a muoversi in questa direzione. La Valle d’Aosta, per esempio, nel 2025 ha installato distributori di assorbenti gratuiti in tutte le scuole superiori del territorio. Un precedente che dimostra la fattibilità del progetto e che potrebbe fare da modello per altre regioni. L’iniziativa campana si inserisce quindi in un trend positivo che, lentamente, sta portando il tema della giustizia mestruale al centro del dibattito pubblico italiano.
Il confronto con l’Europa
La Scozia è stato il primo paese al mondo a rendere gratuiti gli assorbenti e i tamponi per tutte le donne, approvando nel 2020 il “Period Products Scotland Bill” dopo aver già avviato la distribuzione nelle scuole nel 2017. Oggi in Scozia i prodotti mestruali sono disponibili gratuitamente in farmacie, centri sociali e luoghi di aggregazione. La Francia ha seguito l’esempio nel 2021, installando 1.500 distributori nelle università e nelle residenze studentesche, con un rimborso per i minori di 26 anni e per chi ha redditi bassi introdotto dal 2026. La Catalogna distribuisce gratuitamente dal 2024 coppette mestruali, mutande mestruali e assorbenti lavabili attraverso farmacie convenzionate.
Sul fronte dell’IVA, molti paesi hanno scelto di abbassare l’aliquota per rendere i prodotti mestruali più accessibili. Irlanda, Malta e Cipro applicano lo 0% di IVA. Dopo la direttiva dell’Ecofin del 2021 che ha permesso aliquote ridotte per i prodotti considerati di salute pubblica, Spagna, Polonia e Lussemburgo hanno abbassato l’IVA tra il 3% e il 5%. La Germania è passata dal 17% al 7%. L’Italia, con il suo 10%, resta tra i paesi con l’aliquota più alta del continente, nonostante i prodotti di prima necessità abbiano generalmente un’IVA al 4%.
Un passo avanti per i diritti
L’approvazione della mozione in Campania rappresenta un segnale importante nella lotta contro la povertà mestruale e le disuguaglianze di genere. Il progetto pilota nelle scuole è un primo passo concreto che, se esteso e consolidato, potrebbe cambiare la vita di migliaia di studentesse campane. La richiesta di riduzione dell’IVA, inoltre, apre un fronte nazionale che potrebbe portare a un allineamento con gli standard europei. Perché il ciclo mestruale non è una scelta, ma una condizione fisiologica che non dovrebbe mai diventare un costo insostenibile o, peggio, un motivo di esclusione sociale.
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